La collina della discordia nel Barolo

Cannubi

La collina della discordia nel Barolo

Una storia italiana con anni di avvocati, veleni, ricorsi e sentenze che sovvertono le precedenti sulla collina del vino più favolosa d’Italia: Cannubi

Cannubi

Cannubi

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Mio nonno Giovanni Colombini ne parlava come fosse la montagna degli dei, l’Olimpo dei vini piemontesi. Più tardi ci sono stata ospite della mia amica Anna Abbona dei Marchesi di Barolo e ho potuto costatare la bellezza della collina di Cannubi coperta di vigneti che in autunno diventano un mare d’oro. Da questo quadro romantico, fatto di paesaggio e di grandi Barolo, si scende poi in una situazione piena di toghe, bolli e vertenze legali. Insomma dal poetico al giudiziario.
Quella che è considerata come la madre storica del Barolo, la collina di Cannubi, è divisa fra 5 delle 166 “Menzioni geografiche aggiuntive” previste dal disciplinare di produzione del Barolo DOCG approvato nel 2009: Accanto a Cannubi ci sono anche Cannubi San Lorenzo, Cannubi Valletta, Cannubi Boschis, Cannubi Muscatel.
Secondo quanto indicato dal disciplinare ogni etichetta dovrebbe indicare il nome dell’appezzamento da cui proviene

Barolo area Cannubi

Barolo area Cannubi

l’uva, ma è questo che non trova tutti d’accordo. La cantina dei Marchesi di Barolo, quella che da più tempo e con più continuità ha dato lustro al nome Cannubi scrivendolo nelle etichette del suo Barolo dal 1904, ha vigneti in due di queste sottozone: Cannubi e Cannubi Muscatel ma usa per entrambe solo il termine Cannubi e vorrebbe continuare a farlo.
Il Consorzio e il Comitato Nazionale Vini dicono di si consentendo la doppia menzione in ogni parcella della collina.
Ci sono però alcuni vignaioli di Cannubi, che insorgono contro questa decisione e fanno ricorso al Tar del Lazio. Nel giugno 2012 il Tribunale Regionale da loro ragione e impone di indicare in etichetta il nome di ogni singola sottozona.
Entra in campo il Ministro dell’Agricoltura con un nuovo ricorso, questa volta al Consiglio di Stato. Finalmente arriva la decisione definitiva: tutta la zona Cannubi, comprese le sottozone, potrà usare la sola parola Cannubi.
Una storia italiana che lascia perplessi perché si tratta di una zona davvero piccola in rapporto alla dimensione del mercato mondiale del vino e soprattutto dei competitori esteri con cui le cantine italiane devono lottare. Dividerla in 5 pezzi può essere un serio problema.

Barolo-Cannubi-1904-1973-2008

Barolo-Cannubi-1904-1973-2008

Tuttavia, se guardiamo solo le specificità dell’uva e quindi del vino, delimitare le zone in base alle loro caratteristiche, è un modo utile per comunicare con i consumatori più competenti.

Ci sono dunque pro e contro qualunque sia la decisione.
Questa vicenda giudiziaria, che ha fatto un po’ sorridere tutta l’Italia, ha avuto il merito di rilanciare il nome Cannubi come emblema di grande Barolo e di far riscoprire alla famiglia Abbona, titolare dei Marchesi di Barolo, le vecchie etichette del 1904.

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