BRAVA POLONIA! NO AGLI ALIMENTI ESTERI CON PESTICIDI
IL MINISTRO POLACCO ALL’AGRICOLTURA BLOCCA LE IMPORTAZIONI DI PRODOTTI ALIMENTARI ESTERI CONTENETI RESIDUI DI PESTICIDI CHE IN EUROPA SONO VIETATI

prodotti agroalimentari provenienti da Paesi Extra UE bloccati dal Governo Polacco
Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino
Ci aveva provato anche la Francia nel gennaio scorso ma, apparentemente, senza successo, perché il blocco delle importazioni è soggetto all’autorizzazione di Bruxelles. Ora il Ministro dell’Agricoltura della Polonia Stefan Krajewski, è passato dalle parole ai fatti. Ha ed ha disposto lo stop “temporaneo” alle importazioni di alcuni prodotti agroalimentari provenienti da Paesi Extra UE in cui sono presenti residui di pesticidi che l’Unione Europea vieta perché nocivi alla salute. Speriamo che la leggendaria tenacia dei polacchi permetta loro di sfondare dove la diplomazia francese si è fermata. Per essere legittimo in modo permanente, infatti, il provvedimento richiede l’approvazione della Commissione UE e il rispetto delle norme sul mercato unico e sul commercio internazionale sottoscritte dalle autorità di Bruxelles.
Finalmente! Applaudo il coraggio e la decisione dei polacchi!
Se certe sostanze, come il mancozeb e il glufosinato vengono proibite in Europa, perché nocive per la salute dei consumatori e l’ambiente, perché viene consentita l’importazione e la vendita di frutta e verdura con residui “entro i limiti consentiti dalle leggi” degli stessi principi attivi?
I LIMONI DI IMPORTAZIONE CON RESIDUI DI PESTICIDI NEI LIMITI DELLA LEGGE
E’ il caso dei limoni di importazione su cui il Servizio fitosanitario della Comunità Valenciana ha trovato tracce di 15 sostanze non autorizzate inEuropa, tra cui figurano diversi ditiocarbammati e principi attivi noti come Benomil, Imidacloprid, Carbendazima, Malathion, Spirotetramat e Teflubenzuron.
Secondo l’EFSA, Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, sulla base di oltre 125 000 campioni alimentari prelevati in tutta Europa, il rispetto dei limiti dei residui di pesticidi continua ad essere “elevato”. Su 39 433 campioni alimentari importati analizzati nell’ambito di tali controlli, il 38,3% non presentava residui quantificabili, il 56.2% presentava residui di pesticidi entro i limiti consentiti dalla legge, circa il 5,5% superava i limiti dell’UE e, tra questi ultimi, il 3,6% non era conforme. Il problema è in quel 56% con residui entro limiti legali di cui viene consentito l’ingresso in Europa. Se è vero che tali alimenti possono essere importati perchè, secondo l’EFSA << il rischio per la salute umana derivante dalla presenza di residui di pesticidi negli alimenti rimane basso>>, allora perchè in Europa ne è vietato l’utilizzo?
I PARADOSSI DELL’UNIONE EUROPEA
Un paradosso che danneggia anche gli agricoltori UE perché devono lavorare con costi di produzione più alti.
Sono queste storture che mettono i burocrati europei sul banco degli imputati e fanno apparire il loro enorme lavoro legislativo solo come un inutile appesantimento per le imprese. Fogli, permessi, certificati, controlli per le imprese agricole italiane, francesi, spagnole ….. e poi la concorrenza di prodotti simili ma meno cari provenienti da Paesi extracomunitari dove i pesticidi sono ammessi.
Le regole che tutelano la salute dei consumatori e l’ambiente devono riguardare tutti i prodotti agroalimentari in vendita in Europa: sia quelli prodotti qui che quelli importati.
C’è un detto: l’America innova, l’Asia produce, l’Europa legifera. Già così l’organo di Bruxelles appare come un appesantimento poco utile ma se poi le regole emanate da Bruxelles non raggiungono l’obiettivo di tutelare la salute e creano concorrenza sleale per le imprese europee allora meglio se smettono di legiferare.






