Aboca e il turismo POP
Unicità, pop e coordinamento, ecco le parole chiave del successo turistico. Impossibile vincere puntando su quello che hanno altri in modo maggiore
Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Sansepolcro, al convegno impeccabilmente organizzato dalla Confcommercio sul tema “Cultura, natura, gastronomia per uno sviluppo sostenibile” Sergio Cagol gela la sala affollatissima << Piero della Francesca non vi basterà per sfondare nel turismo>>. Forte del milione di visitatori del Muse museo delle scienze di Trento, prosegue implacabile <<a volte penso che le mummie dei musei siano turisti annoiati. Per attrarre visitatori bisogna essere POP cioè popolari e capire cosa interessa alla gente>>. Non
ha torto, la maggior parte dei musei italiani sono poco comprensibili e poco coinvolgenti, della serie “guardare ma non toccare”.
Ma basta cambiare la comunicazione per trasformare la Valtiberina in una star del turismo?
Dalla Basilicata arriva un altro messaggio forte << eravamo invisibili, schiacciati fra due colossi: Campania e Puglia, con più soldi, notorietà e turisti di noi. Con l’aiuto di un tecnico abbiamo fatto un progetto concentrando le nostre risorse su quello che abbiamo solo noi: i sassi di Matera. Lo abbiamo fatto accettare a tutte le provincie, all’inizio è stato difficile ma poi i risultati sono arrivati e Matera è diventata un locomotore forte a cui abbiamo attaccato tutta l’offerta regionale. Nel 2019 sarà la “Città europea della cultura” >>
Noi di Siena, che siamo rimasti in gara fino all’ultimo per quel titolo, stringiamo i denti. Tuttavia, bisogna levarsi il cappello di fronte a chi è partito da una situazione così difficile e alla fine a vinto. Matera offre un esempio di marketing territoriale strepitoso.
Bravissimi soprattutto per la capacità di fare squadra, un messaggio che appare condiviso anche da Anna Lapini Presidente Confcommercio Toscana e Tullio Marcelli Presidente Coldiretti Toscana. Le azioni che ci illustrano per l’Expo sono, infatti, all’insegna dell’unità di intenti.
Ma è da Valentino Mercati, il geniale creatore di Aboca, che tutti aspettano il colpo
d’ala decisivo. E il messaggio arriva: Aboca, leader italiano nella produzione di piante medicinali e prodotti naturali per la salute nasce in un luogo famoso da 800 anni nella produzione di piante officinali. L’azienda è riuscita a affermarsi grazie alle convinzioni ambientaliste di Valentino per cui tutti, ma proprio tutti i suoi prodotti vengono da culture biologiche. Una visione del mondo basata sulla consapevolezza della stretta connessione tra salute dell’uomo e quella dell’ambiente che potrebbe diventare la chiave del successo turistico della Valtiberina.
Le testimonianze del Muse di Trento e dall’APT della Basilicata ci spingono infatti a formulare un progetto nuovo: scegliere quello che di unico e superiore c’è in Valtiberina e organizzarlo come un’offerta esperienziale innovativa, divertente, coinvolgente ma soprattutto comunicata.
Proporsi come il luogo in cui la natura rende sani e introdurre in questo messaggio un’idea complessiva di benessere comprensiva anche di Piero della Francesca. Perché, come dice Valentino Mercati <<migliorare la nostra vita, il nostro equilibrio, la nostra salute, per me tutto questo è arte>>.
E’ questo il mio consiglio: scelte forti, coraggiose e un’organizzazione trasformi le siepi di biancospino, le piante di borragine o di camomilla, i musei, i ristoranti … in luoghi in cui scoprire la salute che arriva dalla natura … toccare, provare e condividere…. Difficile? Aboca ha già iniziato creando un flusso di migliaia di persone ogni anno che vengono a vedere gli impianti di produzione, il museo, mangiano nel ristorante “Il giardino di Piero” dove è tutto biologico. La strada è tracciata ora basta pensare in grande.












