Ragionieri del vino: nuove professioni e professionalità

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Ragionieri del vino: nuove professioni e professionalità

All’Istituto superiore Piera Cillario Ferrero di Alba nascono i primi ragionieri del vino cioè esperti di contabilità, fiscalità e gestione della cantina

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Di Donatella Cinelli Colombini, agriturismo, Toscana, Fattoria del Colle

Il corso si chiama “Gestione, controllo e fiscalità dell’azienda vitivinicola” ed è destinato agli studenti di ragioneria che frequentano l’indirizzo in “servizi commerciali”. Saranno i primi ragionieri del vino.

E’ una novità assoluta in Italia dove spesso i programmi scolastici ricalcano quelli del primo Novecento e sono incapaci di formare sulle competenze richieste dalle imprese. Finalmente si cambia!
Il progetto è di portata rivoluzionaria e parte da un’alleanza fra il mondo della scuola e quello produttivo infatti ha per partner il Consorzio del Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani. Il forte sostegno istituzionale a questa scuola che si rinnova e

Istituto-Piera-Cillario-Ferrero-Alba

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si apre al confronto con il mondo produttivo, è dimostrato dal massiccio numero di autorità pubbliche presenti alla presentazione dei corsi compreso Massimo Fiorio, vicepresidente Commissione Agricoltura e attivissimo parlamentare sul fronte del vino.
Troppo spesso la disoccupazione giovanile nasce sui banchi di scuola e dalla mancata formazione sulle materie che poi saranno richieste nei colloqui di assunzione. Ecco che sapere il diritto vitivinicolo, la gestione dei “libri di cantina” ora digitalizzati, i termini inglesi relativi al vino e la corrispondenza commerciale riguardante il vino …. farà la differenza aprendo nuove prospettive occupazionali ai giovani ragionieri di Alba.I ragionieri sono fra i diplomi di maturità che hanno avuto una recente limitazione di impiego a discapito dei laureati con conseguenti difficoltà di sbocco nel mondo del lavoro. L’introduzione di corsi in cui vengono insegnate le competenze richieste

ragionieri-del-vino-nuova-professione-che-nasce-ad-Alba

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dalle cantine può dare nuove possibilità di impiego ai diplomati ragionieri che vivono nei territori del vino cioè il Collio, la Franciacorta, il Trentino e l’Alto Adige, la provincia di Siena, di Trapani o di Avellino….. L’esempio dellIstituto superiore Piera Cillario Ferrero di Alba, dovrebbe quindi essere seguito da altre scuole e provveditorati così come dalle università. A questo proposito applaudo al  progetto di ampliare l’insegnamento di diritto vitivinicolo nella Facoltà di Giurisprudenza di Siena mentre giudico indispensabile rimodellare le facoltà di Agraria nell’intero territorio nazionale. Questi atenei sfornano tecnici capaci di produrre ma non di vendere mentre è proprio questa la competenza più richiesta ai manager delle imprese agricole. Ed ecco che mentre la facoltà di enologia di Bordeaux forma sul marketing del vino le nostre non lo fanno abbastanza.
Rimodellare l’offerta formativa di scuole e corsi di laurea in base alle esigenze del mondo produttivo diventa indispensabile e urgente per ridurre la tragica percentuale di giovani italiani senza lavoro o senza prospettive di carriera.

Un altro esempio virtuoso partirà il prossimo anno scolastico, a Montalcino, nel Liceo linguistico Lambruschini, dove inizierà il progetto di  “Mediazione linguistica enologica” in collaborazione con il consorzio del Brunello.



                                                                       
Cinelli Colombini
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