Grande è bello finché non distrugge le piccole cantine
Mentre in Italia 3 aziende del vino puntano ai 500milioni di fatturato annuo il Presidente USA Joe Biden fa una legge per difendere le piccole cantine

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di Donatella Cinelli Colombini
Dunque c’è ancora chi dice <<piccolo è bello>> o almeno <<piccolo è utile e va difeso>>. All’inizio di luglio il Presidente USA Joe Biden ha dato ordine alle agenzie federali di: <<address overconcentration, monopolization, and unfair competition in the American economy>>, ossia contrastare l’eccessiva concentrazione, il monopolio e la concorrenza sleale nell’economia americana.
Il provvedimento riguarda 72 settori due dei quali di alcolici.
Il tentativo di riformare l’economia è audace e nessuno, dopo Ronald Regan, aveva tentato niente del genere ma la pubblicazione il venerdì pomeriggio, quando i giornalisti pensano al week-end, dimostra una certa preoccupazione per gli effetti immediati e successivi.
ANTITRUST IN FAVORE DELLA CONCORRENZA E IN DIFESA DEI PICCOLI
Il primo passo è la raccolta dei dati sui “modelli di consolidamento nella produzione, distribuzione o vendita al dettaglio di birra, vino e liquori” da parte del Dipartimento del Tesoro, in 120 giorni. Notate i 120 giorni e non i tempi biblici che servono in Italia.
Sicuramente scopriranno che il problema sta nei grandi distributori che limitano l’accesso al mercato dei piccoli e tengono i prezzi alti. La stampa USA lo dice da 15 anni e sicuramente il Dipartimento del Tesoro lo metterà in evidenza.
IN USA PRIMA UN’INDAGINE E POI LE NUOVE NORME DEL TTB PER ARGINARE LE CANTINE E I DISTRIBUTORI TROPPO GRANDI
L’azione successiva riguarderà il TTB cioè l’ente regolatore USA per tabacco e bevande che dovrà cambiare i regolamenti per favorire la concorrenza.
Il sistema commerciale statunitense per gli alcolici è basato su tre livelli: produttore/importatore, distributore e rivenditore. Chi produce o importa non può distribuire e chi distribuisce non può vendere al pubblico.
Per certi versi questa macchinosa divisione permette al TTB di intervenire meglio in favore dei piccoli distributori, per esempio imponendo licenze nazionali oppure regole antitrust più stringenti per chi ha un business superiore ai 20 milioni di Dollari annui. Meglio ancora sarebbero delle agevolazioni fiscali per le piccole imprese. Il rischio è che succeda come per la birra dove l’esenzione destinata solo alle piccole birrerie è stata poi estesa a tutto il comparto finendo per danneggiare le imprese artigianali che originariamente voleva difendere. Leggete il bellissimo articolo su WineSearcher dove sono precisati tutti i dettagli.
L’ITALIA DELLE TROPPE PICCOLE CANTINE HA ORA 3 COLOSSI IN ESPANSIONE
Quindi le buone intenzioni di Biden ci sono, ma non sappiamo ancora se reggeranno alla pressione delle grandi lobbies, che spesso, nelle decisioni politiche americane, hanno un peso importante.
Intanto la notizia suona come una campana a festa per l’Italia delle piccole cantine (35.000?) proprio nel momento in cui avvengono le concentrazioni. Fino ora solo GIV-Cantine Riunite, con i suoi 581 milioni di fatturato annuo era una realtà di grandi dimensioni ma ora i big del vino italiano sono diventati tre: Italian Wine Brands ha acquisito Enoitalia e insieme fanno un business da 400 milioni di Euro e il Fondo Clessidra unisce Botter e Mondodelvino per un totale di 350 milioni e vuole crescere ancora. C’è da aspettarsi che avranno una forza condizionante sul sistema distributivo e sull’export. Per questo la decisione del Presidente Biden riempie l’animo di speranza a me e a tutte le piccole cantine che investono nei vigneti e nella qualità.






