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LE DONNE DEL VINO E IL VINO BIANCO DELLA TOSCANA INTERNA

INSIEME A ELISABETTA TOSI CERCHIAMO DI CAPIRE IL RUOLO DELLE DONNE DEL VINO NELL’INDIVIDUAZIONE DEI VITIGNI E TECNICHE DI PRODUZIONE PER UN SUPER TUSCAN WHITE

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda

Siena Enoteca Italiana 18 luglio 2025 evento sui vini bianchi toscani cone le Donne del Vino

Siena Enoteca Italiana 18 luglio 2025 evento sui vini bianchi toscani cone le Donne del Vino

Dopo la giornata di studio del 18 luglio all’Enoteca Italiana di Siena, sotto la regia scientifica dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, l’argomento “vino bianco in Toscana” è diventato di attualità. Elisabetta Tosi lo ha approfondito per Forbes.com facendomi alcune domande che trascrivo qui di seguito e che lei ha usato per scrivere il suo pezzo

COME E’ NATA L’IDEA DIUNO SHIFT DAL ROSSO IMPORTANTE AL BIANCO IN TOSCANA?

Per la verità siamo in tanti a pensare la stessa cosa. Su WineSearcher del 17 agosto ho letto un pezzo intitolato “Saint Emilion punta ad adottare i vini bianchi”. Nel testo c’era scritto << se il vino spumante ottenuto dal Merlot sembra una stranezza, il Merlot potrebbe in realtà essere una delle varietà adottate dalla denominazione Saint-Emilion in un progetto per produrre vini bianchi con questo nome>>. La decisione è stata votata dall’assemblea in cui erano presenti l’80% dei vignaioli della denominazione. <<Produciamo già vini bianchi nella zona, come a Cheval Blanc>> ha detto Galhaud Presidente del Saint Emilion <<dobbiamo definire le varietà e lo stile. L’idea non è quella di produrre Bordeaux Sauvignon ma di trarre ispirazione dalle peculiarità dei nostri vitigni. Stanno nascendo buoni vini dai Crémant realizzati con blancs de noirs [vino bianco da uve rosse]>>.
Ovviamente la situazione della Toscana è diversa da quella bordolese che ha una base ampelografica piccolissima. Noi abbiamo molti vitigni autoctoni anche bianchi e quindi possiamo ripartire da quelli per produrre un grande vino bianco.

ANGELUS LA SAGA INFINITA

CHÂTEAU ANGÉLUS; DOPO LA VERTENZA SULLA CLASSIFICAZIONE CHE LO NOMINAVA PREMIER GRAND CRU CLASSÉ ‘A’, ARRIVANO LE LITI FAMILIARI E L’AMMINISTRAZIONE CONTROLLATA

Chateau-Angelus- degustazione di Luciano Pignataro 1

Chateau-Angelus- degustazione di Luciano Pignataro 1

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda

Apparentemente la famiglia de Boüard, titolare di Château Angélus passa più tempo in tribunale che in cantina. Infatti le notizie che la riguardano sono più spesso polemiche e vertenze legali che apprezzamenti dei suoi meravigliosi vini. Ora leggo che è in amministrazione controllata a causa dei conflitti interni alla proprietà.
Ma che disastro e che tristezza.

 

RICAPITOLIAMO LA STORIA DALLA VERTENZA SULLA PROMOZIONE A PREMIER GRAND CRU CLASSÉ ‘A’

Come è ben noto le cantine di Bordeaux sono classificate dal 1855 secondo una piramide. Periodicamente questa graduatoria viene rivista ma le revisioni del 2006 e del 2012 hanno suscitato aspre vertenze legali. Al centro della contesa Château Angélus che aveva ricevuto l’ambitissimo ruolo di Grand Cru Classé, Premier Grand Cru Classé e Premier Grand Cru Classé ‘A’.

SPIRAGLI DI SERENO DOPO LA TEMPESTA DEL VINO

I PRIMI SEGNI POSITIVI DOPO LA GRANDE TEMPESTA DEL SETTORE VINO IN TUTTO IL MONDO. LA Z-GEN COMINCIA A MOSTRARE INTERESSE E IL MERCATO PUNTA SUI VINI CARI

Primi segni positivi dopo la tempesta che ha investito il settore vino

Primi segni positivi dopo la tempesta che ha investito il settore vino

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

Come mi ha detto Lamberto Frescobaldi <<la statistica dice che le crisi durano 18 mesi>>. Speriamo sia vero anche in questo caso e anche se la tempesta sul vino è enorme: cambiamenti climatici, turbolenze internazionali, dazi, sovraproduzione, mancanza di personale, aumento dei costi di produzione, attacchi delle autorità sanitarie ….

Ma forse i primi accenni del sereno dopo la tempesta cominciano ad apparire.
Parto da un articolo di WineSearcher per fare qualche riflessione incoraggiante. <<Come ha recentemente riportato Raymond Chan Wine Reviews , le importazioni verso mercati emergenti come Thailandia, Vietnam e India continuano a crescere – “rispettivamente circa 2 milioni, 1,8 milioni e 1,4 milioni di casse (9L)” >>.  Anche il mercato cinese sta recuperando in particolare per quanto riguarda i vini bianchi.

ISABELLE PERRAUD DEL #METODO DEL VINO

CON LA VIGNAIOLA FRANCESCE ISABELLE PERRAUD E IL MOTTO RIVOLUZIONARIO “LIBERTÉ, ÉGALITÉ, FRATERNITÉ” DIVENTA “LIBERTÉ, ÉGALITÉ SORORITÉ” CIOÈ SORELLANZA

Violenza di genere nel vino Isabelle Perraud e Paye Ton Pinard

Violenza di genere nel vino Isabelle Perraud e Paye Ton Pinard

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne

Non è un cambiamento da poco sostituire fraternità con sorellanza. Mentre la libertà e l’uguaglianza valgono per tutti la fraternità è un concetto maschile così come sentire l’altra donna come sorella è un sentiment femminile.
Questo è il manifesto della vignaiola francese che ha fondato dell’Associazione “Paye Ton Pinard” per dare voce alle donne che subiscono molestie in cantina mentre tutti si girano dall’altra parte.
Isabelle Perraud racconta a “Storie di vino e di donne” come nasce Paye Ton Pinard nella forma di un <<Instagram nel settembre 2020 … aperto, responsabile, accogliente, consapevole, sulle questioni del sessismo e della violenza sessuale …. E rompere l’isolamento su queste questioni. L’associazione è stata fondata nel mese di agosto 2023, per essere un vero collettivo dove ogni donna può impegnarsi in prima persona se lo desidera>>.

ROBERT MONDAVI E IL DECLINO DELLA CANTINA SIMBOLO DELLA CALIFORNIA

ROBERT MONDAVI E’ UN NOME LEGGENDARIO PER GLI APPASSIONATI DI VINO, E’ IL SIMBOLO DEL SUCCESSO DEL VINO CALIFORNIANO, IL SUO LENTO DECLINO E’ TRISTISSIMO

Napa-Valley-Opus-One-ViolanteGardini

Napa-Valley-Opus-One-ViolanteGardiniCinelliColombini

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne, Fattoria del Colle

Nel 2002 la famiglia Mondavi e i Frescobaldi avevano acquistato Ornellaia da Ludovico Antinori. In quel momento la Robert Mondavi Corporation aveva un fatturato di 550 milioni di dollari in virtù di 110 milioni di bottiglie vendute.  Ricordo che, a Vinitaly, Vittorio Frescobaldi mi presentò Tim Mondavi orgoglioso di collaborare con questa famiglia leggendaria. Fui sorpresa da notare come fosse di corporatura minuta e non un tipico americano alto e grosso. Mi sembrò una persona gentile e curiosa nell’osservare quello che aveva intorno.
La loro alleanza durò poco. Il 22 dicembre 2004 la Mondavi fu venduta a Constellation e i Frescobaldi esercitarono il diritto di opzione per acquisire il 50% di Ornellaia (25 milioni di Euro?) diventando gli unici proprietari della splendida tenuta di Bolgheri.

LA CANTINA DI ROBERT MONDAVI LEADER DEI GRANDI VINI DELLA CALIFORNIA

La cantina simbolo della famiglia, la Robert Mondavi Winery,è stata  pioniera del grande vino californiano e l’azienda vinicola più famosa del Nord America negli anni ’60 e ’70. Nel 1979 Robert Mondavi aveva creato il suo vino capolavoro “Opus One” con una collaborazione con Mouton Rothschild che aveva fatto epoca.

<<Mondavi era una calamita di talenti che assumeva le giovani menti più brillanti. Non badava a spese per le attrezzature più moderne. Nessuno era più ambizioso di Robert Mondavi, e nessuno si impegnò di più per il prestigio del vino statunitense>> si legge in un articolo di WineSearcher che racconta la lenta caduta del brand Mondavi.

LA CRISI DI BORDEAUX È ANCHE LA CRISI DI UNO STILE DI VINO?

MI CHIEDO SE LA CRISI DEL VINO DI BORDEAUX SIA ANCHE LA CRISI DEL “TAGLIO BORDOLESE” CIOÈ DI QUEI ROSSI CORPOSI CHE PER ANNI HANNO DOMINATO IL MONDO

Bordeaux France

Bordeaux France la crisi del vino bordolese dello stile che ha caratterizzato i rossi a livello mondiale e del modello di business

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne

Il “taglio bordolese” è il blend di Cabernet Sauvignon, Merlot e talvolta di Cabernet Franc e Petit Verdot. L’uvaggio che ha dominato la scena mondiale da decenni creando griglie stilistiche precise per l’eccellenza enologica. Intensità, rotondità, morbidezza, lunghezza … più il vino si avvicinava ai monumentali First Growth Bordeaux (Château Lafite Rothschild, Château Latour, Château Margaux, Château Haut-Brion, and Château Mouton Rothschild) più appariva buono.

LO STILE DEL VINO CHE HA DOMINATO E OMOLOGATO IL MONDO DEL VINO PER 30 ANNI

Un modello da perseguire a qualunque costo per ottenere il consenso dei critici e alzare i prezzi. Un risultato che spesso imponeva un’enologia interventista con molta “chirurgia estetica” non sempre totalmente legittima.  Ma tutto questo ha portato all’ omologazione e allo snaturamento dei caratteri identitari dei territori e dei vitigni.
Forse è proprio l’emergere di una sensibilità nuova che chiede un maggiore rispetto della natura intesa come sostenibilità, terroir, vitigno, annata e tradizioni locali a rovesciare il criterio di valutazione dando un nuovo valore alla diversità.

VINI ROSATI TOP MONDIALI: LA FRANCIA NON STRAVINCE

5 ROSATI SU 10, FRA QUELLI PIU’ RICERCATI DEL MONDO, VENGONO DALLA PROVENZA E 7 SU 10 VENGONO DALLA FRANCIA MA C’E’ ANCHE UN CERASUOLO MONTEPULCIANO D’ABRUZZO

Rosati più cercati nel mondo Azienda Agricola Valentini Cerasuolo Montepulciano d'Abruzzo Rosa

Rosati più cercati nel mondo Azienda Agricola Valentini Cerasuolo Montepulciano d’Abruzzo Rosa

Di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne 

Arriva da WineSearcher la lista dei 10 vini rosati che attraggono maggiormente la curiosità dei wine lover mondiali. Vale la pena ricordare che Wine Searcher è il motore di ricerca neozelandese che permette di avere notizie e prezzi di oltre 6 milioni di vini. La banca data di WineSearcher su vini  ed enoteche è accompagnati da una enciclopedia vitivinicola online senza eguali nel mondo.

LISTA DEI 10 ROSATI PIU’ RICERCATI DEL MONDO

N°1 Château d’Esclans‘ Whispering Angel Cotes de Provence Whispering Angel Rose
Provenza Francia €23

Vino che affascina i clienti ma non la critica per cui il punteggio medio dei grandi assaggiatori internazionali risulta bassino 89/100. WineSearcher lo descrive come << secco, nervoso fervidi e con un delicato sentore di pesca della Provenza>>. Le ali rosa, Whispering Angel sono molto amate da celebrità come i Beckham, Lady Gaga e Jeremy Clarkson. Per questo suscitano fra i consumatori una particolare attrazione.
In generale tutti i rosati provenzali si ispirano al prototipo di raffinatezza costituiti da Whispering Angel di Château d’Esclans e lo Château Miraval dell’ex coppia cinematografica Angelina Jolie e Brad Pitt. Al contrario, le tonalità di fragole selvatiche e il colore vivo caratterizzano i rosati di Spagna , Portogallo e Italia. Vini che tuttavia, secondo WineSearcher sono <<declassate a opzione economica e da festa, il parente povero delle delizie epicuree della Francia meridionale>>.  Sarà anche vero ma i rosati più cari risultano il Cerasuolo di Montepulciano d’Abruzzo di Valentini che costa 156€ e la Gran Riserva Rosado di Lopez de Heredia Vina Tondonia che costa 143€

IL NEGOZIO DELLA CANTINA TURISTICA (4)

WIFI DI CANTINA, LISTINO AL PUBBLICO, SUCCESSIONE DEI VINI NELLA PRESENTAZIONE COMMERCIALE, GAMMA DEI VINI IN PORTAFOGLIO, I CENTESIMI CHE FANNO LA DIFFERENZA

Il negozio di cantina Fattoria del Colle Toscana

Il negozio di cantina Fattoria del Colle Toscana

di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, #orciadoc

Avere il WiFi in cantina è indispensabile. Molte persone, soprattutto giovani, non rimangono a lungo nei luoghi dove manca la connessione. Concedere l’accesso gratuito a Internet ai visitatori consente anche di registrarli più facilmente.
Si tratta di una pratica importantissima per seguire i turisti dopo il loro ritorno a casa e continuare a proporre loro offerte di acquisto, soggiorno, visite o partecipazione ad eventi. Il negozio di cantina è il posto privilegiato per raccogliere la sottoscrizione ai moduli, cartacei o virtuali, previsti dalla legge sulla privacy. Una volta trasferiti nel data base i riferimenti di questi follower costituiscono la base necessaria per creare un wine club o sviluppare il proprio e-commerce proprietario.

SOLFITI NEL VINO: CAMBIA ANCHE L’AROMA E IL SAPORE?

LA RIDUZIONE E L’ELIMINAZIONE DEI SOLFITI SONO UN ARGOMENTO DI GRANDE ATTUALITÀ PER LA SALUTE DEI CONSUMATORI E LA QUALITÀ STESSA DEL VINO. OPINIONI A CONFRONTO

Solfiti aggiunti nel vino favorevoli e contrari

Solfiti aggiunti nel vino favorevoli e contrari

Di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, #brunellodimontalcino

Gli effetti sulla salute dei consumatori sono sicuramente negativi, il mal di testa dopo aver bevuto un bel calice di Sauternes ne è una prova evidente.

Per questo il regolamento BIO, soprattutto nella versione statunitense, impone una drastica riduzione di solfiti aggiunti nel vino e molti produttori biodinamici e naturali sono ancora più drastici nell’uso di questo prodotto.

Evidentemente si tratta di una scelta che comporta un notevole impegno da parte dei wine makers perché togliendo la protezione costituita dall’anidride solforosa è necessario accrescere i controlli e soprattutto attuare un’attentissima igienizzazione dei contenitori. Pulizia che, soprattutto nel caso di tubi e botti, comporta investimenti in attrezzature e in ore di lavoro.

VALUTAZIONI DEI VINI: PARALLELO TRA CRITICI E APPASSIONATI

UNO STUDIO RIGUARDANTE I VINI DI BORDEAUX DI 16 ANNI MOSTRA IL PARALLELISMO FRA LA VALUTAZIONE EN PRIMEUR DEI CRITICI E QUELLA DEGLI APPASSIONATI SUL VINO FINITO

I punteggi dei critici all'en primeur e quelli dei consumatori sul vino finito coincidono

I punteggi dei critici all’en primeur e quelli dei consumatori sul vino finito coincidono

Di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, #orciadoc

Mi sono sempre chiesta se fosse possibile valutare un vino a cinque mesi dalla vendemmia e quindi se i punteggi espressi dai super esperti e i prezzi pagati dai buyer al momento dell’en primeur di Bordeaux fossero affidabili. Ho sempre avuto paura a comprare in anticipo di due anni rispetto alla data del rilascio nel mercato, ma ora ho capito che sbagliavo.

I PUNTEGGI DEI CRITICI E DEGLI APPASSIONATI COINCIDONO

La conferma della corrispondenza fra la valutazione en primeur (febbraio dopo la vendemmia) e quella del vino finito arriva da uno studio intitolato “Crowdsourcing the assessment of wine quality: Vivino ratings, professional critics, and the weather”, e pubblicato sul “Journal of Wine Economics”. Gli autori sono 5 studiosi dell’Università di Monaco, della Danimarca Meridionale e della California: Orestis Kopsacheilis, Pantelis Pipergias, KarthiKeya Kaushik, Stefan M. Herzog, Bahador Bahrami, Ophelia Deroy.

VINI DA VIGNETI A PIEDE FRANCO SUPER STAR

I VIGNETI A PIEDE FRANCO CIOÈ NON INNESTATI SONO SOLO IL 2% DEL TOTALE MONDIALE MA STANNO DIVENTANDO VERE STAR DA COLLEZIONISTI CON UN SUPER EVENTO A MONTE CARLO

Franc de Pied Associazione dei produttori di vino da viti a piede franco

Franc de Pied Associazione dei produttori di vino da viti a piede franco

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

I coraggiosi difensori delle viti senza innesto, che sfidano la fillossera, cioè il terribile insetto killer che decimò le vigne europee nel diciannovesimo secolo, sono riuniti nell’Association Francs de Pied.

LOIC PASQUET GUIDA L’ASSOCIAZIONE DEI PRODUTTORI DI VINO A PIEDE FRANCO CIOE’ SENZA RADICI AMERICANE

Il loro presidente è di Loïc Pasquet proprietario della Domaine Liber Pater a Bordeaux e famoso per produrre i vini più cari del mondo.
Hanno organizzato il loro meeting all’Hôtel Hermitage di Monte Carlo nel Principato di Monaco l’11 novembre 2023. Un evento dettagliatamente descritto da Wine Searcher. Primo giorno conferenza dall’ingegnere agronomo ed enologo Olivier Yobrégat nel Musée Océanographique di Monaco e poi cena di gala nella Salle Belle Époque dell’Hôtel Hermitage. La Master of Wine Jeannie Cho Lee ha guidato la serata alla presenza del Principe Alberto.

6 ROMANÉE-CONTI AL SUPERMERCATO COSTANO 65.000€

NON È UNO SCHERZO 6 BOTTIGLIE MISTE DEL DOMAINE DE LA ROMANÉE-CONTI SONO IN OFFERTA NEL SUPERMERCATO SUPER U DI TRUCHTERSHEIM ANCHE SE A UN PREZZO ALTISSIMO

6-bottiglie del Domaine-de-la-Romanée-Conti-al-supermercato- Super U

6-bottiglie del Domaine-de-la-Romanée-Conti-al-supermercato- Super U

Di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination 

La fine di un mito, quello che i grandi vini non devono essere sugli scaffali dei supermercati perché altrimenti vengono espulsi dal circuito delle enoteche e dei ristoranti di lusso. In effetti questo tabù scricchiolava da tempo perché tutti i brand forti – da Antinori a Ferrari Trento- sono sia in supermercato che nel circuito commerciale di alta fascia. Infatti nessun ristorante stellato può permettersi di avere una carta dei vini senza Tignanello o la Riserva del Fondatore. Ma il divieto del doppio canale permane per le cantine piccole o medio piccole con ambizioni di successo.

IL TABU’ DELLA VENDITA DEL VINO IN ENOTECA E AL SUPERMERCATO

Il problema nasce dalla facilità di confrontare il costo che impedisce a ristoratori e enotecari di ricaricare i prezzi. Un confronto che adesso i clienti fanno soprattutto usando i grandi portali come Vivino e WineSearcher ( da cui ho tratto anche questa notizia). Mettono il telefono davanti all’etichetta e ottenendo il listino nelle rivendite di tutto il mondo. Tuttavia i ristoranti e enoteche continuano a temere soprattutto il confronto diretto con la grande distribuzione a pochi isolati di distanza e quindi l’arrivo della  Domaine de la Romanée Conti nei supermercati Super-U ha fatto scalpore.

IL VINO DELL’EST EUROPA

TANTISSIME NUOVE CANTINE IN UNGHERIA , BULGARIA , ROMANIA, SLOVENIA E CROAZIA. PRODUCONO VINO SEMPRE PIU’ BUONO E PIU’ ESPORTATI A PREZZI CONCORRENZIALI

Grgic Vina rinascita del vino croato

Grgic Vina rinascita del vino croato

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Kathleen Willcox su WineSearcher ha pubblicato un lungo articolo sui vini dell’Europa Centrale che dopo il crollo del comunismo (1989-91) hanno avuto un periodo di down e poi un recupero.
La cosa non mi meraviglia.

 

LA MIA ESPERIENZA IN UNGHERIA PER SOSTENERE IL REFERENDUM SULL’EUROPA

Nel 2003 ho fatto parte del gruppo dei “testimonial” che andavano nei Paesi dell’Est per spiegare i vantaggi di entrare nell’Unione Europea e spingere i colleghi locali a votare in favore dell’annessione. Ognuno doveva parlare del proprio settore e quindi io andai per tre volte in Ungheria nelle zone del vino. Gli incontri erano sempre turbolenti con i vignaioli magiari molto sospettosi, spaventati dall’arrivo di vini italiani o spagnoli senza più dazi di importazione e con un’evidente nostalgia del sistema economico precedente, dove tutti avevano un salario garantito. L’unica domanda ricorrete era <<quanti soldi ci arrivano?>>. Spiegare loro che i fondi europei sarebbero stati tanti ma per integrare gli investimenti e non per pagarli al 100% suscitava il loro terrore, forse perché temevano di non aver abbastanza denaro per attivare una catena virtuosa.

CANNABIS O PROSECCO?

UNA RICERCA DEL WINE MARKET COUNCIL USA SEMBRA MOSTRARE COME IL CONSUMO DI MARIJUANA FACCIA CALARE QUELLO DI VINI EFFERVESCENTI PIU’ SEMPLICI COME IL PROSECCCO O IL CAVA

Il Cannabis minaccia il mercato del Prosecco

Il Cannabis minaccia il mercato del Prosecco

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Anche se è vero che marijuana e vino hanno mercati diversi tuttavia tantissimi produttori hanno il dubbio che una maggiore diffusione di cannabis faccia calare la vendita del vino.

Un articolo di W. Blake Gray su WineSearcher spiega come il probabile declassamento della marijuana, da parte del Governo federale USA, potrebbe rendere l’erba più attraente agli occhi del pubblico, più ampiamente disponibile nel mercato e commercializzata in modo più esplicito. Già adesso 21 Stati – e fra essi tutta la costa occidentale- consentono la vendita della marijuana per scopo ricreativo.
Inoltre la riclassificazione potrebbe ridurre il prezzo del cannabis che già adesso costa meno del vino.

                                                                       
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