Kerin O’Keefe brava, bella, giovane e amante del Brunello
Kerin O’Keefe: scrive per The World of Fine Wines, Wine, Decanter, Wine News …. È un’ ottima assaggiatrice, giornalista e consce Montalcino meglio di me
Il suo nuovo libro si intitola “Brunello di Montalcino” ( 300 pp. 36,60€) e racconta i posti, le persone e persino le ricette con la sicurezza di cui conosce la zona come le sue tasche e con la precisione di chi ha un archivio di migliaia di appunti. Non so quanto abbia soggiornato a Montalcino ma certamente parecchio. Il tono è leggero quasi da racconto agli amici ma le notizie sono precise e sempre esaurienti.
E’ chiaro che adora questa terra ma non fino al punto da evitare gli argomenti spinosi, affronta il tema Brunellopoli (in inglese “Brunellogate”) raccontando i fatti nel dettaglio e dicendo la sua opinione senza troppi complimenti. I titoli di questa sezione hanno l’humor anglosassone “To be Brunello or not to be Brunello” e poi “ Incoclusive conclusions” . Dopo la citazione letteraria il gioco di parole.
Nelle pagine successive Kerin parla del ritorno alla tipicità e propone la divisione in 7 sottozone pur rendendosi conto che una
tale prospettiva incontrerebbe enormi difficoltà di attuazione. Seguono i profili di 24 aziende, o meglio dei produttori che le guidano. Ritratti gentili, anzi nel mio caso – Casato Prime Donne – fin troppo gentili. Insomma un bellissimo libro, piacevole da leggere anche per chi, come me, conosce poco l’inglese. Un libro che fa amare Montalcino senza nascondere le sue contraddizioni e le sue turbolenze. Ed è in fondo proprio questa onestà di approccio che rende il contenuto più convincente e lo trasforma i lettori da wine lover a Brunello lover.
Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini








