LA TURISTICITA’ DELLE CANTINE MONDIALI

enoturismo Farroria del Colle Trequanda Toscana

LA TURISTICITA’ DELLE CANTINE MONDIALI

Lo storytelling nelle cantine turistiche Casato Prime Donne a Montalcino

enoturismo al Casato Prime Donne a Montalcino

L’UNIVERISTÀ HOCHSCHULE GEISENHEIM IN GERMANIA HA INTERVISTATO 1310 CANTINE IN 47 PAESI DANDO UN QUADRO DEL TURISMO DEL VINO NEL MONDO

Di Donatella Cinelli Colombini, winetourism, Fattoria del Colle di Trequanda, Casato Prime Donne Donne Montalcino 

L’indagine “Global Wine Tourism Report” 2025 ha committenti di livello altissimo ONU-Turismo, OIV – Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino, Great Wine Capitals Global Network (GWC) e WineTourism.com. Anche l’orizzonte è enorme e abbraccia tutto il mondo con 1310 cantine intervistate in 47 nazioni ma una particolare attenzione sull’Europa che assorbe il 70% del campione e l’Italia in posizione dominante (17%).

TANTE FORSE TROPPE ATTESE RISPETTO AL BUSINESS ENOTURISTICO

L’interesse delle cantine è fortissimo in tutto il mondo : 2 aziende vinicole su 3 dichiarano che l’enoturismo è redditizio o molto redditizio. L’enoturismo genera circa un quarto del fatturato totale delle imprese.  Anche se questa percentuale probabilmente comprende cifra più alte in Nordamerica e più piccole in Europa.

A confermare le attese di tutte le imprese del vino nei confronti dell’enoturismo va notato che la metà del campione intende investire e la maggioranza si aspetta una crescita di flussi e business. Infatti c’è la diffusa convinzione che il turismo del vino sia anticiclico o almeno più resiliente e quindi capace di aiutare le vendite in momenti di crisi.

Fra gli europei c’è maggiore riluttanza a sviluppare l’enoturismo. Il 57% delle cantine non aperte al pubblico attribuisce la causa alla mancanza di personale, mentre tra le imprese extraeuropee la percentuale scende al 30%. In Europa c’è timore sulla concorrenza mentre in America e in Australia questa paura non esiste.

L’ENOTURISMO EUROPEO E’ PIU’ GIOVANE E MENO REMUNERATIVO

Va precisato che la diffusione dell’Enoturismo in Europa è avvenuta dopo che in America, Australia o Sud Africa era già un fenomeno diffuso. Infatti, il 60% delle cantine extraeuropee offre esperienze enoturistiche da oltre 10 anni mentre in Europa questa percentuale scende al 49%. Forse per questo i benefici economici dell’enoturismo sono più apprezzabili fuori dal nostro continente e in una scala da 1 a 5 loro hanno un punteggio di 3,9 e noi del 3,6. Anche i visitatori delle cantine del Vecchio Continente sono meno numerosi. Le imprese del vino non europee ricevono in media 4000 visitatori e quelle nostrane 1.000.

IL MODELLO ENOTURISTICO EUROPEO E’ PIU’ ESPERIENZIALE E MENO COMMERCIALE

C’è tuttavia una differenza sostanziale fra il modello di enoturismo europeo e quello del resto del mondo: ovunque le cantine turistiche offrono degustazioni (79-80%) ma la visita guidata a vigneti e bottaie è una caratteristica della proposta europea (73%) mentre è meno diffusa nel resto del mondo (55%). Le cantine extraeuropee organizzano eventi più frequentemente (53%) di quelle del vecchio continente (43%). Anche sulle attività per chi non consuma vino gli extraeuropei sono più attivi di noi (38% contro 22%).

IL TARGET DEI VISITATORI E’ SIMILE MA PIU’ ATTRATTIVO RISPETTO AI GIOVANI

Nel target dei visitatori le differenze sono meno marcate, l’82% degli enoturisti europei sono nella fascia d’età fra i 45 e i 65 anni e nel resto del mondo questa percentuale è dell’80%. In entrambe le aree i giovani sotto i 25 anni sono solo il 2%. Tuttavia, in Europa (43%) i giovani mostrano più interesse verso le esperienze del vino rispetto al misero 34% degli under 25 delle resto del mondo. Dato che rispecchia la minore attrattiva di un modello dove il solo elemento di richiamo è l’assaggio e lo shopping di bottiglie mentre in Europa l’esperienza della natura e delle tradizioni locali, in contesti spesso ricchi di storia, è decisamente più coinvolgente. Opinione condivisa da WineNews  <<Le tendenze emergenti del turismo mostrano che i visitatori di oggi sono sempre più attratti da esperienze autentiche, locali e di nicchia. L’offerta culinaria, le pratiche ecosostenibili e le attività naturalistiche stanno crescendo in popolarità, supportate da un forte coinvolgimento attraverso i canali digitali e i social media. In termini di strategie enoturistiche, lo storytelling e la comunicazione digitale sono al centro dell’innovazione>>.

ENOTURISMO 2025 NEL MONDO

I dati sui flussi enoturistici 2025 presenti nel “Global Wine Tourism Report” mostrano un andamento disomogeneo. In Europa la maggior parte delle cantine registra un aumento dei visitatori e solo il 17% un calo. Percentuale che sale al 41% oltreoceano.

Direttamente dal sito Winetourism.com  dove è pubblicato il rapporto 2025 ci sono le due considerazioni

<<Strategies: Innovation is driven by storytelling, social media, food pairings, local partnerships, education, and cultural events.

Innovation & Investment: Wine tourism is widely regarded as essential for competitiveness, though actual investment levels vary>>.

 



                                                                       
Cinelli Colombini
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