IL VINO E LA GUERRA
COME GLI ATLETI ALLE OLIMPIADI ANCHE I VINI RUSSI SONO ESCLUSI DALLE COMPETIZIONI ENOLOGICHE INTERNAZIONALI. MA UN TENTATIVO DI VIOLARE IL BLOCCO È AVVENUTO

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di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda
Mentre tutto il mondo desidera la fine della guerra in Ucraina, la ricostruzione di quel Paese martoriato e la normalizzazione dei rapporti fra Russia e Ucraina, assistiamo a una vicenda che sembra uscita da un film. Vedere un enorme impegno spionistico, diplomatico e giornalistico per 15 vini iscritti a un concorso enologico fa sorridere ma rivela l’allargarsi dell’odio e dello scontro in un modo preoccupante.
I 15 VINI RUSSI ISCRITTI ALLA SAN FRANCISCO INTERNATIONAL WINE COMPETITION
La vicenda riguarda il San Francisco International Wine Competition dove sono stati iscritti 15 vini russi. Come per le Olimpiadi la vicenda non ha niente di sportivo e tutto di politico. Allo stesso modo, al concorso californiano la decisione degli Organizzatori -The Tasting Alliance- di escludere i vini russi non ha niente di enologico.
I vini russi non posso essere importati negli Stati Uniti dal 2022. La norma deriva dall’Ordine Esecutivo 14068 dell’ex Presidente Joe Biden ed ha una sola eccezione riguardare le attività ufficiali delle Nazioni Unite a New York.
Dunque i vini non potevano entrare nel territorio USA per partecipare al concorso. D’altra parte, la loro presenza sarebbe stata assolutamente inutile, anche se avessero vino, poi non avrebbero potuto essere commercializzati in USA. Ma, secondo le autorità di Mosca, questa partecipazione, avrebbe mandato un segno di distensione e di ripresa del dialogo. Per questo era stata messa in piedi un’enorme operazione degna di un film di spionaggio.
COME INUN FILM GIALLO 90 BOTTIGLIE DI VINO RUSSO ARRIVANO IN CALIFORNALIA
Un progetto molto grande per numero di persone coinvolte, costi e impegno organizzativo. Secondo “The Insider” le 90 bottiglie per il concorso (6 bottiglie per ognuno dei 15 vini iscritti alla gara) sarebbero arrivate a San Francisco come bagaglio personale dal vicedirettore esecutivo dell’Associazione dei viticoltori e dei produttori di vino della Russia, cioè come valigia diplomatica. In trasporto sarebbe avvenuto in aereo con due viaggi diversi passando per lo stato della Georgia, Dubai e Doha. La seconda consegna di vini era contenuta in otto valigie del peso di 254 kg (560 libbre).
Secondo una seconda fonte in lingua russa “Kommersant”, i bolli di accisa russi sulle bottiglie erano stati coperti da adesivi con la scritta “Non in vendita” in ebraico. Le 90 bottiglie russe erano mescolate a vini georgiani e israeliani.
VINI RUSSI SQUALIFICATI DAL CONCORSO E LISTA DEI VINCITORI SOSPESA
Dopo essere arrivati in Usa con questa consegna avventurosa, i vini sono stati iscritti e consegnati alla sede del concorso dove i giudici li hanno assaggiati alla cieca. Ma quando i media in lingua russa (sito web investigativo russo The Insider e la rivista economica russa Kommersant) hanno scritto della partecipazione al concorso come un <<trofeo per i vini di Putin>> è scoppiata la bomba.
IL SOSPETTO CHE I VINI RUSSI PROVENGANO DALLE CANTINE DI PUTIN SCATENA LA DIPLOMAZIA UCRAINA
La cosa ha prodotto ripercussioni politiche perché il Ministero degli Esteri dell’Ucraina si è attribuito il merito di aver impedito alle aziende vinicole russe di partecipare al concorso e di “aggiudicarsi medaglie d’oro”. Le istituzioni diplomatiche ucraine avrebbero insomma puntato i piedi affermando il principio che <<le rispettabili istituzioni americane non sono disposte a diventare una vetrina per il Cremlino mentre le città ucraine vengono bombardate e i vigneti ucraini occupati o distrutti>>.
Gli ucraini sospettano che il Presidente Putin sia il proprietario di una delle cantine in concorso, visto che possiede delle splendide aziende vitivinicole sul Mar Nero. “La Fondazione anticorruzione di Alexei Navalny” ha anche ipotizzato che l’intera operazione nasca dall’obiettivo di dare risalto alle aziende vinicole Usadba Divnomorskoye e Krinitsa collegate al palazzo di Vladimir Putin’ vicino a Gelendzhik.
Questa circostanza sembra comprovata dalla dimensione dell’operazione che avrebbe portato all’iscrizione dei 15 vini provenienti da 6 cantine russe al concorso. Solo il costo di iscrizione al concorso era di 550 $ per ogni vino per un totale di 8.250 Dollari.






