INDAGINE CESEO -MTV 2026 PRIMI COMMENTI

turismo del vino in italia solo per automuniti - la sfida del futuro è migliorare l'accessibilità

INDAGINE CESEO -MTV 2026 PRIMI COMMENTI

LE CANTINE TURISTICHE MOLTO PERFORMANTI  MA ACCESSIBILI SONO A TURISTI AUTOMINITI. GLI ULTIMI 50 KM DA STAZIONI E AUROPORTI SONO COSTOSISSIMI PER GLI STRANIERI

Ceseo Centro studi enoturistici presentato al Senato

Ceseo Centro studi enoturistici presentato al Senato

La sfida immediata è rendere meno costosi e attrezzati con più mezzi pubblici i 50-100 km dalle cantine a  stazioni e aeroporti o da grandi città. Il turismo estero, che già adesso supera la metà del totale nel 30% delle cantine può raddoppiare aumentando NCC, Taxi e servizi di winery tours.  Una richiesta ai comuni del vino a cui sollecitare anche un maggiore impegno negli uffici informazioni. L’accessibilità infatti, oltre che reale è percepita cioè va comunicata al visitatore prima della partenza. Punto su coi anche le cantine possono fare molto di più.

I dati derivano dal questionario inviato alle cantine del Movimento Turismo del Vino presieduto da Violante Gardini Cinelli Colombini, alla fine del 2025. Sono stati elaborati dal Professore di Statistiche dell’Università Lumsa di Roma Antonello Maruotti nel quadro delle attività di Ceseo Centro Studi Enoturistici e Oleoturistici.
Il campione è di aziende piccole ma non piccolissime che mostrano una straordinaria resilienza rispetto all’annus horribilis del vino italiano. Aziende <<molto desiderose di fare anche se spesso esprimono la loro energia con azioni disorganiche>> fa notare Donatella Cinelli Colombini Direttrice di Ceseo.

CANTINE TURISTICHE: PICCOLE E RESILIENTI

GDO e sfuso contano poco per le cantine intervistate. Comincia ad essere interessante l’ e-commerce ma la vendita di retta è considerata strategica più dell’Horeca e dell’export.
Le bottiglie vendute al pubblico sono il punto forte dell’attività turistica mentre pochi hanno anche ricettività e ristorazione. Nel business turistico le animazioni costituiscono una voce solo leggermente più importante degli eventi. << Temo che non decollino perché sono ancora quasi tutte uguali>> commenta la Cinelli Colombini.
Sorprende la tenuta delle cantine nell’anno più complicato del vino italiano: 38,6% ha un business vino invariato rispetto al 2024 e il 20,3% ha addirittura accresciuto le vendite del 5-10%. Anche sul fonte dei costi le risposte mostrano una sorprendente resilienza: 33% dice che sono rimasti invariati e il 35% vede aumenti del 5-10%. Questo mostra un bel lavoro di ottimizzazione.

LA COMUNICAZIONE DIGITALE E LA RACCOLTA DEI CONTATTI DELLE CANTINE MIGLIORANO

Ancora scarsi i miglioramenti sulla comunicazione digitale 43,8% delle canine ha meno di 1000 accessi mensili nel proprio sito e un altro 25% arriva a 5000. Ma sono davvero pochi per chi vuole dialogare con i suoi visitatori e trasformarli in clienti abituali. In altre parole è come avere l’auto ma non la benzina. Questa circostanza è resa evidente dall’aumento dei numeri di chi ha e-commerce proprietario. Ora il 68% ne possiede uno e il 60% ha una lista contatti a cui mandare news letter almeno una volta al trimestre. Non va ancora bene ma meglio di prima.
Solo il 16% ha un wine club ma i presupposti per farlo funzionare cominciano, lentamente ad esserci.
59% delle cantine intervistate ha visto aumentare i visitatori nell’ultimo anno.

ENOTURISMO IN ITALIA : UN TURISMO DA AUTOMUNITI PER LA SCARSITA’ DI MEZZI PUBBLICI

Andare in cantina con mezzi pubblici è un miraggio (7,2%). La totalità delle cantine vede arrivare i visitatori con mezzi propri e solo il 42% riceve anche gruppi in bus o minivan. Sorprendentemente alto (28%) il numero di cantine che ha notato anche wine lover a piedi o in bicicletta.
Purtroppo il numero dei visitatori è ancora basso: 32% ne riceve fra 500 e 1000, il 20% ha fra 1000 e 2000 ingressi annui e il 16% fra 2000 e 5000. Per questo molte imprese non hanno ancora personale addetto alla wine hospitality in modo continuativo.

LA DISTANZA DA STAZIONI E AEROPORTI E POCA MA I COSTI DEI COLLEGAMENTI PUBBLICI SONO ALTI

Entriamo ora sull’argomento accessibilità. Meno cattiva del previsto la distanza dall’alta velocità che il 40% delle cantine ha una stazione nel raggio di 20km e un altro 35% fra 20 e 50Km di distanza. Magari sono tanti per i turisti ma per la vita dell’azienda la distanza è accettabile. Anche per gli aeroporti le risposte sono positive: il 40% delle imprese ne ha uno fra 20 e 40Km di distanza e un altro 34% a meno di 100 km.
Questi dati fanno capire che, con una migliore rete di trasporti di prossimità, sarebbe possibile ridurre il traffico automobilistico e usare soprattutto trasporto pubblico. Ma è proprio li punto critico. Arrivare con Taxi o NCC alla stazione costa meno di 50€ solo nel 43% dei casi e già il 35% delle cantine denuncia di spendere fino a 100€. Con gli stessi mezzi arrivare all’aeroporto dalla cantina costa il doppio: fra 50 e 100€ nel 45% dei casi e fra 100 e 200 nel 28%.
Prezzi che indicano una evidente carenza di mezzi di trasporto e tariffe scoraggianti. Peccato perché il network fra cantine e strutture ricettive già funziona e il 70% di queste ultime propongono winery tours ai loro clienti. Meglio degli uffici turistici che lo propongono solo nel 37% dei casi. C’è però da chiedersi quanti turisti arrivati in aereo per un short break accetterebbe di pagare il taxi o l’NCC più del volo.

ACCESSIBILITA’ PERCEPITA: DA MIGLIORARE UFFICI INFORMAZIONI E NOTIZIE NEI SITI

Tornando sugli uffici turistici comunali quasi la metà delle cantine non sa neanche se sono aperti la domenica e solo il 14,4% ha risposto si a questa domanda dimostrando un disinteresse che segnala l’irrilevanza.
Ad aggravare la situazione di un’accessibilità locale costosa e poco organica, c’è l’accessibilità percepita che lascia a desiderare: il 60% delle cantine non spiega ai visitatori come arrivare da loro con mezzi diversi dall’auto propria. Tutto lo sforzo è profuso per agevolare l’arrivo di chi ha la macchina come dimostra il 96% di cantine georeferenziate. Brave ma va fatto un piccolo sforzo per rendersi accessibili anche per chi non ha auto propria!
Il 27% è a conoscenza dell’esistenza di almeno una società di winery tours nel proprio comune. Questo indica una proliferazione di tale tipo di proposta turistica che potrebbe essere un valido sostituto alla carenza di trasporto pubblico.

COMUNICAZIONE DELLE CANTINE VERSO I TOUR OPERATOR E I CLIENTI

Altro elemento critico riguarda la comunicazione delle esperienze delle cantine alle agenzie di winery tours. Il 47% manda le proposte solo su richiesta e il 23% solo una volta all’anno. C’è da chiedersi se questo comportamento derivi dal non aver mai partecipato a fiere e B2B per cui si è sprovvisti di una lista di contatti. Ma poi le cantine emergenti non devono meravigliarsi se le agenzie vanno sempre dai soliti noti che fanno le fiere e poi mandano alle agenzie le loro novità.

CANTINE TURISTICHE VOLENTEROSE MA  CON MARGINI DI MIGLIORAMENTO ANCHE SULLA DURATA DELLE ESPERIENZE

Altro elemento degno di nota è la durata delle esperienze. Nel 57% dei casi la proposta standard – visita guidata + assaggio- dura fra i 60 e i 90 minuti. Se aggiungiamo la sosta ai bagni iniziale e lo shopping finale arriviamo a oltre due ore e questo è decisamente troppo.
90 minuti vanno bene, invece per l’esperienza “premium” che infatti ha questa durata nel 62,7% dei casi.

PROFILO DEI VISITATORI DELLE CANTINE ITALIANE

Uno sguardo sul profilo dei visitatori: la fascia di età prevalente dei turisti, nell’85% delle cantine, è fra i 35 e i 50 anni. Meno del 20% delle imprese ha una proposta specifica per i giovani wine lovers.
La presenza dei visitatori stranieri è molto importante:
nel 30% delle cantine supera il 50%
nel 26,5% dei casi gli stranieri sono fra il 25 e il 50%
nel 28% delle imprese i visitatori esteri son fra il 10 e il 25%



                                                                       
Cinelli Colombini
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