ROBERT ENGLE E LA SUA LEZIONE SUL TALENTO

Donatella Cinelli Colombini Robert Engle
HO INCONTRATO TANTE PERSONE STRAORDINARIE E ALCUNE DI LORO HANNO SEGNATO LA MIA VITA PER SEMPRE. UNO DI LORO È ROBERT ENGLE VINCITORE DEL PREMIO NOBEL PER L’ECONOMIA
Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne di Montalcino, Fattoria del Colle di Trequanda
Ho deciso di condividere con voi il ricordo di alcune persone e alcuni luoghi che sono stati molto importanti per me e spero saranno altrettanto utili a voi.
Non sono molto intelligente e nei test di QI non arrivo al minimo. Ma le persone di grande talento mi attraggono e non mi sento intimidita perché ne ho frequentate molte fino dall’infanzia. So di non fare lo stesso effetto a loro, ovviamente. Tuttavia non mi vergogno di prendere senza dare, oppure dando quelle poche cose che so su vino, donne del vino e turismo del vino. La vita è fatta così!
L’INCONTRO CON ROBERT ANGLE A SIENA
Vi racconterò dei miei incontri con Robert Engle Premio Nobel per l’economia nel 2003, insieme a Clive Granger, per i suoi studi rivoluzionari sulle serie storiche finanziarie. Ha sviluppato i modelli ARCH (Autoregressive Conditional Heteroskedasticity), fondamentali per prevedere la volatilità e gestire i rischi finanziari nel tempo.
Io di matematica, statistica e finanza non so niente ma lui è simpatico e aperto anche rispetto a persone completamente diverse da se. La moglie Marianne si occupa di psicanalisi e trovò molto interessante la mostra curata da Vittorio Sgarbi al Santa Maria della Scala di Siena “Arte Genio Follia Il giorno e la notte dell’artista”. Era la fine dell’inverno 2009 e io incontravo Engle per la seconda volta. Avevo già apprezzato la pazienza cortese di lui nell’ascoltarmi e le doti di relazione di lei. Se lui è un genio della finanza, lei è una macchina generatrice di contatti. Mantiene il rapporto anche con me mandandomi ogni anno un bigliettino di auguri che riassume per immagini, l’annata dell’intera famiglia.
Dopo una visita avventurosa del Santa Maria della Scala dove vedemmo i sotterranei con i pozzi di butto della peste trecentesca, il Pellegrinaio e i cantieri del restauro del secondo ospedale più antico del mondo, andammo in Piazza del Campo a prendere un aperitivo. C’era che mio marito Carlo arrivato all’ultimo momento senza sapere che aveva davanti. Il mondo economico era scosso dal crollo della Lehman Brothers che nel settembre precedente aveva fatto un buco di oltre 600 miliardi. La crisi dei prestiti subprime sembrava destinata a mandare in recessione il mondo intero e io chiesi a Robert Engles << che succederà?>> lui rispose << ci sarà una lenta ripresa ma poi non sappiamo cosa può succedere>> uno scenario preoccupante che mi spinse a una seconda domanda << l’Italia ce la farà? >> lui era in evidente imbarazzo ma io tacevo e quindi lui si trovò costretto a rispondere <<No>>. Mio marito che si era laureato in economia e lavorava in un banca italiana per cui voleva ribattere ma io gli tirai un calcio sotto il tavolino e chiesi <<perché è così pessimista sul nostro Paese?>>.
IL COLLEGAMENTO FRA IL TALENTO E LO SVILUPPO CIVILE ED ECONOMICO – LA LEZIONE DI ROBERT ENGLE
La frase che mi disse Robert Engle è rimasta stampata nella mia mente come un mantra <<Un Paese che non crede nel talento non ce la può fare>>. Una verità assoluta che spiega tante cose. L’Italia non collassa come la Grecia perché ha un tessuto produttivo e una ricchezza maggiore ma è in lento declino perché non valorizza i suoi uomini e le donne migliori.
Da quel giorno ho cominciato a guardarmi intorno con altri occhi valutando imprese, associazioni e persino partiti o nazioni anche per i talenti che attraggono. Sono convinta che le persone capaci si circondano di persone capaci e vanno avanti mentre i potenti stupidi si circondano di leccapiedi e vanno indietro tirando il freno anche per tutto quello che hanno intorno.






