3,1 MILIARDI DI EURO VALORE DELL’ENOTURISMO IN ITALIA
L’INDAGINE NOMISMA FOTOGRAFA IL BUSINESS DEL TURISMO DEL VINO ITALIANO CHE E’ AUMENTATO NELLA META’ DELLE CANTINE GRAZIE A UNA CRESCITA DEI VISITATORI

Nomisma -WineMonitor a Vinitaly 2026- report UniCredit con Città del Vino sull’enoturismo italiano
di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino
Nomisma –WineMonitor ha presentato a Vinitaly un report commissionato da UniCredit con la collaborazione di Città del Vino per inquadrare l’enoturismo italiano nel complesso del business del vino. Uno scenario preoccupante con consumi interni in calo ed export in calo mentre l’enoturismo appare in salute. L’indagine ha riguardato 300 cantine.
21% DEL BUSINESS DELLE CANTINE APERTE AL PUBBLICO DERIVA DAL TURISMO
Ha rivelato come la vendita diretta e le attività turistiche costituiscano il 21% del business aziendale. Il fatturato generato dall’enoturismo sale al 35% per le aziende che fatturano fino a 1 milione di euro, scende al 30% nella fascia da 1 a 10 milioni di Euro ed è il 25% per le cantine con oltre 10 milioni di Euro.
L’ENOTURISMO CRESCE OVUNQUE MA NEI GRANDI VINI CON RICONOSCIMENTO UNESCO VOLA
Le denominazioni principali e soprattutto quelle protette dal riconoscimento UNESCO hanno registrato un fortissimo incremento di visitatori fra il 2019 e il 2024: +26,5% il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, il Barolo vola (+17,6%), il Brunello di Montalcino in testa (+39%) a tutte le denominazioni toscane. Bene anche le DOC -DOCG più celebri: +21,2% per Amarone della Valpolicella (la media regionale del Veneto è di +8,3%), il Piemonte segna un valore complessivo del +3,4%, il Franciacorta (+16%) fa meglio della Lombardia (+5,7%), così come il Collio (+27,9%) va meglio del Friuli-Venezia Giulia (+11,4%). Abbiamo visto come il Brunello brilli in Toscana davanti a Vino Nobile di Montepulciano (+33%), Bolgheri (+28%), e Chianti Classico (+8,6%), su una media totale della Toscana a +6,7%.
Al Sud Italia la media di crescita è superiore alla media con l’Etna Doc a +17,45% a tirare la corsa mentre il totale Sicilia della Sicilia è a +12,4%.
IL BUSINESS TURISTICO E’ COMPOSTO DA PASTI, PERNOTTAMENTI E VENDITA DI BOTTIGLIE
Il dato del 96% delle aziende che offrono experience fa pensare a un campione non specializzato in enoturismo. Per questo i valori sull’offerta di ristorazione (56%) e ricettività (44%) sono più alti rispetto a quelli di altre indagini.
Nelle imprese i turisti spendono una madia di 145 € per dormire, 123 € per l’acquisto di vino, 54 € per la vendemmia turistica e 41 € per le attività di degustazione e intrattenimento.
Le regioni in cui è maggiore l’apporto del turismo al business delle cantine sono: 25% in Toscana, il 25% in Piemonte, più del 20% in Sicilia, supera il 15% in Veneto che precede, a poca distanza, la Lombardia, mentre nel Friuli-Venezia Giulia si ferma al 15%.
IDENTIKIT DELL’ENOTURISTA IN ITALIA
Gli enoturisti esteri (statunitensi e tedeschi) hanno la prevalenza in Toscana e Sicilia, mentre nelle altre regioni la predominanza è di visitatori italiani.
Il 2025 è stato un anno di crescita per l’enoturismo sia in termini di visitatori che di business con segno positivo, rispettivamente del 47 e del 50% delle imprese.
L’identikit dell’enoturista ci mostra:
58% italiano (il 36% proviene dalla stessa regione della cantina), 42% straniero ( Germania, Stati Uniti, Paesi Bassi, Svizzera e Regno Unito).
51% coppie e famiglie, 36% gruppi
41-55 anni fascia di età prevalente. 32% di under 40
58% non esperti di vino
L’Italia è la destinazione enoturistica più desiderata (85% dei casi) e batte la Francia (65%) grazie alla sua proposta esperienziale e diversificata.






