ADDIO A FABIO PELLEGRINI E GIUSEPPE MARIA SESTI  

Fabio Pellegrini

ADDIO A FABIO PELLEGRINI E GIUSEPPE MARIA SESTI  

SCOMPAIONO DUE PERSONAGGI IMPORTANTI DI MONTALCINO E DEL BRUNELLO CHE, IN MODO DIVERSO, PER ANNI, HANNO ARRICCHITO IL TERRITORIO

Giusi Sesti

Giusi Sesti

Qualche parola per ricordare due persone che stimavo e da cui ho imparato molto: Fabio Pellegrini e Giuseppe Maria Sesti

FABIO PELLEGRINI

Un politico con l’anima di vignaiolo. Montalcinese legatissimo alla sua terra ha vissuto fra Firenze, Milano, Roma e Bruxelles con incarichi prestigiosi di docente universitario e parlamentare europeo. A Montalcino fu fra gli ideatori della Sagra del Tordo (1958) e poi fra i padri del Consorzio del Brunello. Più di recente ha arricchito la biblioteca comunale con la donazione di 2.000 volumi. Per tutta la vita ha continuamente portato nella nostra terra personalità illustri creando contatti e opportunità. Ricordo di aver incontrato, proprio grazie a lui, Giorgio Napolitano mentre era Presidente della Camera dei Deputati e quindi prima che diventasse Capo dello Stato.
Con me organizzò la presentazione del Brunello al Parlamento di Strasburgo con una bella cerimonia che coinvolse moltissimi deputati, funzionari e rappresentanti istituzionali.
Mi ha sempre dimostrato amicizia e stima incoraggiandomi e aiutandomi. Sentimenti e attitudini di cui gli sarò sempre grata.

GIUSI SESTI

Giuseppe Maria Sesti anima del Castello di Argiano, una torre medioevale costruita sopra un insediamento etrusco e poi romano che lui e la moglie, in cinquant’anni di lavoro, avevano restaurato trasformandola in una cantina prestigiosa e in un luogo di vacanze per ospiti super VIP. Giusi Sesti era un uomo di cultura eclettica. Amava l’astronomia e la mitologia che nei suoi bigliettini natalizi diventavano mappe celesti associate ai riconoscimenti ottenuti dai suoi vini. Le stesse passioni erano visibili nell’etichetta del suo Brunello Riserva Phenomena, con la rappresentazione del fenomeno astronomico più rilevante dell’anno. Giusi era anche un animatore culturale e la sua passione per la lirica lo aveva portato a dirigere, per anni, il festival dell’opera barocca a Batignano. Mi ha insegnato l’ironia e la capacità di mescolare cultura e coltura con leggerezza.



                                                                       
Cinelli Colombini
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