Addio a Pier Luigi Tolaini e Siro Maccioni

Pier-Luigi-Tolaini

Addio a Pier Luigi Tolaini e Siro Maccioni

Due capitani coraggiosi che da giovani hanno lasciato Lucca per diventare leader in Canada e negli Stati Uniti Pier Luigi Tolaini e Siro Maccioni

Pier-Luigi-Tolaini

Pier-Luigi-Tolaini

Di Donatella Cinelli Colombini

Un addio pieno di gratitudine per questi due uomini che hanno dato lustro all’Italia nel mondo. Due personaggi molto diversi accomunati dalla zona di origine – Lucca – e dalla morte: il 19 aprile per Pier Luigi Tolaini e il 20 aprile per Siro Maccioni.

PER LUIGI TOLAINI

Ho conosciuto Tolaini attraverso la figlia Lia Tolaini Banville. Ero intimorita da quest’uomo partito dalla Garfagnana con il solo biglietto di andata verso l’America e capace di costruire da niente, a Winnipeg in Canada una delle maggiori impresedi trasporti  e logistica del Nord America,  la TransX. Era pragmatico, con una mente veloce e un’estrema

Siro-Maccioni-con-gli-chef-de-Le-Cirque

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determinazione nel fare. Quando ho dovuto discutere con lui, pur sapendo di essere nel giusto, non sono riuscita a tenergli testa, perché aveva una personalità fortissima. Ho visto lo stesso tratto in tutti i grandi imprenditori che ho incontrato. Hanno quasi un’energia che cattura gli altri.

I LUCCHESI NEL MONDO

I lucchesi hanno una caratteristica diversa dagli altri toscani che fanno fatica a lasciare la loro terra di origine. L’avevano capito i Medici che mandavano i lucchesi nelle sedi estere della loro banca: ricordate il Ritratto dei coniugi Arnolfini (Jan van Eyck 1434)? Per capire la forza dei lucchesi nel mondo bisogna andare alla processione del Volto Santo il 13 settembre quando la città è interamente illuminata a candele e dietro al Crocifisso sfilano tutte le parrocchie e i comuni del lucchese e poi i lucchesi nel mondo con i labari dove si legge Sidney, Toronto, San Paolo ….
Pier Luigi Tolaini e Siro Maccioni erano fra questi lucchesi di cui la Toscana e l’Italia andava fiera.

SIRO MACCIONI

Ho incontrato Siro Maccioni, il ristoratore italiano più famoso del mondo, all’ambasciata USA di Firenze durante una cena deliziosa in suo onore in cui mi trovai seduta fra lui e il console. Mi raccontò di essere partito per gli Stati Uniti lasciando la fidanzata in Italia e di essere poi riuscito a convincerla a raggiungerlo <<partii con il vestito da sposa in valigia, perché non avesse dubbi su quello che volevo fare >> spiegò Egidiana Maccioni facendo ridere tutti. Siro aveva una comunicativa straordinaria, dote che insieme alla capacità di scegliere chef e collaboratori di grande talento aveva portato il suo ristorante Le Cirque a diventare uno dei luoghi più esclusivi del mondo, dove era possibile vedere a tavola Bill Clinton, Donald Trump oppure personaggi dello spettacolo come Robert De Niro e persino il Cardinale Wojtyla.
Oggi pensiamo a Luigi e Siro con rimpianto e gratitudine per l’esempio di coraggio, capacità e determinazione che ci hanno dato e che, oggi più che mai, dobbiamo seguire.

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