Birra: le bionde si tingono di rosa, arrivano le donne

We can do it FemAle Svezia

Birra: le bionde si tingono di rosa, arrivano le donne

La birra sembra un mondo maschile ma in realtà nell’antico Egitto erano le donne a produrla e oggi ci sono decine di birrifici al femminile We can do it

We can do it FemAle Svezia

We can do it FemAle Svezia

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Fu una suora tedesca a capire che l’aggiunta di luppolo allungava la vita alla birra e questo consentì la produzione industriale della celebre bionda. Le donne hanno avuto un ruolo determinante nella storia della birra, compresa la dea Nin Kasi che presiedeva alla sua produzione fra i babilonesi, e oggi cominciano ad essere importanti anche nel maschilissimo mondo dei birrifici.

Meg-Gill

Meg-Gill

The Drinks business ha messo in fila le 10 migliori ribattezzandole “brewsister” sorelle birraie come usava nelle gilde medioevali.
Ce ne sono ovunque, in Australia, Gran Bretagna, Usa, Svezia…. Italia. Nascono spesso da piccolissime birrerie artigianali, negli ultimi 20 anni e nella maggior parte dei casi dopo il 2000. Tutte queste imprese hanno avuto crescite verticali nell’ordine del 20% all’anno. Le birrerie al femminile vincono premi, come Sara Barton birraia dell’anno 2012 in UK oppure le tante medaglie del birrificio The Waen Brewery di Sue Hayward. Le donne fanno la comparsa nelle stanze dei bottoni dei grandi gruppi, ad esempio Emma Gilleland è capo birraio, la prima in 179 anni, del birrificio britannico Marston e Gwen Conley è direttore di produzione della Port Brewing in California oltre che reputatissimo assaggiatore di birra. Si tratta sempre di storie coraggiose, donna è la più giovane birraia degli Stati Uniti, Meg Gill oppure Kim Jordan CEO del terzo birrificio artigianale USA in ordine di grandezza, la New Belgium Brewing Company.

Birroir

Birroir

L’iniziativa più rivoluzionaria è di un gruppo di donne svedesi provenienti dalle più varie esperienze professionali. Hanno creato la prima birreria del loro Paese battezzandola con lo slogan di una campagna USA della seconda guerra mondiale che spingeva le donne ad assumere ruoli precedentemente destinati ai maschi “WE CAN DO IT” letteralmente lo possiamo fare. L’iniziativa delle birraie svedesi FemAle parte dal rifiuto dell’esclusione. Basta frasi <<to dark and too strong for you love>> è troppo scura e forte per te amore mio. Le donne possono bere e produrre tutto, per questo la loro birra non è destinata alle donne ma vuol mettere tutti i consumatori sullo stesso livello per questo punta sull’educazione al gusto << bring your mother, sister, girlfriend, aunt and grandmother so we all can learn more about beer>> portate mamme, sorelle, amanti, zie e nonne in modo che tutte insieme possiamo imparare di più sulla birra. Una rivoluzione silenziosa, coraggiosa ma una vera rivoluzione, nello stile di vita e soprattutto nel marketing. Brave! In effetti tutte le campagne di comunicazione e gli studi per produrre birra per le donne hanno avuto scarsi risultati mentre forse la nuova azione “da donna a donna” potrebbe funzionare.
Ci sono anche in Italia birrerie artigianali al femminile come Birroir a Lucca nata da quattro giovani coraggiose che si ispirano al territorio ed hanno chiamato la loro produzione con un termine che associa le parole francesi bière e terroir.