Descrivere gli odori non aiuta a ricordarli

Descrivere gli odori non aiuta a ricordarli

Gli esperti di vino sono più bravi degli altri a riconoscere gli aromi enologici ma non gli odori comuni. Per ricordare i profumi non serve dar loro un nome

odori-del-vino-riconoscerli-è-un-talento-molto-sviluppato-negli-esperti

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di Donatella Cinelli Colombini

Sono sempre stata affascinata dal pentagramma e dalla possibilità di trasformare i suoni in segni ma anche dall’epoca in cui Guido Monaco ci riuscì a fare questa trascrizione su 5 righe, perché è molto antica, intorno all’anno mille. Con la pittura, la scultura, i sapori …. questa possibilità di codificazione per segni non esiste. Abbiamo solo delle descrizioni.

GLI ESPERTI DI VINO RICONOSCONO MEGLIO DEGLI ALTRI SOLO GLI ODORI DEL VINO

Alcuni studiosi dell’Università di Utrecht e Radboud (Olanda) e del Karolinska Institut (Svezia) che precedentemente avevano scoperto che gli esperti di vino sono più bravi a descrivere il vino degli esperti di caffè a descrivere il caffè, hanno cercato di capire quanto fossero preciso il riconoscimento degli odori, quanto durasse e quanto fossero efficaci le descrizioni verbali.
Gli esisti dell’indagine “Wine Experts’ Recognition of Wine Odors Is Not Verbally Mediated” sono pubblicati nel “Journal of Experimental Psychology” e sono in parte scontati e per certi versi

riconoscere -gli-odori-del-vino

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sorprendenti.
La prima cosa rivelata dal test è che gli esperti di vino hanno una maggiore capacità di percepire gli odori enoici rispetto ai bevitori esordienti ma questo maggiore talento si ferma li perché quando annusano qualcosa di diverso dal nettare di Bacco la loro performance si allinea con quella degli altri.

DARE UN NOME AGLI ODORI NON SERVE A RICORDARLI MEGLIO

La cosa sembra aver stupito i ricercatori perché pare non coincida con quello che avviene per gli esperti di espressioni visive o auditive. Questi hanno sempre una sensibilità superiore ai dilettanti.
Altra sorpresa riguarda il linguaggio perché negli studi precedenti s riteneva che l’uso della descrizione verbale aiutasse la memoria olfattiva e invece il test sembra dimostrare il contrario cioè che la mente trattiene il ricordo dell’odore indipendentemente dalla sua descrizione.
Il panel dell’analisi era costituito da 48 persone di cui metà sommelier, enologi e produttori e l’altra metà bevitori esordienti. Nel secondo tentativo il gruppo era stato aumentato a 146 partecipanti anche in questo caso divisi in 66 esperti e 66 neofiti.

L’OLFATTO SEMBRA FUNZIONARE IN MODO DIVERSO DA VISTA E UDITO

I due panel hanno annusato una ventina di aromi solo in parte legati al vino. I ricercatori hanno chiesto a metà del gruppo di nominare gli odori e agli altri di rimanere in silenzio. Successivamente tutti hanno annusato di nuovo gli aromi.
Sia nel primo che nel secondo test gli esperti hanno riconosciuto molto meglio gli odori tipici del vino e sono riusciti facilmente a memorizzarli anche senza dare loro un nome. Sugli altri odori invece i wine expert non mostravano alcun talento superiore.
Come detto prima, l’aver dato un nome agli odori non sembrava essere di nessun aiuto a ricordarli. Una circostanza che francamente sorprende perché io come tutti pensavo ci fosse un effetto rafforzativo delle parole sulla memoria olfattiva che invece pare viaggiare su un binario tutto suo.

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