Dom Pérignon ha un testimonial come un profumo o un orologio

Champagne-Dom-Pérignon-P2

Dom Pérignon ha un testimonial come un profumo o un orologio

Per un vino è giusto avere un testimonial diverso dal produttore o dall’enologo? L’attore Christoph Waltz lega il suo volto a Dom Pérignon P2

Di Donatella Cinelli Colombini, Fattoria del Colle, Orcia DOC, Cenerentola 
Generalmente i produttori di vino associano la loro faccia al vino, in altre parole diventano i primi testimonial della loro produzione.
In certi casi la simbiosi uomo-vino è perfetta come per la Baronessa Philippine de Rothschild con il suo straordinario fascino di attrice di teatro e di discendente da una delle famiglie più ricche e potenti del mondo. Era l’immagine stessa di Château Mouton e dei suoi vini con etichette d’autore.

Champagne-Dom-Pérignon-P2

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Potrei citare altri collegamenti perfetti: Angelo Gaja e il suo Barbaresco, entrambi esprimono la stessa forza entusiasta e innovatrice, Franco Biondi Santi e il suo Brunello con una uguale austera eleganza e un uguale rispetto delle tradizioni ….. con il passare del tempo la simbiosi fra i produttori e il loro vino è diminuita. Sarà forse la presenza di agronomi, enologi, addetti al commerciale e al marketing che diluiscono la personalità del creatore in mezzo a troppi apporti di natura tecnica o economica. Insomma gli uomini come Bepi Quintarelli che si rispecchiava nel suo Amarone e nelle sue etichette scritte a mano, sono sempre più rari.Non stupisce quindi che una grande casa di Champagne scelga un testimonial diverso dall’enologo come succede per le griffe dei profumi e della moda. Del resto l’ambito è lo stesso perché la cantina di cui stiamo parlando è Dom Pérignon di proprietà del colosso del lusso, il gruppo LVMH multinazionale che possiede 70 marchi tra i più prestigiosi ed esclusivi in cinque categorie merceologiche: vini e liquori abbigliamento e accessori di moda, profumi e cosmetici, orologi e gioielli, negozi esclusivi (Duty Free e Department stores). In questo portafoglio luccicante c’è Moet & Chandon e Dom Pérignon ela tecnica di comunicazione che viene adottata è la stessa che per un orologio costoso o un profumo. Evidentemente funziona e si dirige allo sesso target.
CHRISTOPH WALTZ

CHRISTOPH WALTZ

CHRISTOPH-WALTZ-TESTIMONIAL-DOM-PERIGNON

Ed eccoci ad esaminare da vicino il testimonial di Dom Pérignon. Non è stato scelto un modello bellone e questo è già un sollievo. Si tratta dell’attore austriaco Christoph Waltz sessant’anni, due premi Oscar come attore non protagonista, aspetto da bell’uomo elegante, modaiolo e sicuro di sé. La campagna pubblicitaria in cui è impegnato si chiama << Incontra l’ultimo Dom Pérignon P2 Plénitude Deuxiéme>>. Oltre alle foto un video di 30 secondi mostra Waltz a occhi chiusi mentre assaggia lo Champagne esprimendo, con il volto, le sensazioni suscitate dalla “seconda pienezza” P2 mentre le note dell’Inno alla gioia” di Beethoven (il brano usato come inno Europeo) sottolineano l’intensità del momento.
E’ degno di nota l’abbigliamento. L’attore austriaco indossa uno smoking nero su una camicia con ricami e disegni. Elegante dunque ma anche trasgressivo e evidentemente trendy. Foto e video sono rigorosamente in bianco e nero giocando tutto sull’espressione estasiata di Waltz. Il risultato è da spot pubblicitario, decisamente poco convincente anche se perfettamente simile alla pubblicità della moda e dei cosmetici.
DOM PERIGNON P2

Richard-Geoffrey-ENOLOGO- Dom-Pérignon

Richard-Geoffrey-enologo- Dom-Pérignon

Dom Pérignon P2 Plénitude Deuxiéme è uno Champagne molto particolare creato dallo chef de Cave Richard Geoffrey. Riceve un lunghissimo affinamento a contatto con i lieviti durante il quale evolve verso straordinari livelli qualitativi. Dopo circa otto anni si forma una prima finestra in cui è possibile effettuare il degorgement con risultati di grande qualità. Ma è dopo dodici- sedici anni che lo Champagne arriva al secondo e sublime momento di pienezza il P2 raggiungendo l’armonia perfetta. Ovviamente è possibile aspettare ancora, fino a vent’anni sui lieviti ma non esiste una regola fissa e i momenti magici per la sboccatura vanno decisi caso per caso in base all’assaggio. L’annata 1998, che è già in commercio, costa circa 330€ a bottiglia ed è un vero oggetto di culto per gli amanti dello Champagne. Dopo queste spiegazioni le espressioni estasiate di Christoph Waltz durante l’assaggio di Dom Pérignon P2 risultato più comprensibili anche se non nego di trovarle decisamente “teatrali” e quindi poco convincenti. Avrei preferito un video con Richard Geoffrey che, tuttavia è meno bello, meno famoso e quindi forse meno capace di influenzare i ricchi e festaioli clienti del P2.

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