I vitigni resuscitati sono di moda

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I vitigni resuscitati sono di moda

Vitigni quasi estinti che diventano trendy in un momento in cui i wine lovers cercano diversità, autenticità e la capacità di raccontare lunghe storie

 

Vicki Denig su WineSearcher ci aiuta a scoprire la moda dei vini boutique: esclusivi, antichi, diversi e pieni di un fascino antico. <<Bere varietà resuscitate è come assaporare l’antichità con un tocco moderno. Se la storia si ripete davvero, in questo caso ne siamo ancora più grati e assetati.>>

 

Vitigni resuscitati - Succés Winery - vitigno Trepat

Vitigni resuscitati – Succés Winery – vitigno Trepat

VITIGNI RESUSCITATI IN ITALIA ERBAMAT E FOGLIA TONDA

Qualche anno fa chi andava al wine bar si sentiva offrire Cab, Merlot, Sauvignon …. Oggi invece i vini di tendenza sono quelli monovarietali di uve antiche e poco conosciute, anzi in certi casi quasi resuscitate dall’estinzione. Come l’Erbamat, antico vitigno lombardo che solo pochi anni fa non era neanche consentito nell’uvaggio della Franciacorta, ed ora entra per il 10% fra i vitigni ammessi.  E’ più tardivo dello Chardonnay e del Pinot, caratteristica che prima del global warming poteva essere negativa e invece ora è un vantaggio perché la sua elevata carica acida è di aiuto alla freschezza delle bollicine bresciane.

Ferghettina, Franciacorta: riscoperta del vitigno Erbamat

Ferghettina, Franciacorta: riscoperta del vitigno Erbamat

Ecco che la riscoperta di antichi vitigni, caduti nell’oblio, riserva sorprese davvero entusiasmanti per gli enologi. Infatti spesso queste uve e questi vitigni sono stati abbandonati, un secolo fa, perché erano poco produttivi o difficili da portare a maturazione con il clima più freddo e piovoso di allora. Oggi invece offrono opportunità nuove, oltre la loro stessa diversità, qualità questa molto richiesta dai wine lovers stufi di vini troppo uguali e prevedibili. E’ infatti la suggestione di qualcosa di antico, vero e raro la prima spinta alla riscoperta.
E’ stata decisamente la prima motivazione per me con il vitigno Foglia Tonda in Toscana, terra di origine di questo “figlio del Sangiovese” caduto in disuso da oltre un secolo, e utilizzato per il Cenerentola DOC Orcia. Dopo un inizio difficile adesso il foglia Tonda in uvaggio con il Sangiovese sta salendo le classifiche internazionali.

 

VITIGNI RESUSCITATI IN USA: VALDIGUIE’, DELAWARE E CATAWBA

Storia simile per Marc Gagnon, enologo presso Gagnon-Kennedy Vineyards, (ex Screaming Eagle) con il vitigno Valdiguié, clone del “Napa Gamay”, coltivato dai fondatori della viticultura californiana. La versione moderna del Valdiguié è vinificata con la macerazione carbonica e imbottigliata con una leggera effervescenza. Per il momento si tratta di poche bottiglie che richiedono una spiegazione specifica per essere capite e vendute …. Un problema che tutti i vitigni autoctoni rari si trovano davanti quando entrano nel mercato.
Comunque i tentativi di resurrezione dei vitigni antichi avvengono dove meno te lo aspetti.
A New York, Nathan Kendall e Pascaline Lepeltier MS guardano alle antiche varietà ibride dello stato: Delaware e Catawba che allora come ora vengono spumantizzate e grazie ai loro PH molto bassi possono essere vinificate senza uso di solfiti.

 

UVA MISSION IN USA E CILE

Mi rendo conto che per noi europei sentir parlare di vitigni autoctoni in USA fa un po’ ridere, tuttavia esistono viti più antiche di altre come l’uva Mission piantata dai missionari spagnoli in California verso la fine dell’Ottocento. Recentemente l’uva Mission è oggetto di una riqualificazione da parte del sommelier, diventato enologo, Patrick Cappiello. Macerazione carbonica per 10 giorni, vivificazione con lieviti naturali e maturazione in botte senza solforosa. Solo 5.000 bottiglie per qualcosa che ha il sapore ed il fascino di una ricerca filologica del passato. Altri tentativi con l’uva Mission stanno avvenendo in Cile e anche in questo caso la spinta è stata l’antica storia del vigneto e la sua rinascita avviene con pratiche più naturali possibili.

 

LA RISCOPERTA DI VITIGNI AUTOCTONI ABBANDONATI  E DI PRATICHE PRODUTTIVE ANTICHE

Un altro antico vitigno in fase di riscoperta è il Trepat in Catalogna. Così come negli esempi precedenti c’è un uso filologico delle pratiche produttive del passato sia in vigna che in cantina. Sembra anzi che un file rouge che collega la rinascita dei vitigni autoctoni quasi abbandonati sia il rispetto della natura e della tradizione.

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