IL FASCINO DELLE TRADIZIONI CONTADINE: ATTREZZI AGRICOLI ANTICHI
ALLA FATTORIA DEL COLLE TANTI OGGETTI RACCONTANO IL PASSATO DELLE CAMPAGNE E GLI ANTICHI VIGNAIOLI CHE CON MOLTO TALENTO E POCHI MEZZI CREAVANO CAPOLAVORI
di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino
Faccio una premessa: io credo nella tecnologia e nella meccanica al servizio della natura. Ho centraline metereologiche nei vigneti, uso un lettore ottico per scartare gli acini non perfetti durante la vendemmia, ho una pompa peristaltica per spostare il vino perché è un’attrezzatura nata per le trasfusioni ed è così delicata che negli impianti ittici la usano per spostare i pesci vivi. Questo per dire che non sono una nostalgica del passato.
Tuttavia io consiglio alle cantine turistiche di conservare e valorizzare gli antichi attrezzi agricoli, anche se separati dai macchinari in uso. Il mio intento non è di contrastare le tinaie piene di acciaio e sensori elettronici …. Ma di mostrare da dove discendiamo e quanto lavoro, quanto talento, quando impegno hanno messo le generazioni che ci hanno preceduto. C’è nel mio cuore l’orgoglio vignaiolo di chi è cresciuto quando la gente di campagna era considerata di serie B e sente il bisogno di affermare <<io non mi vergogno anzi me ne vanto!>>
I MILLE PIEDI DEL CASATO PRIME DONNE
Mi scuso per questo pistolotto ma era giusto farlo per spiegare come mai le mie cantine pullulano di pompe, diraspatrici, attrezzi di un secolo fa… Sono visibili ovunque. Alcuni hanno ormai un carattere ornamentale come i “millepiedi” di ferro che venivano trascinati dai buoi nei campi di grano e oggi sono appesi nell’ingresso della cantina di Brunello Casato Prime Donne. Dividono le targhe con la spiegazione del nome Montalcino cioè Monte dei lecci contrazione del latino mons ilicei.
PRESSE, DIRASPATRICI, BASCULA, SPECCHIETTI PER LE ALLODOLE

Attrezzi Antichi esposti alla Fattoria del Colle di Trequanda Donatella Cinelli Colombini
La Fattoria del Colle di Trequanda, non era un rudere come il Casato, aveva magazzini e soffitte piene di vecchi attrezzi. Via via che i miei restauri avanzavano la maggior parte di questi oggetti è stata pulita ed esposta. La loro quantità è enorme. Presumo che questo derivi dai grossi investimenti fatti dal mio bisnonno Livio Socini quando rilevò la fattoria dal fallimento all’inizio del Novecento. Ingegnere, uomo pragmatico e affascinato dal nuovo, Livio acquistò quello che di meglio offriva il mercato della meccanica agricola facendo venire dal Nord Italia attrezzature per il grano, l’olio e il vino. Ho trovato 2 vagli da sementi di oltre 6 metri che volevo appendere in cantina ma purtroppo erano troppo grandi. Erano completi con cassette di legno di varia misura e sacchi di iuta marchiati in rosso con le iniziali LS. In cantina, sopra un soppalco, hanno trovato posto la pigiadiraspatrice e una vecchia pressa. Ancora in bottaia, in angoli quasi ornamentali ci sono le pompe a mano e quella di ghisa. Nell’ingesso di cantina c’è la bascula, un’antica bilancia, che funziona ancora. Non abbiamo ritrovato tutti i pesi per cui la precisione si ferma ai chili e non ai decimali ma siamo comunque in grado di pesare i turisti come 100 anni fa pesavano il grano. Fra gli oggetti esposti ce ne sono alcuni veramente curiosi come lo specchietto per le allodole. Si tratta di un archetto in legno che muovendosi con un congegno a manovella specchiava la luce del sole richiamando gli uccelli.
IL PARCO DEL VECCHIO TRANTOIO E LE MACINE IN PIETRA TRASFORMATE IN TAVOLI
Un piccolo parco davanti alla villa del Colle è dedicato ai resti del frantoio appesi sul muro perimetrale: tralicci metallici e macine in pietra. Altri dischi di granito sono stati trasformati in tavoli e sono in vari punti dei giardini. C’è anche un vecchio torchio con la sua gabbia in legno e la leva per pressare la vinaccia. Infine, il primo parcheggio della fattoria è circondato da vecchi attrezzi agricoli come aratri e erpici. Abbiamo anche due carri in legno di quelli che venivano trainati dai buoi. Uno è sospeso nella bottaia e l’altro, che mi è stato regalato dal nostro tartufaio Patrizio, è in un magazzino in attesa di essere esposto.
Contrariamente a tanti luoghi dove gli oggetti vecchi sono stati buttati perché non servivano più, la Fattoria del Colle ha ancora tante testimonianze del suo passato e questo ne accresce sicur

Parco dell’antico Frantoio alla Fattoria del Colle
amente il fascino. Venite a vederli vi piaceranno





