Inner Wheel un’associazione dedicata all’amicizia

Inner Wheel Siena- conferenza di Donatella Cinelli Colombini

Inner Wheel un’associazione dedicata all’amicizia

Un dopo cena parlando di consumatrici, donne del vino, cantine al femminile e le socie Inner Wheel di Siena si trasformano in wine lovers

Inner Wheel Siena- conferenza di  Donatella Cinelli Colombini

Inner Wheel Siena- conferenza di Donatella Cinelli Colombini

Inner Wheel è una grande associazione di 100.000 donne nata a Manchester nel 1934 e oggi diffusa in 103 Paesi del mondo ma soprattutto in India. Ha come scopo l’amicizia e la comprensione fra le persone e i popoli.  A Siena è presieduta  da Cecilia Cateni Mittica ed è un piccolo gruppo vivace e attivo. Io sono stata invitata a parlare di donne del vino e della mia esperienza imprenditoriale al femminile.  Alla fine sono anch’io sorpresa dell’attenzione suscitata nelle socie Inner Wheel  e accolgo la loro richiesta di una visita in cantina per vedere viti, tini, botte e soprattutto per assaggiare il Brunello con una degustazione guidata che accresca le loro informazioni. Insomma  ho davanti delle future wine lovers.  La mia passione per il grande vino le ha contagiate.

La conferenza è l’occasione di fare il punto sulle donne come nuovi protagonisti del mercato del vino. Se 15 anni fa le donne bevitrici erano guardate con sospetto oggi appaiono sexy, frequentano in massa i corsi per sommelier e hanno ridato importanza  gli aromi del vino a cui sono più sensibili dei maschi. Hanno persino cambiato l’estetica delle bottiglie costringendo i grafici a disegnare etichette più femminili.

Le donne consumatrici saltuarie sono quasi quante gli uomini mentre il sesso forte (58%) domina il settore dei consumatori

Cecilia Cateni- Paola Salvadori - Inner Wheel-Siena

Cecilia Cateni- Paola Salvadori - Inner Wheel-Siena

abituali. Più pragmatiche e in continua crescita di importanza sotto forma di acquirenti le donne hanno causato radicali cambiamenti anche negli scaffali di vendita. Ecco sparire la divisione per regioni e riorganizzare le bottiglie in base al loro uso:  vino da antipasti e  pesce, vino per arrosti e formaggi stagionati, per dolci…. insomma alle donne interessa soprattutto come usare il  vino. Leslie Sbrocco ha addirittura paragonato il modo con cui le donne scelgono le bottiglie al modo con cui scelgono i vestiti: maglioncino di cashmere per andare in ufficio come un Merlot giovane per il brunch oppure il tubino di velluto nero per la serata a teatro come un Pinot Noir per un piatto di alta cucina.  A seconda  della nazionalità sono sensibili anche a altri elementi: le francesi fanno attenzione alla zona di provenienza, le statunitensi al vitigno e le inglesi al prezzo.   Nei Paesi non produttori, come la Gran Bretagna, la crescita delle consumatrici ha fatto salite le importazioni di bollicine e rosati. Tuttavia le ricerche dicono che le donne, specialmente quelle più competenti, preferiscono i rossi.  In realtà le donne hanno un solo elemento negativo, sono infedeli. La curiosità e la voglia di sperimentare le porta a scegliere sempre cose nuove.

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

 

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