LA BELLEZZA DI UMBERTO ECO E IL VINO (1)

LA BELLEZZA DI UMBERTO ECO E IL VINO (1)

LA BELLEZZA È FONDAMENTALE NELLA CIVILTÀ UMANA; NELL’ARTE MA ANCHE PER I MODERNI PRODOTTI D’USO. IL VINO È INFLUENZATO DALLA BELLEZZA E NON SOLO NEL PACKAGING

Raffaello la bellezza classica

Raffaello la bellezza classica

di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination 

Il paesaggio del vino, le cantine dove si cimenta un crescente numero di archistar, la confezione e persino la comunicazione del vino sono pervasi dalla bellezza. Il claim della DOC Orcia è <<Orcia il vino più bello del mondo>> e ha molto aiutato l’affermazione di questa denominazione.

STORIA DELLA BELLEZZA: DAI GRECI E I ROMANI FINO AL MEDIOEVO

Per questo la “Storia della bellezza” scritto da Umberto Eco nel 2004 è un libro da leggere con attenzione per capire uno dei concetti più importanti del pensiero umano.
All’inizio la bellezza è l’espressione dell’armonia del cosmo e viene idealizzata secondo regole matematiche di proporzione fra le parti calcolata in modo aritmetico grazie a Pitagora.
Il concetto di armonia-proporzione pervade tutte le espressioni culturali, filosofia e musica comprese, e dura fino al medioevo. Ma accanto alla perfetta bellezza apollinea nasce anche la bellezza dionisiaca notturna, conturbane e irrazionale. Due entità opposte che rispecchiano il contrasto fra bene e male e infatti Tommaso d’Aquino unisce la bellezza all’integrità.

LA BELLEZZA DOPO COPERNICO E GALILEO

Galileo e Copernico spostano la terra fuori dal centro dell’universo e questo cambia la percezione dell’uomo e della terra come entità ordinatamente ovvie. Nella bellezza entra una nuova tensione in cui sono fondamentali l’immaginario e l’imitazione della natura intesa come specchio della bellezza divina.
Ecco che il manierismo esce dalle regole del classicismo, percepito come privo di anima, per lanciarsi verso il fantastico. Entrano in crisi i rapporti fra bello e brutto, vero e falso, proporzione e sproporzione.
Nei secoli si erano intanto consolidati il collegamento della luce e del colore con il sacro, la ricchezza e la bellezza. Nei ritratti femminili questi elementi sono espliciti. Poi c’è il brutto che esiste in natura come disarmonia ed espressione del male ma che trova il suo riscatto nell’arte. Anche la donna ha un posto nell’estetica della bellezza: la donna angelica medioevale salva e porta verso Dio ma accanto all’amore divino c’è l’amor profano.

IL SEICENTO DAL NATURALISMO CARAVAGGESCO AL BAROCCO

La quotidianità e la sensualità cominciano a trovare un posto nelle espressioni artistiche dopo la Riforma Protestante, soprattutto nel Nord Europa.
Il realismo caravaggesco e fiammingo segna la dissoluzione del concetto di bellezza classica. Arriviamo al barocco e la sua bellezza fatta di tensione, sorpresa e esagerazione.

L’ILLUMINISMO E LA BELLEZZA

Con l’illuminismo e il culto della ragione c’è un nuovo bisogno di rigore e ordine che sfocia in un neoclassicismo ispirato alla natura. Ecco che il passaggio dal rococò al neoclassicismo prende anche un connotato politico.
La borghesia, classe sociale emergente, e la passione per l’archeologia sono i protagonisti del nuovo stile romantico che riempie i quadri di rovine. Nelle opere d’arte ci sono nuovi protagonisti come i servi e le donne che fanno la loro comparsa nella scena pubblica. Il sentimento perde il suo connotato negativo e rompe la dittatura della ragione. Nel Settecento iniziano a imporsi termini come Genio, Gusto, Immaginazione, Sentimento … da cui deriva un nuovo concetto di bellezza. Kant deve riconoscere nel sublime la potenza della natura informe e illimitata.

I VISIONARI E FANTASTICI, VERSO IL ROMANTICISMO

La natura cessa di essere buona e bella ma anzi è proprio nelle sue espressioni più orride e spaventose che suscita il sublime. La poesia cimiteriale di Shelley e i mostri negli incubi dipinti da Fussli, le orride rovine di Friedrich e l’arte tragica di Schiller sono lo specchio dell’attrazione esasperata per l’orrido.
L’Ottocento si apre portandosi dietro un rapporto tragico fra l’individuo e il suo destino che è ben rappresentato dall’Ofelia di Millais con la sua bellezza morta. L’offensiva contro l’artificiosa bellezza aulica e classicheggiante è portata avanti con una nuova aspirazione alla natura e da un sentimento melanconico e notturno. Rousseau da inconsapevolmente voce al disagio diffuso verso la propria epoca. C’è una crescente volontà di ribellione. La bellezza è inquieta, disarmonica, in divenire … può scaturire anche dal brutto, come i demoni di Milton o dal deforme Rigoletto dell’opera di Giuseppe Verdi ma c’è anche la bellezza moralistica e erotica dei Preraffaelliti. L’arte si separa dalla morale ma cerca ispirazione negli aspetti più inquietanti del reale.

L’EPOCA DELL’INDUSTRIALIZZAZIONE E DEL MANIFESTO DI CARL MARX

Arriva il Decadentismo. Prende forma una vera “religione della bellezza” fino a trasformare la propria vita in un’opera d’arte. I dandy fanno del costume e del proprio corpo un’opera d’arte. Charles Baudelaire e Oscar Wilde: non è che la vita sia dedicata all’arte, ma è l’arte che viene applicata alla vita.
In D’Annunzio il dandismo prende forme eroiche.
La religiosità decadente in Francia si esprime in forme reazionarie ma in generale il decadentismo coglie della religione solo gli aspetti rituali, meglio se ambigui. C’è poi un filone satanista, con l’appello al vizio e un’estetica del male.
Ma ci sono anche pittori come Courbet o Millet che danno un’interpretazione realistica della fatica e del sacrificio quotidiani. L’unione fra ideale estetico e socialismo di William Morris e l’unione fra arte e morale, bellezza e verità di Leone Tolstoj. Fra il 1860 e il 1874 prende forma il gruppo dei pittori impressionisti che affermano un nuovo ruolo della “prima impressione” emozionale e della luce. Negli stessi anni viene perfezionata e diffusa la fotografia.



                                                                       
Cinelli Colombini
Privacy Overview

Questo sito web utilizza i cookie per offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando torni sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito ritieni più interessanti e utili.