La tragedia dell’Afghanistan e gli gnavi di Dante
A Kabul le donne sono costrette a rimettere il burqa diventando fantasmi, oggetti da usare. Non rimaniamo indifferenti e accogliamo i profughi dell’ Afghanistan

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Di Donatella Cinelli Colombini
<<Non ti curar di lor ma guarda e passa>> perifrasi popolare al verso di Dante << Non ragioniam di lor, ma guarda e passa>> (Inf. III, 51). Potrebbe essere quello che intende fare il Presidente Biden di fronte alla tragedia dell’Afghanistan. Ma la frase ha un significato diverso, indica la necessità di lasciar perdere le bassezze del genere umano cioè gli “gnavi” dell’inferno dantesco cioè quelli che non hanno il coraggio di schierarsi e difendere le proprie idee.
Viene da pensare che in questa circostanza lo gnavo, quello che non ha dimostrato abbastanza coraggio, sia proprio Joe Biden che ha dato la colpa della decisone al suo predecessore e, di fronte al disastro umanitario che si andava profilando, con la partenza dell’esercito USA dall’Afghanistan, non ha voluto cercare un paracadute.
L’AFGHANISTAN, I TALEBANI LA CULTURA E L’OPPIO

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Sono stata in Afghanistan solo una volta oltre quarant’anni fa e ricordo che il Paese era molto povero. Io avevo preso una sorta di dissenteria in India e viaggiavo distesa sull’ultimo sedile del pulmino. Andammo a vedere i Buddha di Bamiyan che i Talebani distrussero nel 2001. Si trattava di enormi statue, le più grandi del mondo, di cui una risalente a 1800 anni fa. Distavano oltre 200 Km da Kabul ma per arrivarci si impiegava tutto un giorno, su un percorso fra le montagne lungo un fiumiciattolo che, nel corso di milioni di anni, aveva scavato delle gole simili al Grand Canyon. Bellissimo ma molto disagiato. C’erano villaggetti semiabbandonati in terra battuta con poche pecore dal vello colorato, presumibilmente per riconoscerne la proprietà. In compenso il rifugio dove dormimmo, per terra e tutti in una stanza, traboccava di “figli dei fiori” attratti dall’oppio e la cannabis di cui l’Afghanistan è uno dei maggiori produttori mondiali.
Trasformare il sentiero che ho percorso io nel 1975 in una strada moderna, era uno degli obiettivi della cooperazione italiana. Un progetto che andava avanti faticosamente anche a causa degli attacchi dei predoni.
Ora va in fumo. E’ stato tutto inutile.
Quello che sta succedendo alle donne afgane e a tutti quelli che si occupavano di cultura, comunicazione, diritti umani …. è spaventoso.
Qui di seguito riporto l’appello della regista Sahraa Karimi affinché sia fatto ogni sforzo per difendere i più deboli e le donne. Loro dovranno rimettere il burqa diventando fantasmi neri, oggetti da usare. Esseri che lavorano, fanno figli ma non hanno diritto a studiare, a curarsi, a innamorarsi….
IL GRIDO DI AIUTO DI SAHRAA KARIMI PER I BAMBINI E LE DONNE AFGHANE
<<A tutte le comunità del mondo,
Vi scrivo con il cuore spezzato e la speranza che possiate unirvi a me nel proteggere la mia bella gente. Nelle ultime settimane hanno preso il controllo di così tante province. Hanno massacrato il nostro popolo, hanno rapito molti bambini, hanno venduto bambine come spose minorenni ai loro uomini, hanno assassinato donne per il loro abbigliamento, hanno torturato e assassinato uno dei nostri amati comici, hanno assassinato uno dei nostri poeti storici, hanno assassinato il capo della cultura e dei media per il governo, hanno assassinato persone affiliate al governo, hanno appeso pubblicamente alcuni dei nostri uomini, hanno sfollato centinaia di migliaia di famiglie… I media, i governi e le organizzazioni umanitarie mondiali tacciono come se questo “accordo di pace” con i talebani fosse legittimo. Non è mai stato legittimo… Se i talebani hanno preso il sopravvento, vieteranno anche ogni arte… Spoglieranno i diritti delle donne, saremo spinti nell’ombra delle nostre case e delle nostre voci, la nostra espressione sarà soffocata … Non capisco questo mondo. Non capisco questo silenzio. Io resterò a combattere per il mio paese, ma da sola non ce la faccio. Ho bisogno di alleati/e. Per favore aiutateci a far sì che questo mondo si ‘preoccupi’ di quello che ci sta succedendo… Siate le nostre voci fuori dall’Afghanistan.
Non avremo accesso a internet o a nessuno strumento di comunicazione… Per favore per quanto potete condividere questo fatto con i vostri media e scrivete di noi sui vostri social. Il mondo non dovrebbe voltarci le spalle…aiutateci Grazie mille. Apprezzo così tanto il vostro cuore puro e vero>>.






