Orario di apertura delle cantine turistiche

Orario di apertura delle cantine turistiche

Le cantine turistiche devono stare aperte nei giorni festivi almeno da aprile a ottobre. Meglio l’orario continuato piuttosto che la chiusura all’ora di pranzo

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Di Donatella Cinelli Colombini

Una cantina turistica chiusa nei giorni festivi è come un bagnino che va in ferie d’agosto oppure un maestro di sci che prende le vacanze nel periodo di capodanno.
Per questo la resistenza delle aziende a stare aperte nel weekend e nei festivi è un suicidio, impedisce il loro successo turistico e va contrastata con decisione.

L’IMPORTANZA DI ESSERE APERTI NEL WEEKEND E NEI FESTIVI

 

Ingresso della cantina Fattoria del Colle

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Le cantine non diventeranno mai delle wine destination se non accolgono i visitatori nei giorni di maggiore richiesta.
Come tutte le attività turistiche anche l’enoturismo segue un ciclo inverso alle normali attività lavorative, in altre parole gli addetti all’incoming del vino lavorano quando tutti gli altri fanno vacanza.
I flussi delle visite aumentano da aprile ai primi di novembre con punte in agosto per gli italiani e in settembre-ottobre per i wine lovers stranieri. Questo influisce anche sul fabbisogno di personale e la tipologia di addetti all’accoglienza: i primi più formati allo storytelling in italiano e i secondi più poliglotti.
Durante la “stagione turistica” l’afflusso in cantina è maggiore durante il week end e cresce nel pomeriggio. La visita in cantina è una delle mete privilegiate dell’escursionismo goloso di chi abita o soggiorna nel raggio di cento chilometri.
Per questo, escluso in inverno, è indispensabile predisporre l’apertura festiva della cantina, almeno su richiesta o almeno a turno fra le aziende di una stessa Strada del vino o denominazione. Bisogna evitare di deludere i wine lover arrivati per conoscere dove nasce il vino del loro cuore. Questi clienti affezionati devono trovare almeno un produttore che li accoglie.

CANTINE APERTE ALL’ORA DI PRANZO

In molte aziende, dove l’attività enoturistica è solo agli inizi, non c’è personale dedicato all’incoming e i turisti vengono ricevuti dagli addetti al commerciale oppure dai cantinieri Una situazione che offre ai turisti l’incontro con la gente del vino, rapporto che desiderano più di ogni altra cosa, ma ha l’inconveniente di determinare la chiusura al pubblico nel fine settimana e, molto spesso un orario di accesso impiegatizio con sosta all’ora di pranzo. Anche questa è una scelta sbagliata perché è proprio in quel momento i visitatori hanno un languorino che fa loro desiderare un assaggio di vino insieme a un bel piatto di prodotti tipici, magari consumati all’aperto davanti al panorama. Questo tipo di offerta gastronomica è prevista nel nuovo Decreto Ministeriale e apre grandi opportunità per accrescere l’appeal delle wine destination.

CARTELLO ALL’INGRESSO DELLA CANTINA TURISTICA

Adattare i giorni e gli orari di apertura al pubblico alle esigenze degli enoturisti è il primo e principale investimento da fare per le cantine che puntano al successo turistico. Se la cantina è chiusa nei giorni festivi, soprattutto nel pomeriggio, quando la richiesta di visite è maggiore, diventa un “prodotto turistico” inesistente perché manca il requisito fondamentale per soddisfare i bisogni dei clienti.
All’esterno della cantina devono essere segnalati, l’orario e i giorni di apertura, le lingue parlate e i servizi offerti. Si tratta di un cartello importantissimo così come la scritta “Cantina-Winery”. Molti visitatori raccontano di aver vagato percorrendo l’intero perimetro aziendale prima di trovare l’ingresso. Insieme al cartello è indispensabile il campanello che chiama gli addetti all’accoglienza.

L’IMPORTANZA DI APRIRE SUBITO LA PORTA

Per risparmiare, almeno all’inizio, molte cantine non hanno personale presente in forma continuativa nella zona d’accesso, serve quindi un campanello per chiamarli negli uffici oppure fra le botti dove lavorano quotidianamente. La scelta di avere personale in sharing con altre attività permette un notevole risparmio nei costi ma ha lo svantaggio di un livello professionale più basso che può risultare controproducente nella gestione dei gruppi e con i visitatori più complicati come i “turisti per caso” che richiedono una maggiore dose di psicologia oppure i super esperti. Qualunque sia la scelta del personale addetto all’accoglienza è comunque importante che arrivi velocemente ad accogliere i turisti. Sconsiglio gli apriporta tipo portone di condominio perché il wine lover deve sentirsi accolto e il benvenuto migliore è una persona sorridente che gli va incontro le lo saluta facendolo entrare.

Wine destination: wine experiences, spa, accommodation

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