Strategia di mercato e gestione dell’impresa vitivinicola

Strategia-di-mercato-egestione-dell'impresa-vitivinicola-cotarella. cimino-tinarelli

Strategia di mercato e gestione dell’impresa vitivinicola

Riccardo Cotarella, Sergio Cimino, Jolanda Tinarelli un super enologo e due consulenti di gestione aziendale ci dicono come innovare, organizzare e vincere

Strategia-di-mercato-egestione-dell'impresa-vitivinicola-cotarella. cimino-tinarelli

Strategia-di-mercato-egestione-dell’impresa-vitivinicola-cotarella-cimino-tinarelli

di Donatella Cinelli Colombini

Quando apri questo manuale e leggi che Oscar Farinetti ti consiglia di tenerlo sempre a portata di mano come fa lui, la cosa si fa seria. Dopo qualche pagina ti rendi conto che impari tanto, anzi tantissimo anche sulle cose che conosci meglio e che leggerlo ti mette dentro una forza nuova perché in un momento come quello attuale <<di profondo cambiamento, bisogna imparare a perdere e a leggere l’insuccesso come una fase fisiologica, non patologica dello sviluppo>> per cui parafrasando Gordon Moore <<se tutto quello che hai fatto ti è riuscito, vuol dire che non hai provato abbastanza>>.
Questa è una lezione enorme, fondamentale.

RICCARDO CORATELLA SERGIO CIMINO E JOLANDA TINARELLI

Alejandro-Bulgheroni-Poggio-Landi-Montalcino-cantina-Belvedere

Strategia-di-mercato-e-gestione-dell’impresa-vitivinicola-Cotarella-Cimino-Tinarelli

Strategia di mercato e gestione dell’impresa vitivinicola (Edagricole pp. 167 € 23) di Riccardo Cotarella  presidente mondiale degli enologi, Sergio Cimino, Jolanda Tinarelli ti porta per mano insegnando a creare e gestire una cantina di successo. E’ chiarissimo persino per una come me che di economia e marketing legge solo le parti descrittive perché non capisce quelle coi numeri.
Non ve lo riassumo perché è impossibile ma vi do qualche chicca:
Per spiegare la trasformazione dell’impresa vitivinicola degli ultimi trent’anni <<Il vino come mediatore culturale, trasmette stili di vita ed è una cartolina liquida>> … per i clienti <<la qualità non basta più vogliono acquistare emozioni.

UN’IDEA GENIALE CHE POI DIVENTA UNA GABBIA   E IMPEDISCE DI INNOVARE

Un’impresa che ha avuto successo deve diffidare della trappola dell’abitudine, dei riti, delle liturgie che la spingono a rifiutare i cambiamenti rimettendosi in gioco e correndo qualche rischio. Ecco che <<i modelli strategici diventano paraocchi, i valori involvono in dogmi, i processi degradano in routine, le relazioni si trasformano in catene le risorse rappresentano fardelli>>. Quante volte abbiamo visto il declino di cantine e di intere denominazioni che hanno avuto paura di evolversi. <<Pertanto anche l’intuizione più geniale con il tempo rischi di costituire un limite allo sviluppo dell’impresa coerentemente a quanto sostiene Emile Chartier “nulla è più pericoloso di un’idea se è l’unica che hai” ….
Per questo <<la dote più caratterizzante dell’imprenditore prime mover è la capacità di innovare>>

IL CLIENTE COME PARTNER

Il cliente va guardato <<non più come qualcuno che bisogna convincere o, ancor peggio, “conquistare”, ma come un partner la cui fiducia e il cui consenso dobbiamo saper guadagnare e alimentare>>. Ancora sul cliente <<la spettacolarizzazione del consumo – shoptainement, la sperimentazione di contaminazioni stilistiche e espressive (musica, abbigliamento, cibo..)>> e poi ancora la disintermediazione dei consumi con l’e-commerce, la molti appartenenza a diversi stili di vita, l’acquisto di prodotti coerenti con le proprie convinzioni sociali ed ecologiche.

DECIDERE SENZA USARE I DATI E’ PERICOLOSO MA  ACCUMULARE DATI SENZA DECIDERE E’ PEGGIO

Fa sorridere una riflessione molto seria sui dati <<succede spesso di assumere decisioni importanti senza aver preso in considerazione i dati e le informazioni >> e penso ai troppi imprenditori che studiano e leggono poco dopo il primo periodo di creazione dell’azienda. Dall’altro lato c’è la <<così detta paralysis by analysis che insorge quando l’analisi esasperata e compulsiva dei dati inibisce qualsiasi azione>> sindrome diffusissima di fronte a un eccesso di numeri che arrivano dagli uffici contabili ma che difficilmente producono una lettura economica.
Per costruire un’azienda o un prodotto di successo bisogna pensare differente <<segmentare significa decidere su quali diversità puntare per essere competitivi >> perché il << posizionamento parte dall’intuizione di un prodotto che ha sovvertito le tradizionali regole del gioco>>.

YOU CAN MAKE THE DIFFERENCE

<<Le strategie di successo raramente sono quelle dettate dalla sola passione e ancora più raramente, quelle suggerite dalla sola ragione.
Mi fermo qui e vi suggerisco di procurarvi questo utilissimo manuale che vi spingerà a ridiscutere le scelte fate e a guardare verso il futuro in modo più fiducioso e pianificando strategia e gestione aziendale. Si legge in tre giorni ma va tenuto presente per sempre perché <<you can make the difference, tu puoi fare la differenza>> … i nostri tre autori insegno a tirar fuori da se stessi e dai propri dipendenti << tutta l’energia, tutto l’impegno, la creatività di cui sono capaci>>

wine-destination

wine-destination

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

                                                                       

Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione. Per capire quali cookie ed in che modo vengono utilizzati, consulta la nostra pagina della Privacy. Accetta i cookie cliccando sul pulsante 'Accetta'. In qualsiasi momento dalla pagina relativa potrai rivedere e cambiare il tuo consenso. MAGGIORI INFORMAZIONI

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi