VINI CON NOMI FEMMINILI E CRITICA DEL VINO

I giurati a lavoro al concorso di Bruxelles

VINI CON NOMI FEMMINILI E CRITICA DEL VINO

https://www.cambridge.org/core/journals/journal-of-wine-economics/article/sounds-too-feminine-blind-tastings-phonetic-gender-scores-

CAMBRIDGE UNIVERSITY PRESS PUBBLICA UNO STUDIO CHE DIMOSTRA COME I NOMI FEMMINILI DEI VINI O DEI VITIGNI INFLUENZANO NEGATIVAMENTE I CRITICI

Concorso-enologico-Vinitaly

PROFESSIONISTI IN ASSAGGIO BENDATO

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Ho letto l’articolo sul bollettino dell’American Association of Wine Economics che a sua volta rimanda al Cambridge University Press e riguarda uno studio sui nomi femminili dei vini e il loro impatto sul giudizio della critica enologica.
La ricerca viene da una fra le Università più importanti del mondo ed è firmato da Daniel Kaimann e Clarissa Laura Maria Spiess Bru.

VINI CON NOMI DAL SUONO FEMMINILE

Il titolo dice molto <<Sounds too feminine? Blind tastings, phonetic gender scores, and the impact on professional critics>> che in italiano tradurrei – Sembra troppo femminile? Degustazioni alla cieca, punteggi di vini con descrittori femminili e impatto sui critici professionisti
I ricercatori hanno valutato i giudizi pubblicati da Wine Enthusiast fra il 1997 e il 2016 relativi a 18.609 vini. Alla fine hanno capito che i vini con nomi maschili ricevono valutazioni più elevate rispetto a quelli femminili. Questo divario riguarda i punteggi più bassi dei vini bianchi giudicati da critici donne e da rating peggiori dei vini rossi assaggiati da esperti uomini. Va notato inoltre che i vini bianchi vengono valutati complessivamente con punteggi più scarsi sia dagli uomini che dalle donne.
Come potete ben immaginare mi sono allarmata perché la mia azienda porta il mio nome “Donatella Cinelli Colombini”, la cantina di Montalcino si chiama Casato Prime Donne e produco tre vini hanno chiari riferimenti femminili, per primo Cenerentola. Per fortuna lo studio non riguarda i brand, anzi riporta ricerche precedenti che sembrerebbero incoraggianti per le espressioni più femminili del vino.

LA FEMMINILITA’ DEL NOME PREMIA QUANDO I CARATTERI DEI VINO SONO ASSOCIABILI ALLE DONNE

Le notizie positive riguardano il marchio <<i nomi linguisticamente femminili migliorino la percezione favorevole e le prestazioni del marchio>> quando la femminilità è coerente con la proposta interna al vino cioè ad attributi << come morbidezza, leggerezza e delicatezza. Al contrario, i nomi maschili sono associati a qualità opposte>>. Il calore è collegato alla femminilità per la sua correlazione con l’affettività. Per quanto riguarda le preferenze sensoriali, i sapori e gli aromi della frutta sono particolarmente importanti per le donne, mentre gli uomini preferiscono le caratteristiche mature del vino. Pertanto, c’è da aspettarsi che il beneficio derivante dai nomi femminili sia più forte per i vini rossi rispetto ai vini bianchi.
Come già scritto da Philippe Masset, Lohyd Terrier e Florine Livat EHL Hospitality Business School, HES -SO University of Applied Sciences and Arts Western Switzerland, Lausanne, Switzerland e KEDGE Business School Talence France (pubblicato in AAWE n°4 del 2023) nello studio che io stessa ho commentato in questo blog i vini con connotati femminili ricevono valutazioni simili e hanno prezzi simili rispetto ai vini più maschili, ma sono percepiti come dotati di un potenziale di invecchiamento limitato.

SORPRENDE SCOPRIRE QUANTI ELEMENTI INTERFERISCANO CON L’ASSAGGIO

Leggendo l’articolo dell’American Association of Wine Economics trovo autentiche chicche << Gli studi hanno scoperto che i risultati della degustazione sono influenzati dall’esperienza, dalle preferenze e dal sesso del recensore>> e poco sotto << questo studio fornisce anche la prova che le percezioni e le valutazioni delle persone possono essere influenzate da pregiudizi di genere>>.
I vini analizzati sono stati valutati alla cieca per cui la differenza di genere riguarda il nome dell’uva o il nome della denominazione e il sesso dell’assaggiatore. << le varietà di uva femminili ricevono valutazioni inferiori>> e << scopriamo inoltre che le donne, in media, valutano i vini con punteggi più bassi degli uomini>>.
La questione è molto più complicata di come sembra perché non riguarda solo il genere espresso dall’articolo – La Glera, il Sangiovese …- bensì la struttura fonetica del nome << il simbolismo fonetico crea personalità di marca in quanto i nomi con vocali anteriori indicano una personalità di marca più femminile, mentre i nomi con vocali posteriori costruiscono una personalità di marca maschile>> in altre parole Amarone suona più femminile di Brunello oppure di Lambrusco.
Incredibile vero? Ma è ancora più complicato <<le femmine preferiscono le due vocali anteriori [i] ed [e], mentre i maschi preferiscono le due vocali posteriori [o] e [u]>> Rimane da capire come il suono più gradito di un nome rispetto ad un altro determini un giudizio diverso sul vino.

LE DONNE PENALIZZANO I VINI BIANCHI CON NOMI FEMMINILI E GLI UOMINI I VINI ROSSI CON NOMI FEMMINILI

L’analisi dei giudizi pubblicati da Wine Enthusiast fra il 1997 e il 2016 relativi a 18.609 vini mostra un netto vantaggio dei vino con nomi di fonetica maschile. Inoltre i critici donne danno punteggi più bassi e i vini bianchi hanno mediamente ratings inferiori a quelli rossi. Inoltre, andando nello specifico, le assaggiatrici donne penalizzano i vini dal suono femminile solo quando sono bianchi. Invece, i critici uomini penalizzano i vini dal suono femminile solo quando sono rossi.
Nelle conclusioni gli autori della ricerca sottolineano i limiti del loro studio relativamente ai punteggi dei critici che dipendono soprattutto dalla qualità dei vini, la loro reputazione, l’annata …. C’è poi il problema della “volatilità” dei giudizi per cui lo stesso giudice, a volte, a distanza di qualche tempo, da valutazioni diverse dello stesso vino.