VINO, LUSSO, INVESTIMENTI E CONSUMI
LA CRISI DEI CONCORSI DEL VINO E DEI VINI DA INVESTIMENTO SEGNA LA FINE DELLA CORSA AL LUSSO ENOLOGICO SALVO IN ALCUNE CITTÀ: NEW YORK, LONDRA, SINGAPORE, HONG KONG
Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne

concorsi enologici
I concorsi enologici vedono calare il numero dei vini in gara. Le cantine tagliano le spese e una delle prime sforbiciate colpisce le competizioni del vino e specialmente quelle più piccole.
LA CRISI DEI CONCORSI ENOLOGICI
Per esempio la partecipazione al concorso Bordeaux Vins d’Aquitaine, previsto per fine aprile, era stata quasi dimezzata in pochi anni.
In effetti ottenere una medaglia in una competizione aumenta il prestigio di un vino, ma non le sue prospettive commerciali, come avveniva in passato. E questo scoraggia la partecipazione.
IL DECLINO DEI VINI DA INVESTIMENTO
Gli investitori non comprano più bottiglie pregiate ma oro e dal 2010 il valore del metallo biondo è cresciuto quasi costantemente per arrivare a massimi storici nel 2024. Non è un bel segno. Indica incertezza, timore di guerre, conflitti e altre calamità.
Contemporaneamente l’acquisto di bottiglie da investimento destinate alle casseforti e non alle tavole imbandite, ha segnato un declino consistente. Liv-Ex, che è una sorta di Nasdaq, dove invece dei titoli della borsa ci sono bottiglie di alto prezzo, ha un pesante segno negativo. <<La bolla del vino da investimento che sembrava garantire rendite importanti in periodi relativamente brevi, e consentiva di investire anche senza troppa expertise, sembra ormai decisamente sgonfiata>> ha commentato WineNews. Ma forse è un bene che il vino torni ad essere destinato solo ai calici e non ai depositi blindati degli speculatori. Ricordo un commento triste di Aubert de Villaine sulle sue bottiglie di Romanée-Conti che non sarebbero mai state bevute perché servivano come bene rifugio per gli investitori.
LE RICCHE CITTÀ DEL BUSINESS SONO IL MERCATO DEI VINI DI LUSSO
Il consumo al ristorante dei vini costosi hanno i loro mercati più importanti nelle città più ricche cioè in quelle del business. Il “Global Wine Cities Ranking” 2025 del “The Wealth Report”di Knight Frank ci ha fornito la lista di questi mercati d’oro per il vino ultra premium: New York, Londra, Singapore, Hong Kong, Parigi, Miami, Shanghai, Tokyo, Dubai e San Francisco.
Un’analisi che nasce dall’esame del numero e del prezzo dei fine wines nelle liste dei vini dei ristoranti.
Una delle notizie sorprendenti di questa indagine riguarda l’interesse dei consumatori Millennials per vini dal costo fra i 200 e i 400$. La spesa di fascia media rimane stagnante mentre il segmento delle bottiglie con cartellini sopra i 1.000 Dollari appare in forte crescita e riguarda etichette come La Tâche, Pétrus, Domaine de la Romanée-Conti e Harlan Estate. Fra le preferenze dei consumatori ci sono anche etichette italiane come Sassicaia.






