Wine clubs crea il tuo imitando i migliori 4 del mondo

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Wine clubs crea il tuo imitando i migliori 4 del mondo

Wine clubs luoghi per trovare esperienze enoiche e nuovi amici ma possono anche diventare una professione prendendo esempio dai migliori

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Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

La classifica dei migliori wine clubs del mondo viene da un portale specializzato nel dare giudizi. Si chiama Reviews e classifica tutto: dai bracciali per fare fitness ai siti per trovare lavoro, dalle padelle per friggere alle telecamere di sicurezza.
In questo ambito così competitivo i wine blubs sono stati radiografati nel dettaglio. Ed eccovi i migliori a cui bussare quando, andando all’estero, avrete voglia di vivere delle esperienze enoiche davvero coinvolgenti.
La loro esperienza può anche servire pepuò essere un luogo per trovare

esperienze enoiche e nuovi amici ma può anche diventarer trasformare la vostra

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passione per il vino in una professione creando un nuovo wine club. Infatti la gestione di un gruppo di appassionati con l’organizzazione di eventi periodici, la proposta di vini in degustazione o in acquisto può creare un reddito e trasformarsi, in poco tempo, in un’attività entusiasmante con un vero stipendio e uno status fra gli addetti ai lavori. Infatti dietro un wine clubs c’è un grande lavoro: attività di comunicazione, creazione di relazioni e di eventi, soprattutto la ricerca di proposte enologiche sempre nuove e sorprendenti. Questo significa visite in cantine, degustazioni di brand celebri ma anche un’attività di talent scout finalizzata a scoprire vini estremi, sperimentazioni e produttori emergenti.
La classifica di reviews.com sui wine clubs migliori del mondo scaturisce da una ricerca preliminare seguita da un’analisi durata tre mesi.

Wine-club-KingstonWineCo

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• Pour this – offre esperienze entusiasmanti e insolite. Tutta l’attività passa da Istagram. Costa 98$ al mese comprese 3 bottiglie. Il fondatore Ashley Ragovin è partito dal concetto “facciamo festa” al vino. La proposta di bottiglie è molto ardita e basata sulla scoperta, inoltre si adatta alle stagioni.

• Uncorked Ventures – club per veri conoscitori. Molta più competenza enologica che gentilezza. Costa dai 55 ai 225$ al mese compreso 2-3 bottiglie. E’ gestito da Mark Aselstine, un esperto di vini della costa occidentale e questo spiega la scelta particolarmente curata su California, Oregon e Stato di Washington. C’è una news letter e molti piccoli servizi.

• Wine Awesomeness – ottimo per debuttanti propone vini decisamente scontati . 45$ per 3 vini Risulta noioso per i veri esperti perché non propone curiosità o rarità leggermente trasgressive. Invece gli esordienti possono trovare piacevole l’abbinamento fra vini e ricette di grandi chef

• Kingston Wine Co. – Ottima scelta di vini di altissima qualità del tutto imprevedibili. 49$ al mese per due vini. C’è un tocco personale e il gusto della scoperta.

Per chi volesse creare il proprio wine club partendo dagli amici per poi allargarsi sul territorio e anche oltre, vale la pena riflettere sulle considerazioni finali dell’articolo di reviews.com. Per avere successo ci vuole un punto di forza: la grandissima competenza sul vino e il desiderio di esplorarlo ancora. Ci sono molti wine club che crescono all’ombra di grandi personalità del vino come enologi o giornalisti di fama. Altri hanno vantaggi che scaturiscono dai contatti personali del fondatore del club che riesce ad avere vini, l’uso di sale e di servizi altrimenti inabbordabili. In genere il wine club articola la sua offerta in quattro settori: una sede cioè una tasting room dove i soci possono andare per assaggiare e incontrare gli altri membri, tuttavia in molti casi la sede non c’è. Eventi periodici nella propria sede o, più spesso in ristoranti. Comunicazione ordinaria e digitale attraverso social media, wine news e simili. Spedizione a casa dei soci di particolari selezioni di vini che vengono periodicamente proposte ai membri del club insieme a del materiale illustrativo preparato appositamente e capace di trasformare la degustazione in un’esperienza che arricchisce.
Le normative italiane permettono la creazione di un wine club nella propria casa senza bisogno di particolari autorizzazioni ma solo ottemperando alle norme igieniche (se avvengono somministrazioni) e a quelle fiscali.
E allora perché non provarci?

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