IL VINO ROSSO PIU’ FREDDO E’ MEGLIO
MI E’ SUCCESSO DI SERVIRE IL MIO BRUNELLO ALLA TEMPERATURA DI UN BRODO E MI SONO VERGOGNATA DA MORIRE. BISOGNA USARE IL SECCHIELLO DEL GHIACCIO ANCHE CON I ROSSI

Tormaresca Antinori -fichimori- vino rosso da bere fresco
di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino
Per noi produttori di Brunello, fino a qualche anno fa, il problema erano le bottiglie troppo fredde in inverno ma il global warming ha rovesciato la situazione ed ora l’attenzione si concentra sul raffreddamento perché nessuno vuole servire il suo vino a una temperatura che lo fa assomigliare a una tisana. Per questo l’uso delle glacelle, che un tempo era riservata a bianchi e rosati, è diventata una pratica comune anche per i rossi. E non mi riferisco solo ai vini giovani che puntano sulla freschezza ma anche ai grandi rossi da invecchiamento.
DAI PIU’ CELEBRI SOMMELIER ED ENOLOGI TUTTI CONCORDANO SUL RAFFREDDARE I VINI
Un delizioso articolo di WineNews commenta questa tendenza con l’aiuto di prestigiosi sommelier, come Paolo Porfidio (Excelsior Hotel Gallia, Milano), Sebastien Ferrara (Enrico Bartolini al Mudec, Milano), o come Marco Reitano (La Pergola di Heinz Beck a Roma).





