GLI AGOSTINIANI A MONTALCINO
LA CITTÀ DI DIO E LA CITTÀ DEGLI UOMINI DESCRITTE DA SANT’AGOSTINO TROVANO A MONTALCINO UNA ESEMPLIFICAZIONE E FORSE PERSINO UNA SINTESI VIRTUOSA. VENITE A VEDERE

Sant’Agostino a Montalcino affreschi di Bartolo di Fredi
di Donatella Cinelli Colombini, #brunellodimontalcino, #winedestination
Eccoci nella Montalcino che mi è più cara, quella che racconta la storia nobile della mia terra.
Uno dei monumenti più belli è il complesso monastico di Sant’Agostino con la chiesa e il convento. Attualmente ospita il Consorzio del Brunello, il Tempio del Brunello con sale da degustazione e percorso esperienziale, la Scuola permanente dell’Abitare diretta dall’Architetto Milesi, la società filarmonica, Puccini, il Museo di Arte Sacra e quello archeologico. Nell’insieme è qualcosa di spettacolare, vario e affascinante. Una civitas terrena e celeste come quella teorizzata da Sant’Agostino.
LA STORIA DEGLI AGOSTINIANI DA EREMITI A MONACI
Un convegno del 3 novembre scorso ha cercato di raccontare la storia di questo luogo e dell’ordine Agostiniano a Montalcino attraverso le parole di Bruno Bonucci, Giacomo Massoni e Gaudenz Freuler.
I seguaci del Santo erano originariamente eremiti oppure vivevano in piccole comunità in luoghi isolati. Si spostarono nei centri abitati assumendo uno schema monastico per volere del papato.
L’ordine Agostiniano arriva a Montalcino sulla scia di un eremita nella prima metà del Duecento e nello stesso secolo costruisce la sua chiesa. I chiostri dell’adiacente convento sono invece di impianto cinquecentesco






