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Nel mondo boom delle bollicine ma in Italia 7 mil. in meno

Aumenti a due cifre per i vini spumantizzati fino al 2016 nel mondo, con la Gran Bretagna in veste di primo mercato superando Germania e USA

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Champagne

Champagne momento della stappatura

Continua dunque, nel mondo, il momento favorevole per i vini spumeggianti che dal 2007 ad oggi hanno segnato una crescita del 13,5% (dati WineNews).
Meno bene le cose in Italia che produce 465 milioni di bottiglie di vini spumanti di cui 25 con metodo tradizionale e 440 con metodo italiano per un fatturato in cantina di 1,2 miliardi di Euro.
Nel 2012 un terzo delle bollicine nostrane sono rimaste nel mercato domestico che ha consumato anche sei milioni di bottiglie straniere. Un bel numero ma meno del vino spumantizzato consumato nel 2011. <<Discontinuità e infedeltà all’etichetta – dice Giampietro Comolli, fondatore dell’ Osservatorio Economico Nazionale – le cause del calo iniziato nel 2010, dopo 15 anni di continua crescita dei consumi interni>>.
La crisi italiana morde dunque anche questo segmento che sembrava immune e che comunque ha tenuto meglio di altri, infatti dal 2010 il calo è stato solo del 6,64%.
Torna l’acquisto legato alle ricorrenze e torna l’abitudine a invitare a mangiare in casa, torna l’abitudine al “regalo spumeggiante” e all’acquisto presso il luogo di produzione. Il luogo di maggior acquisto è comunque il supermercato da cui passa il 61% delle vendite: 2 bottiglie su 5 brut, 1 dolce, 2 extradry e dry.

                                                                       
Cinelli Colombini
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