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CHI ASSUMONO LE CANTINE ITALIANE

I 4 PROFILI PIÙ RICERCATI DALLE CANTINE ITALIANE SONO:  EXPORT MANAGER, TRADE MARKETING MANAGER, ENOLOGO – DIRETTORE TECNICO E RESPONSABILE ACQUISTI

i professionisti più richiesti dalle cantine italiane nel 2025

i professionisti più richiesti dalle cantine italiane nel 2025

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne, Fattoria del Colle

Il commercio del vino traversa uno dei suoi periodi più difficili e le cantine cercano strumenti e persone per uscire da questa fase critica.

MICHAEL PAGE UN’ENORME DI SOCIETA’ DI RECRUITING SI OCCUPA DI VINO

Questo porta a dei cambiamenti anche nella ricerca di nuovo personale e Pierluigi Catello Executive Manager, Sales & Marketing Division, Food & Wine Industry  ha pubblicato un articolo spiegando quali sono i 4 profili più cercati attualmente dalle imprese italiane del vino. Conviene premettere che Catello lavora per Michael Page cioè per uno dei principali leader globali nel settore del recruitment di professionisti altamente qualificati e manager. La società è stata fondata nel Regno Unito nel 1976, oggi è presente in oltre 35 Paesi nel mondo, con oltre 10.000 dipendenti e più di 160 uffici di recruiting. Pierluigi Catello ha dunque un ottimo punto di osservazione. Secondo lui la ricerca delle cantine si concentra su export manager, trade marketing manager, enologo – direttore tecnico e responsabile acquisti.

La cosa più interessante del suo articolo riguarda le nuove competenze che stanno dentro questi profili.

Trovare lavoro nel vino

Per chi parla inglese e accetta di spostarsi all’estero è facile trovare lavoro nel vino ma anche in Italia ci sono buone opportunità per chi ha competenze

 

Di Donatella Cinelli Colombini

Trovare lavoro nel vino

Trovare lavoro nel vino

Meno facile trovare un impiego per chi vorrebbe un lavoro nel vino ma viene da tutt’altro mestiere. Infatti, se è vero che il settore vino è uno dei pochi che “tirano” in Italia e che l’export è il principale sbocco commerciale delle nostre bottiglie per cui gli english speakers sono avvantaggiati, tuttavia le figure richieste sono sempre più professionalizzate, per cui un buon inglese non basta. In altre parole una cosa è amare il vino e una cosa diversa è saperlo vendere e soprattutto avere una lista di clienti e importatori. In questo senso consiglio la lettura dell’articolo di Lisa de Leonardis e mi unisco al suo consiglio: studiare e frequentare corsi è utilissimo prima di proporsi nel mono del lavoro. Poche aziende accettano di prendere persone alle prime armi e tirarle su confidando nel loro talento. Meglio frequentare un master che rischiare una figuraccia che poi condiziona il proseguo della carriera. A certi livelli, il mondo del vino è piccolo e le cantine si parlano fra loro, quindi è utilissimo farsi una buona reputazione fino dall’inizio.

 

                                                                       
Cinelli Colombini
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