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VINI DA INVESTIMENTO DA COMPRARE

TRAGGO DA WINE SEARCHER UNA LISTA DI VINI DA INVESTIMENTO CIOÈ DA COMPRARE CONSERVARE E POI RIVENDERE. POSSONO NON PIACERVI MA VI RENDERANNO BENE

turismo enogastronomico

Casanova di Neri Vini da investimento

di Donatella Cinelli Colombini, winesearcher, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

Se avete intenzione di trasformare una parte dei vostri risparmi in bottiglie da tenere in cassaforte e poi rivendere dopo qualche anno vi fornisco l’elenco di quelle più acquistate dai collezionisti che fanno questo tipo di shopping abitualmente.

BORDEAUX LE BOTTIGLIE DA COMPRARE NONOSTANTE LA CRISI

Effettivamente le notizie di espianti e di crollo delle vendite hanno reso meno affascinante l’immagine delle cantine di Bordeaux. Tuttavia alcuni nomi sono solidissimi e sembrano passare indenni dalla burrasca commerciale che ha scosso la regione.
Prima di tutto i Premier Grand Cru Classé che dal 1855 dominano la scena: Château Margaux, Château Haute-Brion, Château Lafite-Rothschild, Château Mouton-Rothschild e Château Latour. Questa è la riva sinistra ma dall’altra parte della Garonna ci sono i Merlot del Pomerol Le Pin, Petrus, Lafleur e La Fleur-Petrus.
A Saint Emilion cantine amatissime in USA Angelus, Ausone, Cheval Blanc e Pavie.

Cote du Rhône per assaggiare Syrah e Vionier da sogno

Il viaggio di primavera 2023 dell’Académie Internationale du Vin ci porta a scoprire la Vallée du Rhône Nord. Il territorio dove il Syrah tocca punte di eccellenza

 

Hermitage Jean-Louis Chave

Hermitage Jean-Louis Chave

di Donatella Cinelli Colombini

Partiamo dall’Italia con l’idea che fare un grande Syrah sia, tutto sommato facile nelle zone con clima caldo, torniamo con la certezza che sia invece molto difficile, soprattutto sia molto difficile farlo buono. Se consideriamo solo le massime vette toccate nella valle del Rodano, credo sia difficilissimo raggiungere la stessa qualità in altre parti del mondo, Australia compresa.

I VIGNETI DELLA COTE ROTIE E DI HERMITAGE

Anche la forma dei vigneti è sorprendente. Le aree migliori sono sulle ripide dorsali del fiume esposte a mezzogiorno e quindi variano a seconda delle anse del Rodano: la Côte-Rôtie si trova sulla riva destra e la mitica Hermitage a sinistra. La viticultura è eroica e faticosissima. Ci sono fazzoletti di terra sorretti da muri dove crescono viti coltivate ad alberello. Tutto è fatto a mano e l’arrivo delle carrucole a motore che tirano aratri e ceste d’uva, una quarantina d’anni fa, è stata salutata come una vera benedizione. I vigneti non vengono ripiantati ma restaurati rimettendo, una alla volta, le viti morte. La cura delle nuove viti è affidata a una persona che fa solo quello. I vigneti contengono sia viti a bacca bianca (Vionier, Roussanne e  Morsanne), che rossa (Syrah) e neanche i vigneron sanno esattamente la proporzione di una e dell’altra. Nella Valle ci sono denominazioni microscopiche di poche centinaia di ettari o addirittura di una sola azienda come Château Grillet (4 ettari con una produzione totale di 75 ettolitri all’anno). Si tratta di un castello medioevale dove la vista dei vigneti è un esercizio ginnico di una discreta intensità. L’assaggio verticale del Vionier ancora in botte e poi di quello in bottiglia, è quasi un rito mistico. I vini in bocca sono lunghissimi con una mineralità che, anno dopo anno, diventa più fine e complessa. Assaporiamo il privilegio di assaggiare annate prodotte in serie inferiori alle 2.000 bottiglie all’anno.

                                                                       
Cinelli Colombini
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