QUARANT’ANNI DAL METANOLO
L’AGGIUNTA DI METANOLO AL VINO PRODUSSE 23 MORTI, 15 CIECHI E 153 INTOSSICATI MA ANCHE UNA RINASCITA QUALITATIVA E UN NUOVO FORMIDABILE SISTEMA DI CONTROLLI

quarant’anni dalla tragedia del metanolo
di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino
Della tragedia del metanolo nel 1986, io ho tre ricordi. Lo stupore di fronte alle notizie dei morti che arrivavano attraverso la televisione e dell’aggiunta di veleni nel vino che causavano queste morti. I produttori piemontesi il primo giorno di Vinitaly che letteralmente cacciarono le cantine coinvolte nelle indagini. Infine ricordo gli ordini di Brunello che aumentavano anziché diminuire perché appariva uno dei pochi vini assolutamente sicuri per cui persino dal Parlamento ci chiesero una fornitura urgente anche se pretesero un certificato di analisi.
Alla fine per noi di Montalcino la tragedia del Metanolo fu pressoché ininfluente. Ma tutto intorno fu un terremoto per cui ci fu un prima e un dopo. Beppe Colla, allora presidente del Consorzio di Tutela Barolo e Barbaresco (oggi Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani), pianse in diretta TV. Il vino italiano veniva bloccato alle frontiere e il danno al business e all’immagine del vino, fu enorme.






