IN ANDALUSIA PER LO JEREZ-SHERRY E NON SOLO
CRONACA DEL VIAGGIO IN ANDALUSIA CON MIA FIGLIA VIOLANTE, SUO MARITO ENRICO, SUO FIGLIO LORENZO E L’ACADEMIE INTERNATIONALE DU VIN PER VEDERE ALHAMBRA E LO JEREZ

Donatella Cinelli Colombini Spagna denominazione Jerez
Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino
Siviglia ci accoglie con 38°C, una barriera rovente che ci costringe a uno sforzo di volontà per andare nel centro storico nella suggestiva Piazza de Spagna. Costruita all’inizio del Novecento ha la forma di un enorme anfiteatro con un loggiato ornato da maioliche che celebrano le città e le colonie del regno. Ci piace il mercato coperto, la gita in battello sul Guadalquivir e la torre dell’oro dove i galeoni scaricavano il metallo prezioso proveniente dalle Americhe. Non riusciamo a vedere la cattedrale con la tomba di Cristoforo Colombo perché abbiamo dimenticato di prenotare e la città pullula di turisti. Invece abbiamo la prenotazione per l’Alhambra, il capolavoro della cultura araba in Andalusia costruito nel Duecento e nel secolo successivo dai Sultani di Granada. Con la “Reconquista”, nel 1492 da parte dei re Cattolici, divenne il Palazzo reale e questo salvò Alhambra dalla distruzione subita dagli altri monumenti islamici.
In mezzo a un paco e a giardini lussureggianti i palazzi di Alhambra sbalordiscono per la loro eleganza con colonne, archi, pareti finemente decorate, fontane … ricordi di una vita di corte straordinariamente evoluta ed elegante. Accanto, il palazzo di Carlo V pur bellissimo, è talmente massiccio da risultare goffo. Costruito all’inizio del Cinquecento, mostra l’opulenza del sovrano più potente del mondo, sul cui regno non tramontava mai il sole. L’esterno richiama il rinascimento italiano e all’interno una corte circolare circondata da un doppio loggiato ha l’esplicita volontà di stupire.





