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Giacomo Tachis addio, è il momento di piangere

L’Italia del vino perde il suo più grande enologo, Giacomo Tachis, un uomo geniale che ha aperto nuovi orizzonti per il vino di qualità e i vitigni autoctoni

Di Donatella Cinelli Colombin

 

E’ il momento di piangere e di pregare, è il momento del distacco e della nostalgia, è il momento di stringersi alla famiglia Tachis condividendo il loro dolore.
Giacomo Tachis ha cambiato la storia del vino in Italia valorizzando i vitigni autoctoni, da soli o in unione con quelli internazionali, con scelte audaci che hanno aperto nuove strade sui mercati internazionali, pensiamo ai supertuscan come il Tignanello ma anche ai vini sardi come il Turriga ed alla rinascita dei vitigni autoctoni siciliani …
Come tutti, ho ammirato il suo genio, la sua capacità di studiare, capire e innovare ma qui vorrei ricordare Giacomo Tachis condividendo con voi momenti più privati. Tra il 1995 e il 2000 ho viaggiato spesso insieme a lui facendo da relatore negli stessi convegni: Il Dottor Tachis spiegava le specificità e i potenziali del Carignano del Sulcis, del Cannonau … e poi io dicevo come la tipicità e la diversità fossero i fondamenti del successo turistico.

                                                                       
Cinelli Colombini
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