ADDIO AMPELIO RIPOSA IN PACE
CI LASCIA L’ULTIMO NOBIL HUOMO DEL VINO, AMPELIO BUCCI CAMPIONE DEI BIANCHI ITALIANI A LUNGO INVECCHIAMENTO
di Donatella Cinelli Colombini

lAmpelio Bucci e il suo Verdicchio Villa Bucci riserva
Avevo incontrato Ampelio Bucci molte volte, da tanti anni, durante i soliti raduni del vino dove vedi moltissima gente ma in realtà non riesci a parlare con nessuno. La nostra amicizia risale a 10 anni fa grazie a Jan D’Agata che ci invitò entrambi all’Ischia Vintage nell’Albergo Regina Isabella nella splendida isola campana. Dopo lo invitai all’ Union Européenne des Gourmet di Siena e della Toscana e lui ci offri una verticale sbalorditiva di Verdicchio Villa Bucci Riserva 2013, 2008, 2005, 1997 vintages colletions. Vini diversi ma talmente profondi, complessi e fini da rivaleggiare con i grandi Borgogna.
LA CREAZIONE DI VINI BIANCHI LONGEVI E MONUMENTALI
Mi piaceva il suo stile da gentiluomo d’altri tempi ma anche la sua laurea alla Bocconi e la sua esperienza in multinazionali estere del settore moda dove aveva imparato l’importanza dell’immagine.
E’ stato il primo a puntare sull’innalzamento qualitativo del Verdicchio. <<A me questo vino non piaceva …. mentre mi piacevano i vini della Borgogna. Quelli italiani mi parevano banali mentre la complessità e la raffinatezza dei francesi mi entusiasmava. Per questo ho seguito il modello francese>>. E lui riusciva a rivaleggiare con i grandi Chablis, con i suoi Verdicchio monumentali e capaci di sfidare il tempo. Ma <<nei vini bianchi, la capacità di invecchiamento comincia solo ora ad essere un elemento di immagine>> mentre Ampelio ha iniziato a lavorarci nel 1970.







