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TAPPI, TACCHI E MIRACOLI

MADDALENA MAZZESCHI SI RACCONTA IN UN LIBRO CON GLI ANEDDOTI SPESSO ESILARANTI DI 40 ANNI DI PROFESSIONE NELLA COMUNICAZIONE DEL VINO DALLA LETTERA 33 AL CELLULARE

Maddalena Mazzeschi Tappi tacchi e miracoli presentazione del libro al Consorzio Vino Nobile

Maddalena Mazzeschi Tappi tacchi e miracoli presentazione del libro al Consorzio Vino Nobile

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

Prima di tutto chi è Maddalena Mazzeschi. E’ umbra ma lega il suo nome a Montepulciano dove ha lavorato lungamente per il Consorzio del Vino Nobile per poi iniziare nel 1991 la libera professione come PR e consulente di marketing. Segue molte cantine ed ha organizzato per loro eventi e strategie anche molto innovative. E’ fra i collaboratori di WineSurf.
Ha collaborato anche con la mia azienda per un paio d’anni insegnandoci una maggior cura nel racconto tecnico del vino.
Quelli che molti non sanno è che Maddalena è consacrata secondo il rito dell’Orbo Virginum cioè è un apostolo laico in mezzo al Popolo di Dio. Anche per questo l’introduzione del libro è scritta dal Cardinale Ennio Antonelli.

TAPPI TACCHI E MIRACOLI BREVI RACCONTI ESILARANTI DI 40 ANNI DI STORIA DEL VINO

Il libro è in realtà un diario con brevi racconti scritti in due tempi: nel 2009 e poi nel 2025. La narrazione comincia quando Maddalena aveva 14 anni e arrivano ai nostri giorni. Lo stile è diretto, autoironico e racconta con fedeltà e dettaglio l’evoluzione del mondo che vino. Parte dagli anni eroici della sua affermazione qualitativa, segue la diffusione della cultura del vino e arriva della sua demonizzazione recente. Non ci sono scene da Oscar ma il racconto è talmente divertente da catturare l’attenzione anche sugli eventi più piccoli.

Le bottiglie pesanti danno immagine o danno all’ambiente?

Dieci anni fa usare bottiglie pesanti era un elemento di distinzione oggi fa sembrare la cantina poco rispettosa dell’ambiente. E’ l’ora di cambiare?

riciclo vetro

riciclo vetro

Di Donatella Cinelli Colombini  Brunello Casato Prime Donne

Più grande e visibile sullo scaffale, più costosa e ben fatta, un tempo la bottiglia pesante era un complemento quasi indispensabile dei vini di lusso come il tappo lungo che richiedeva un vero esercizio fisico per essere estratto.
Poi la maggiore sensibilità all’ambiente ha spinto tutti a riflettere su questa scelta. Infatti, benché il vetro sia fra i prodotti più riciclabili e riciclati, richiede comunque una bella dose di energia per essere fuso mescolato e rimodellato in nuovi oggetti. Per questo i mercati dove i consumatori sono più attenti all’ambiente storcono il naso di fronte alle splendide bottiglie pesanti.

                                                                       
Cinelli Colombini
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