Donne in vino Siduri
Siduri dea babilonese del vino. Onav Modena e Grandangolo di Carpi per un progetto fotografico di Valeria Cremaschi sulla forza rivoluzionaria del vino al femminile
di Donatella Cinelli Colombini

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Sono intitolate a Siduri una mostra fotografica allestita nel 2018 a Castiglion Olona (Va) e il suo catalogo appena stampato. Li hanno realizzati 12 fotografe unendo le forze di Onav Modena e del Gruppo Fotografico Grandangolo di Carpi con alla testa Vanda Marchesi Morselli e sua figlia Valeria Cremaschi.
SIDURI DONNE IN VINO
Racconta 22 storie di donne del vino. In alcuni casi si tratta di singoli ritratti in altri di gruppi.
Salvo poche eccezioni, l’aderenza al vero è totale, con una rara capacità introspettiva dei personaggi e una grande profondità di messaggio. Difficilmente il racconto fotografico è così forte e lontano dagli stereotipi. Soprattutto quando il soggetto è femminile, la ricerca della bellezza, spesso sovrasta la forza espressiva.
Ma non in questo caso.
“Siduri – Donne in Vino” ha la forza del racconto inedito, fuori dagli schemi e ci mostra una femminilità diversa e un modo di fare il vino diverso ma persino un’etica diversa.
Anche la scelta del titolo è singolare.
SIDURI DEA BABILONESE DEL VINO
Siduri è, insieme alle Baccanti, fra le pochissime “Donne del Vino” della mitologia. Nell’antichità infatti il vino era un ambito totalmente maschile.
Siduri è la divinità taverniera babilonese associata alla fermentazione del vino e della birra. Nell’epopea dell’eroe Gilgamesh Siduri è la Dea vivandiera sulla via del Mare della Morte, cioè ai confini della vita, che cerca di dissuadere Gilgamesh dalla sua ricerca dell’immortalità, esortandolo ad accontentarsi dei semplici piaceri della vita.
Un particolare ringraziamento a Sara Fattori, autrice del mio ritratto. Che mi ha mostrato come sono e non come vorrei essere e come molti immaginano che io sia. Con le rughe, i capelli struffati, le immancabili perle, “apparentemente austera ma in realtà accogliente e giocosa” e “sostanza madre” delle mie cantine. Mi piace questo ritratto. Brava Sara.






