Fra gli hashtag più virali non c’è #wine

Mark Zuckerberg,

Fra gli hashtag più virali non c’è #wine

I cancelletti hashtag sono indispensabili per farsi seguire in Twitter, Istagram, Facebook e Google+ . Le parole più forti sono tutte in inglese: c’è water ma non wine

Mark Zuckerberg,

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Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

Hashtag è l’unione di due parole: hash cancello e tag etichetta. Servono a ottenere i “like” sulle foto di Istagram e i followers in Twitter o Facebook in pratica collegano il messaggio o l’immagine a un circuito dello stesso argomento. Usarli bene è dunque indispensabile per ottenere visibilità nei social media ma per riuscirci bisogna anche sapere quali sono le parole più virali, quelle che fanno da traino e accendono i riflettori. Solo a quelle

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conviene applicare i famosi cancelletti #. Infatti il loro numero è limitato: il massimo è 30 per il commento alle foto Istagram mentre in Twitter, Facebook, e Google+ è meglio non superare i 3.
A me, che sono una signora di campagna vecchio stile, l’idea di commentare una foto copiando 30 parole e dopo una riga vuota, copiare altre 30 parole, ciascuna con il suo hashtag, sembra proprio brutto ma invece funziona. Per questo, in Internet c’è chi pubblica le liste delle parole virali, e le aggiorna continuamente. Basta scegliere quelle dell’argomento corrispondente alla propria foto, copiarle sotto l’immagine e il gioco è fatto. Il numero dei contatti salirà subito.

MassMusingsLittleSmallShop

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Il problema, per noi del vino, è che in queste liste il nettare di bacco non c’è. L’argomento più simile è il cibo ed ecco gli hashstag sul tema:
#food #foodporn #instafood #yum #yummy #munchies #getinmybelly #yumyum #delicious #eat #dinner #breakfast #lunch #love #sharefood #homemade #sweet #tagsta #tagsta_food #dessert #stuffed #hot #beautiful #favorite #eating #foodgasm #foodpics #tagstagramers
Fra quelle più forti del 2014 ci sono parole come water, beach, dog, party, joke, flower, night …. Ma non c’è wine e, per fortuna neanche beer oppure binge le bevute in sequenza che portano allo sballo. Resta la delusione di vedere molto più interesse per cani e gatti oppure tramonti mentre il frutto dell’uva affascina di meno.
Concludo con una riflessione : il contenuto è sempre la parte più importante di un messaggio e quelli postati su Internet non fanno eccezione. Wine non è fra le parole più popolari ma noi del vino abbiamo tante notizie e opinioni da comunicare e useremo quelle!

wine-destination

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