La Sicilia del vino è glamour

Sicilia del vino Barone di Villagrande cantina

La Sicilia del vino è glamour

Cantine bellissime, con ristoranti raffinati, vitigni autoctoni in mezzo a panorami straordinari e paesi storici dove le celebrità siedono al tavolo accanto

Sicilia del vino Barone di Villagrande cantina

Sicilia del vino Barone di Villagrande cantina

Di Donatella Cinelli Colombini
Arrivo in Sicilia con la mia vertebra rotta, il busto di ferro e un marito premuroso. Primo approccio bruttarello nel momento di affittare la macchina <<mi raccomando portiere sempre chiuse, non fermarsi in prossimità dei semafori rossi, non lasciare mai niente dentro l’auto …>> gli americani accanto a noi si guardano perplessi e per fortuna non ripartono immediatamente. Poi arriviamo a Taormina e ci si apre il cuore, i panorami, l’atmosfera festaiola, i bei negozi, la cucina profumata e piena di suggestioni ma soprattutto le Donne del vino siciliane guidate da Lilly Ferro Fazio che mi entusiasmano con la loro grinta. Che belle

Cantine Graci Etna

Cantine Graci Etna

persone, dentro e fuori!
Il viaggio nella Sicilia del vino è organizzato da AIV Académie International du Vin, un sodalizio fondato nel 1971 dove sono entrata grazie a Angelo Gaja. Ci sono produttori, esperti e commercianti di vino di tutto il mondo. Il primo giorno sono previste le visite a Feudi del Pisciotto dove c’è un baglio dell’800 D.C. perfettamente restaurato, e alle cantine Planeta Dorilli di Vittoria.

Noto ape turistico

Noto ape turistico

7 ore di bus sono troppe per la mia schiena e mi fermo a Noto dove mi godo il barocco e mi mangio le mani per aver perso due esperienze importanti. A cena da Nino a Letojanni, Salvatore Geraci accademico e organizzatore del tour fa arrivare in tavola 8 prelibatissimi piatti di pesce e soprattutto un suo vino strepitoso Santa. Ne 2008 della sua cantina Palari. Vedo Angelo Gaja che assaggia anche altre leccornie sotto gli occhi sgranati della moglie Lucia che forse non lo aveva mai visto così scatenato. Alla fine il proprietario ci mostra la cantina dove ci sono le bottiglie più rare e care al mondo: Champagne Salon, Romanée Conti La Tâche, Petrus, châteaux Lafite Rothschild…. E mi spiega <<sto preparando una cena per due premi Oscar…>> lo guardo scettica e poi leggo su internet che c’è in arrivo Gere, Sarandon, Keitel e Stone per il Taormina film festival.

feudi del Pisciotto

feudi del Pisciotto

La visita alle cantine dell’Enta, zona che è al centro dell’attenzione della stampa e dei wine lovers, è spettacolare: Scammacca del Murgo, Barone di Villagrande e Graci. I due versanti del vulcano, quello piovoso (2000 mm l’anno) e quello secco. Claude e Lydia Bourguignon, forse i consulenti agronomi più famosi del mondo, vanno nei vigneti raccogliendo basalto e frammenti di lava. Da Graci assaggiamo un vino prodotto a 1000 metri in un vigneto dal “piede franco” cioè con radici europee perché la zona è stata

Nino a Letojanni frutti di mare

Nino a Letojanni frutti di mare

risparmiata dalla fillossera nell’Ottocento. Tutti entusiasti dei vitigni autoctoni siciliani e soprattutto del Nerello Mascalese e del Carricante. Colpisce la bellezza del cantine siciliane, il recupero dei bagli e la suggestiva combinazione di architetture moderne e antichissime. Colpisce l’organizzazione turistica che hanno creato con resort e ristoranti di gran livello improntati sulla cucina siciliana.
Conclude il viaggio la cena al ristorante (2 stelle Michelin) del San Domenico Palace Hotel, il più esclusivo di Taormina, e la città notturna ci abbaglia con la sua musica, i

Scammacca del Murgo i Bourguignon nel vigneto

Scammacca del Murgo i Bourguignon nel vigneto

ristoranti che si arrampicano sui sentieri in salita, i colori, la gente …. È un posto per innamorarsi questo!

C’è anche il tempo di andare a trovare Giacomo Banov e assaggiare la sua cucina all’insegna della naturalezza e della freschezza.
La partenza è meno entusiasmante; all’aeroporto c’è oltre un’ora di fila per il controllo di sicurezza e di fronte alle nostre facce sbalordite ci dicono << d’estate è molto ma molto peggio>>. Mi chiedo se tutti gli sforzi dei produttori siciliani, di chi ha alberghi, ristoranti … e si prodiga per qualificare il turismo sull’isola non si meritino qualcosa di meglio da chi si occupa di infrastrutture pubbliche, perchè questo aeroporto spingerà i turisti a non tornare e la Sicilia non se lo merita.



                                                                       
Cinelli Colombini
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