Le bollicine di Pinot Noir battono Alzheimer

krug Champagne

Le bollicine di Pinot Noir battono Alzheimer

La scoperta del Professor Spencer fa saltare di gioia i produttori di Champagne perché le loro preziose bollicine mantengono giovane il cervello

Di Donatella Cinelli Colombini Montalcino Casato Prime Donne

krug Champagne

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300 fortunati volontari stanno bevendo un bicchiere di Champagne tre volte la settimana per vedere se le loro cellule celebrali si mantengono più vive dei 300 volontari meno fortunati, che invece non lo bevono. L’esperimento fatto con i ratti ha dato risultati spettacolari dopo sole sei settimane: i topi consumatori di Champagne manifestavano un aumento del 200 per cento delle proteine utili alla memoria. Il professor Jeremy Spencer dell’Università di Reading ha dunque pensato di replicare la prova sugli umani con una sperimentazione di 3 anni. Pare che le

Pinot Noir per lo Champagne

Pinot Noir per lo Champagne

sostanze con effetti benefici siano i polifenoli presente nel Pinot Noir e Pinot Meunier cioè nelle uve nere usate per le preziose bollicine francesi. L’invecchiamento cellulare che provoca la perdita della memoria inizia a 40 anni e continua fino agli ottanta. La così detta demenza senile dei vecchietti che dimenticano dove hanno messo le cose appena comperate oppure dove sono stati al mattino. Proprio questa smemoratezza apparirebbe curabile con lo Champagne e non si è mai vista cura più apprezzata anche perché Spencer ha detto di iniziarla più precocemente possibile. Che bellezza!Il Professor Spencer si occupa di “Plant Bioactives and Health” cioè di ciò che nelle

Champagne da Pinot Noir

Champagne da Pinot Noir

piante fa bene all’organismo. Il suo gruppo di ricerca è partito dall’esame degli effetti dei polifenoli su malati di Parkinson e Alzheimer per prevenire le neuroinfiammazioni che fanno perdere la memoria.
Resta da capire come mai i ricercatori inglesi abbiano poi scelto un vino ottenuto da uve rosse vinificate in bianco, come lo Champagne, e dunque sicuramente meno ricche di polifenoli rispetto a un vino rosso prodotto con una lunga macerazione a contatto con le bucce, come il Brunello. Abbiamo dunque la fondata speranza che gli effetti sulla memoria di Borgogna, Barolo, Brunello e simili siano ancora superiori a quelli dello Champagne. Nell’attesa di evidenze scientifiche, come consiglia il Professor Spencer, continuiamo a berne poco ma più volte ogni settimana.

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