Meglio uova di cioccolata o uova da vino?
Sono di gran moda: uova in cemento e in legno per i vini bianchi. Anche per i rossi c’è un ritorno al cemento ma in forme coniche e piramidali
Di Donatella Cinelli Colombini
La consacrazione è arrivata quando Château Cheval Blanc ha riempito la sua cantina di tini in cemento di forma sinuosa, realizzati su un disegno esclusivo dalla ditta italiana Nico Velo. Ora tutte le cantine del mondo vorrebbero avere tini di cemento e sperano di arrivare alla stessa qualità e soprattutto allo stesso prestigio del mitico 1er cru classè di Saint Emilion.
Anch’io sto comprando i primi tini in cemento per la sala da vinificazione del Casato Prime Donne a Montalcino e sento che i principali produttori della mia zona stanno facendo lo stesso. Si tratta della parte più fresca del territorio del Brunello, quella dove i vini si contraddistinguono per l’eleganza. Forse saranno proprio i tini in cemento l’ultimo tocco raffinato, un ritorno alle origini ai vini dei nonni e dei bisnonni.
Per i bianchi invece la gran moda è l’uovo. Pare che la forma favorisca il movimento del mosto durante la fermentazione e aiuti a produrre vini di particolare finezza. Le uova da vino sono una versione gigante delle anfore.
Leggendo un divertente articolo di Wine Searcher scopro che il primo uovo fu commissionato da Michel Chapoutier alla ditta Nomblot nel 2001. Pare anzi che ci sia stata una successiva vertenza sul copyright del progetto. Chapoutier è uno dei migliori produttori della valle del Rodano, che ha ottenuto più volte 100 punti da parte di Robert Parker. Dopo i successi del primo esemplare le uova sono apparse in tantissime cantine di tutto il mondo.





