Nelle vigne di Brunello con tante speranze
Nelle vigne c’è un’uva splendida anche se scarsetta, l’inizio della vendemmia è prevista verso il 25 settembre con una sola grande incognita: la grandine

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Di Donatella Cinelli Colombini
Un tempo che oscilla fra giornate caldissime, sopra i 35°C e temporali di violenza impressionate ha creato le condizioni per le grandinate, un’autentica minaccia per le vigne di Brunello. Un fenomeno che sembra non avere confini: dal Canada (Manitoba e Saskatchewan) arrivano immagini di palle di ghiaccio grandi come quelle da baseball, ma le foto delle grandinate in Italia sono altrettanto spaventose. A Benevento del 25 luglio, i chicchi hanno sfondato gli infissi e sono entrati nelle case mentre fuori formavano cumuli di mezzo metro. Il 19 luglio

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è toccato a Pisa che ha visto imbiancare Piazza dei Miracoli, il 13 luglio ad Arezzo, il 23 luglio nell’astigiano e il 26 nel Monferrato …. un bollettino meteorologico che sembra quello di guerra e terrorizza tutti. E’ l’effetto di un clima impazzito dove tutto è estremo, il caldo con temperature record, la pioggia tipo cascata, le trombe d’aria simili ai tornado e ovviamente la grandine.
Dopo aver fatto i debiti scongiuri torniamo nelle vigne di Brunello del Casato Prime Donne, per descrivere una situazione che sembra preludere a una delle migliori vendemmie.

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L’inverno è stato mite ma piovoso e questo ha idratato il terreno creando le riserve d’acqua per i mesi caldi ma ha anche anticipato il germoglio di circa 15 giorni. A aprile le giovani gemme facevano pensare a una vendemmia molto anticipata ma poi le temperature sono scese, soprattutto di notte, e le piogge frequenti hanno trasformato la primavera italiana in qualcosa di quasi britannico disturbando la fioritura. Circostanze che hanno avuto due effetti: la riduzione spontanea dei grappoli e il riallineamento del ciclo vegetativo delle viti sul calendario normale. Infatti l’invaiatura, cioè il cambio di colore dell’uva, è iniziata intorno al 20 luglio. Alla fine, niente diradamento dell’uva e vendemmia prevista alla fine di settembre come ormai è consuetudine.

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Da un punto di vista agronomico è stata un’annata senza grossi problemi. Nei nostri vigneti, che sono coltivati in modo biologico, quasi tutte le operazioni sulle viti sono fatte a mano: potatura, spollonatura, legatura … mentre la zappatura è meccanica. L’unico elemento di preoccupazione è la presenza della fillossera, un parassita che produce delle vescicole nelle foglie e, grazie alle radici americane di tutto il vigneto europeo (salvo rarissime eccezioni) non crea veri danni alle piante anche se non è bello da vedere. In Toscana, quest’anno, è particolarmente diffuso. Il ragnetto è stato ben contenuto dal predatore introdotto nei vigneti due anni fa e la tignoletta è stata neutralizzata dalla confusione sessuale. Al Casato Prime Donne abbiamo sperimentato i primi elementi della coltivazione biodinamica. Il percorso per portare le viti a difendersi da sole dai parassiti è lungo ma abbiamo fiducia … le viti sono piante intelligenti!






