Nuovo atto vandalico in cantina

Ottavia-Giorgi-di-Vistarino-colpita-dall'atto-vandalico

Nuovo atto vandalico in cantina

Dopo Soldera a Montalcino altro atto vandalico in Oltrepò nella cantina di Ottavia Giorgi di Vistarino. 5.300 ettolitri, danno da mezzo milione di Euro

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Ottavia-Giorgi-di-Vistarino-colpita-dall’atto-vandalico

Di Donatella Cinelli Colombini

Quarant’anni, un master in viticultura, mamma da pochi mesi e il sogno di riportare l’Oltrepò all’eccellenza nel vino. Il sogno di Ottavia Giorgi di Vistarino forse finisce con un atto vandalico simile a quello che ha distrutto il Brunello di Gianfranco Soldera. Qualcuno scavalca il muro di cinta della sua azienda Rocca dè Giorgi e apre i tini di Pinot nero, Riesling, Pinot grigio, Chardonnay, Moscato, Croatina, Barbera e Cabernet. Un danno enorme, non un’intimidazione di stampo mafioso ma piuttosto il desiderio di rovinare Ottavia e l’azienda nel presente e nel futuro. Oltre al danno economico c’è infatti quello commerciale che forse è ancora più devastante perché fa perdere all’azienda il suo posizionamento nel mercato a favore dei concorrenti. Un disastro che nella sua violenza distruttiva lascia sgomenti.

Rocca-dei-Giorgi-contevistarino-villa-autunno

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Potrebbe succedere anche a me, è il mio primo pensiero. Io ho parti delle tinaie all’esterno, dove ho sperimentato i lieviti indigeni selezionati. Andarci e far uscire tutto il vino sarebbe un gioco da ragazzi. Bisogna potenziare subito i sistemi d’allarme è il secondo pensiero …. ma si può vivere così? E poi perché?

Rocca-dei-Giorgi-Conti-Vistarino

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Luciano Ferraro – Divini – avanza l’ipotesi complottista. Ottavia Giorgi di Vistarino è uno dei personaggi di spicco dell’Oltrepò Pavese e forse ha dato fastidio in un’area dove non tutti puntano all’eccellenza qualitativa come lei. Poco lontano da Rocca de Giorgi 297 persone sono sotto inchiesta per aver spacciato per DOC o IGP vino che non lo era. Una truffa da 20 milioni di Euro. <<Registri manomessi, fatture false, mazzette di soldi in nero, persino l’ombra della mafia, perché uno degli indagati è già stato condannato in Puglia in un filone sul riciclaggio di denaro nelle cantine. Tutto questo c’è nei dintorni delle cisterne, sabotate, della contessa

Atto-vandalico-in-Oltrepò-contevistarino

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dell’Oltrepò>> racconta ancora Ferraro nel suo articolo dipingendo un quadro a tinte fosche. Mah! Io propendo per vendette private come l’ex dipendente di Gianfranco Soldera che voleva fare una ritorsione dopo essere stato licenziato. Una sproporzione fra causa e effetto che sbalordì il produttore montalcinese e che invece oggi, nell’epoca dell’Isis, degli amanti dell’acido, della violenza allo stadio …. diventa sempre più verosimile, anzi direi quotidiana.
Ma vediamo chi è Ottavia Giorgi di Vistarino incoraggiandola a non arrendersi e a continuare a lavorare per innalzare il prestigio della sua splendida azienda e del vino dell’Oltrepò Pavese. Legatissima al territorio, nelle sue vene scorre sangue di

Rocca-dei-Giorgi-Conti-Vistarino

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vignaioli innovatori: fra i suoi antenati c’è Augusto Carlo di Vistarino che importò in quelle colline i cloni francesi di Pinot Nero, nella seconda metà dell’Ottocento e produsse il primo brut italiano con il Metodo classico. Ancora oggi << L’Oltrepò è la prima zona italiana per estensione del Pinot Nero (2.800 ettari), usato anche per le bollicine. Ma non è decollata come le rivali>> aveva detto, lo scorso anno, Ottavia a Luciano Ferraro del Corriere della Sera- Divini, proclamando la sua volontà di riscossa con una strategia chiara <<fare squadra ….senza farsi le scarpe l’uno con l’altro… >> . Una dichiarazione che, letta ora, sembra quella dell’ingenua Biancaneve.
Ottavia invece è una giovane bella donna determinata, con un marito che alleva vacche chianine in Umbria. Finiti gli studi, con in tasca un master con il professor Attilio Scienza, nel 2002 inizia a lavorare nell’immensa tenuta di famiglia in provincia di Pavia; 826 ettari, 140 di Pinot Nero sui 200 vitati della tenuta, 500 ettari di boschi, con 30 cascine e una villa bellissima. Compra una pressa con i primi risparmi e potenzia la cantina puntando a imbottigliare la maggior parte del vino delle sue uve che precedentemente venivano vendute ad altri. Ottavia crea una gamma di 20 etichette fra cui il Pernice, un Pinot nero elogiato da Luigi Veronelli negli anni Sessanta e premiato dai 3 bicchieri del Gambero Rosso quest’anno.
Forza Ottavia, sei brava, non ti arrendere!

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