Madame Lavigne e i luoghi comuni sull’enologia francese
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Valerie Lavigne, l’enologa dell’Università di Bordeaux che segue i nostri vini, sembra voler sfatare tutti i luoghi comuni legati agli esperti di vino d’oltralpe. Barriques, Merlot, Cabernet e poca attenzione per l’ambiente? Macché
Moltissimi pensano che gli enologi francesi usino solo barriques e invece Valerie Lavigne le ha letteralmente espulse dalle cantine del Casato Prime Donne e della Fattoria del Colle. Ne restano solo alcune per fare gli esperimenti ma tutte le altre sono nei giardini a scopo decorativo oppure in una rimessa in attesa che il falegname le trasformi in mobili. Valerie Lavigne preferisce le botti piccole e medie per il Brunello.
Secondo luogo comune: agli enologi francesi piacciono Merlot, Cabernet, Chardonnay …. i vitigni principali della loro terra. Niente affatto! Valerie Lavigne adora i vitigni autoctoni italiani e vuole usarli in purezza e in blend per produrre vini in grado di scalare le classifiche mondiali. Sangiovese, Foglia Tonda, Canaiolo nero, Sagrantino …. Per lei il carattere di un territorio nasce dal terroir e dai vitigni storici. Da questi bisogna partire per
raggiungere l’eccellenza qualitativa e soprattutto per dare emozioni durante la degustazione.
Infine un altro luogo comune: da noi c’è attenzione per l’ambiente e in Francia meno. Sarà anche vero ma Valerie Lavigne ci ha chiesto di evitare del tutto l’uso del diserbo nei vigneti.
Il diserbo fa male all’ambiente, impoverisce i terreni e, non meno importante, contrasta con la produzione di uva di alta qualità.
Vi stupisce Madame Lavigne? Se venite nel nostro agriturismo in Toscana oppure a fare una visita in cantina, vi proporremo una degustazione di Brunello e della doc Orcia Cenerentola …. vini in cui c’è il suo tocco magistrale, rimarrete sbalorditi. Sono vini armoniosi, raffinati e con personalità da vendere.








