Promesse d’amore per San Valentino
Tanti, tanti anni fa, nella Toscana meridionale, gli sposi si promettevano amore eterno davanti all’albero d’oro di Lucignano, uno spettacolare reliquiario di due metri e sessanta realizzato fra il 1350 e il 1471.
Oggi sono i fidanzati che, il giorno di San Valentino, vanno nel Palazzo Pubblico di Lucignano per scambiarsi baci e promesse davanti al grande albero dell’amore. Il reliquiario domina la sala delle udienze dell’antico tribunale medioevale dove ci sono gli affreschi degli uomini illustri: da Salomone a Aristotele. E’ in argento dorato e rame; poggia su un tempietto gotico da cui l’albero si allarga con dodici rami sormontati dal Crocifisso e arricchiti da coralli, smalti e cristalli di rocca. Le reliquie sono contenute in piccole teche a forma di foglie. L’albero è il reliquiario più grande esistente al mondo e forse persino il più spettacolare.
Tanti, tanti anni fa, io mi sono laureata in Storia dell’Arte medioevale con una tesi sull’oreficeria senese del Quattrocento e mi sono occupata di Gabriello d’Antonio, l’orafo che completò l’albero d’oro di Lucignano. Al di là della sua importanza religiosa e artistica quell’enorme oggetto mi ha sempre incuriosito perché ha in sé qualcosa di misterioso e di affascinante.
Nel 2004, l’albero fu esposto nella sala del Mappamondo, la più bella del Comune di Siena. Il mio ufficio di Assessore al turismo era al piano di sopra e ogni tanto scendevo a vedere il misterioso reliquiario, ma all’inizio di febbraio vennero a riprenderselo << per San Valentino l’albero deve tornare a Lucignano perché serve ai fidanzati. Se uno dei due tradisce, dopo la promessa davanti all’albero diventa fedele>>. Non so se sia vero ma conviene provarlo.
Donatella Cinelli Colombini






