IL VINO PER STARE INSIEME – WINE SHOULD BE FUN

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IL VINO PER STARE INSIEME – WINE SHOULD BE FUN

IN USA CRESCE IL CONSUMO DI VINO DA PARTE DEI MILLENNIALS MA SOLO IN MODO SALTUARIO. IL VINO ESCE DALL’ABITUDINE E DIVENTA RITO  SOCIALE

Food court nuova ristorazione Bangkok, Thailand

Food court nuova ristorazione Bangkok, Thailand

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

Il mercato USA e i Millennials sono la gioia e la delizia delle cantine italiane. Gli Stati Uniti sono la maggior parte dell’export del vino italiano ma dazi e cambio sfavorevole lo minacciano fortemente.
I giovani sono i principali accusati del calo dei consumi.
In questo quadro l’indagine “US Landscapes 2020-25 Report”  di Wine Intelligence rivela le tendenze dei 241 milioni di  cittadini statunitense con oltre 21 anni di età cioè con età legale per bere alcol. Quelli che bevono vino almeno una volta l’anno sono cresciuti dal 2011 al 2019 passando da 108 a 118 milioni. Invece quelli che bevono vino almeno una volta al mese sono diminuiti da 81 a 77 milioni.
Il calo dei consumi abituali riguarda chi ha da 21 a 34 anni cioè i Millennials che in USA sono 29 milioni. Le scelte di consumo sono sempre più influenzate dalla salute e dalla presenza di un maggior numero di opzioni diverse.

FOOD COURT E LA GENZ

Ulteriori informazioni riguardano la GenZ e le così dette Food court cioè i nuovi luoghi di consumo e di incontro: dai centri commerciali alle stazioni, dagli aeroporti ai mercati, dai nuovi centri residenziali ai porti turistici.

Le Food court sono nuovi luoghi progettati come aree tematiche per offrire varie opzioni di scelta: pizzeria, street food, ristorante gourmet, Sushi/Poke e cucina vegana e/o vegetariana.… con arredo accattivante, musica, contiguità a zone di shopping e di intrattenimento.
L’analisi di questa nuova proposta, che ridisegna uno stile di vita giovane e una nuova frequentazione dei ristoranti, viene analizzata nel “Food Service Forum”.  Il Forum , nel 2025 è giunto alla 9° edizione e si è svolto a Milano con il tema “Ristorazione, reazione a catena” e racconta un settore del fuori casa che in Italia vale il 10% del mercato.

Lo scenario è quello della ristorazione italiana nel suo insieme. Essa, ad ottobre 2025, era cresciuta dello 0,5% ma nel 63% dei casi denunciava una tendenza negativa della propria performance economica.

LE NUOVE AREE DELLA RISTORAZIONE E I GIOVANI CONSUMATORI

Mentre la ristorazione tradizionale è in affanno, le nuove aree della ristorazione mostrano un enorme dinamismo: l’83% delle imprese ha investito nelle food court negli ultimi 3 anni e il 38% prevede nuove aperture nei prossimi 2 anni.

Nei centri commerciali la ristorazione è la terza merceologia per fatturato complessivo dietro a abbigliamento ed elettronica. Oltre 1,1 miliardi di Euro di business annuo.
La Gen Z percepisce le food court meglio di chi è più vecchio. Piace come “luogo di incontro” (51%), piace soprattutto per la varietà dell’offerta e la rapidità del servizio che tuttavia fanno presa su tutte le generazioni più adulte. La cucina tradizionale è la preferita ma tra i giovani spicca il desiderio di Sushi/Poke e cucina vegana e/o vegetariana.
Rimane da vedere quanto spazio abbia il vino in questi nuovi contesti ma apparentemente non è molto.



                                                                       
Cinelli Colombini
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