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Il Brunello è il vino più conosciuto in Italia

Premi, paesaggio, storia, grandi eventi, comunicazione, trecento produttori molto competitivi e una straordinaria capacità di innovare rimanendo se stessi

 

Brunello-grande-successo-di-notorietà-e-commerciale

Brunello-grande-successo-di-notorietà-e-commerciale

di Donatella Cinelli Colombini

Secondo il report annuale di Wine Intelligence, il Brunello è conosciuto da due italiani su tre anche se la sua superficie vitata è pari soltanto allo 0,3% del vigneto Italia. Quindi è una celebrity del vino anche se ha la dimensione di un topolino.

 

2 CONSUMATORI SU 3 CONOSCONO IL BRUNELLO

L’indagine ha indagato le abitudini dei consumatori italiani ed ha messo il Brunello in cima alla classifica dei famosi (66%) superando il Chianti, Prosecco e Chianti Classico tutti con il 63% delle scelte. Il consumo del Brunello è preceduto dalla sua fama e questo, a mio avviso, crea un’attitudine favorevole da cui scaturisce un consenso plebiscitario: degustarlo piace nel 95% dei casi e ispira un comportamento solenne e quasi rituale (94%). Piace sia alle donne che agli uomini e intercetta soprattutto wine lover alto spendenti fra i 55 e i 64 anni. La cosa davvero entusiasmante è che l’indice di conversione, dal desiderio all’acquisto, è cresciuto rispetto allo scorso anno e tocca il 20%.

 

Brunello lovers USA: i giovani della Generation Treaters

I territori più conosciuti e amati dagli appassionati di vino d’oltreoceano sono Napa Valley 68% e la Toscana 58% che battono Champagne e Bordeaux

 

Brunello-degustazione-a-New-York

Brunello-degustazione-a-New-York

di Donatella Cinelli Colobini

Il binomio territorio di produzione – vino è sempre più forte nella mente del consumatore che percepisce la bottiglia quasi come un biglietto di invito nelle cantine e nei vigneti dove nasce. Anzi, da quando molte retro-etichette portano un QrCode che collega il telefonino a descrizioni e immagini, l’assaggio diventa parte di un’esperienza più complessa e coinvolgente creando familiarità con i luoghi e affezione.

 

VINO E TERRTORIO BINOMIO VINCENTE PER CALIFORNIA E TOSCANA

Ovviamente non sono solo le bottiglie a far conoscere i territori del vino.

Brunello-degustazione-a-Huston

Brunello-degustazione-a-Huston

La Toscana brilla di luce propria, con le sue città d’arte, l’enorme quantità di capolavori famosissimi, la sua campagna armoniosamente intatta con ville per wine weddings, la sua cucina saporita e salutare ….. Ma anche la California con le coste e il surf, i parchi, la valle della morte, Hollywood, Disneyland …. È una destinazione turistica di prima grandezza.
In entrambi questi territori le altre attrattive fanno da cornice alla produzione di grandi vini ed è forse questo binomio insieme al carattere più friendly delle proposte, che fanno preferire Napa Valley (68%), la Toscana (58%) a rivali formidabili ma più paludate come lo Champagne (51%), Bordeaux (50%), la Borgogna (51%). Sesta e in grande ascesa la Sicilia (41%).
Questo è il risultato dell’indagine commissionata dal Consorzio del Brunello a Wine Intelligence e riguarda la percezione dei consumatori USA rispetto alle regioni del vino di tutto il mondo.

 

GREEN, ETICA SOCIALE E TURISMO DEL VINO 8

Gli enoturisti sono sempre più attratti dal “buono pulito e giusto” che Carlo Petrini descrisse nel 2005 rovesciando gli stereotipi su cibo e agricoltura

 

Premio-Enea-Federesco-per-l'efficientamento-energetico-Donne del-Vino-Firenze-2021

Premio-Enea-Federesco-per-l’efficientamento-energetico-Donne del-Vino-Firenze-2021

Di Donatella Cinelli Colombini

La richiesta di una campagna preservata e rispettata, in cui trascorrere il tempo libero, è talmente forte che le cantine turistiche sono spinte ad accelerare la transizione ecologica affiancandosi a quella fascia di imprese in cui l’aspirazione alla sostenibilità esprime il modo di essere vignaioli. Mi riferisco specificamente alle imprenditrici descritte nell’articolo di Marta Galli pubblicato in “Sustainability” e intitolato “Addressing Tensions and Paradoxes in Sustainable Wine Industry: The Case of the Association “Le Donne Del Vino”” che descrive il sincero e diffuso sentimento ambientalista dell’enologia femminile.

 

DAL VETRO LEGGERO AL BIO – LE SCELTE SOSTENIBILI DELLE CANTINE

L’ampiezza della svolta sostenibile del vino riguarda la coltivazione BIO – biodinamica delle vigne ma non solo. L’attenzione si concentra sul nuovo packaging e soprattutto le bottiglie di vetro leggero che Wine Intelligence mette al primo posto fra le 5 tendenze 2022 del vino. Alcune etichette hanno attualmente bottiglie che pesano un chilo ma anche un normale vetro da 500 gr rappresenta il 29% dell’impronta carbonica del vino. Ecco che ridurre il peso delle bottiglie fa scendere di un grammo di CO2 per ogni grammo di vetro. Per questo il rinnovamento del packaging è fondamentale nel rispetto ambientale delle cantine.

Sempre più vino nei calici delle donne

Storico sorpasso in Italia: i bevitori abituali di vino sono al 55% donne. Indagine Wine Intelligence per UIV presentata a Vinitaly special edition

 

Consumatori-di-vino-USA-ricchi-e-non-giovani

Consumatori-di-vino-USA-ricchi-e-non-giovani

di Donatella Cinelli Colombini

Il 55% dei consumatori di vino italiani sono donne. L’indagine di Wine Intelligence per Unione Italiana Vini è stata presentata a Verona da Pierpaolo Penco durante Vinitaly Special Edition.  Il dato è arrivato inaspettato perchè il mercato italiano era considerato da sempre una roccaforte maschile ma conferma una tendenza mondiale.

Chi beve vino in USA è laureato, guadagna bene, è donna e ha oltre 34 anni. I giovani USA e cinesi trovano i vino difficile e preferiscono cocktail e superalcolici.
La birra è la bevanda alcolica preferita in USA ma i laureati e chi guadagna molto scelgono il vino.

Gallup fotografa i consumatori statunitensi che negli ultimi 25 anni sono decisamente cambiati: nel 1996 il 47% preferiva bere bionde spumeggianti e il 27% in vino, verso il 2011 le percentuali erano quasi appaiate ma ora la forbice si è allargata di nuovo: 39% per la birra e 31% per il nettare di bacco.

 

I CONSUMATORI USA BEVONO MENO DI PRIMA

Gli americani bevono meno del passato. Ogni settimana consumano in media 3,6 “drink”,  valore più basso dal 2003.

molte-donne-fra-i-consumatori-di-vino-USA

molte-donne-fra-i-consumatori-di-vino-USA

Guardando dentro il segmento dei consumatori di vino troviamo un grande cambiamento: le donne. Fra chi dichiara di preferire i calici rossi e bianchi  troviamo il 49% del gentil sesso (49%) mentre fra i supporter della birra il 53% è maschio.

Complessivamente, sono bevitrici il 57% delle donne e il 63% degli uomini.

 

GLI UOMINI USA PREFRSICONO LA BIRRA E LE DONNE IL VINO

Il vino è preferito dai laureati (41%) e da chi guadagna bene. Anzi via via che la fascia di reddito sale la predilezione per il vino cresce fino al 38% di preferenza di chi mette in tasca oltre 100.000$ all’anno.

Il vino è scelto soprattutto da chi ha oltre 55 anni (42%) mentre le percentuali scendono (28%) nella fascia intermedia e quasi crollano (22%) fra chi ha fra 18 e 34 anni. Una circostanza che fa temere il peggio per i consumi futuri.

 

 

Chi compra il vino di lusso?

Giovane, cinese e sia maschio che donna. Contano l’età, l’annata, il brand e la sostenibilità del vino. Ecco l’identikit di chi compra bottiglie di lusso

 

di Donatella Cinelli Colombini

Vino-di-lusso-sommelier-cinesi

Vino-di-lusso-sommelier-cinesi

Conferme ma anche sorprese. L’indagine pubblicata da Areni Global e ripresa da WineSearcher riguarda gli acquirenti di vini con prezzo superiore a 75 Dollari e quindi non solo le bottiglie ultralusso.

 

CHI COMPRA IL VINO DI LUSSO E’ GIOVANE

Tutti si aspettavano compratori vecchi, invece in Stati Uniti e UK sono giovani con molti sotto i 30 anni. Gli uomini prevalgono al 75% in USA e Regno Unito, dove sono circa il 75% ma in Cina e a Hong Kong le donne sono la metà.
A quali nazioni interessa l’età del vino? Ci si aspetterebbe l’Inghilterra e invece, fra i sudditi di Sua Maestà, la percentuale si ferma al 35% mentre in Cina sale al 57% e in Usa al 47%.

 

LA COMPLESSITA’ E L’ORIGINE LOCALE PIACCIONO AGLI INGLESI

Vini-di-lusso-Cina-consumatrici-donne

Vini-di-lusso-Cina-consumatrici-donne

I wine lovers britannici sono quelli che apprezzano di più la “complessità” del gusto del vino. Anche la “tipicità regionale” è importante in UK mentre a cinesi e statunitensi, come nel caso precedente, non interessa affatto.
I più sensibili alla rarità del vino sono a Hong Kong. Gli altri cinesi, quelli del gigante asiatico guardano soprattutto l’importanza della regione viticola e del brand.

 

I CINESI SONO I MAGGIORI COMPRATORI DI VINO DI LUSSO

Sul luogo in cui si trovano i compratori delle bottiglie con prezzo superiore ai 75$ Areni ha lavorato con Wine Intelligence per l’elaborazione dei dati.
Il risultato indica con chiarezza la Cina dove un terzo dei consumatori di vino, cioè 35,2 milioni di persone, bevono frequentemente vini costosi. Sei volte di più che negli USA dove solo il 7% dei consumatori. La percentuale è più alta in UK ma la popolazione è decisamente inferiore e quindi il mercato risulta meno interessante per chi produce grandi vini.

 

Nel vino le donne campionesse si sostenibilità

Una botte verde simbolo della Festa delle Donne de Vino nella prima quindicina di marzo. Premi Enea Federesco e Amorim alla sostenibilità ambientale e etica.Oggi si parla di donne vino e ambiente

Donne vino e ambiente Valerio Marini

Valerio-Marini-Festa-delle-Donne del-vino -2020

di Donatella Cinelli Colombini

Donne vino e ambiente” il tema dell’anno 2020 è particolarmente sentito dall’universo femminile del vino: sia dalle produttrici che nel sondaggio del 2017 all’interno dell’associazione registrava una percentuale del 27,4% di imprese In conversione-Bio-Biodinamiche mentre quell’anno la media nazionale era l’11,8% che fra le consumatrici.

Un’indagine di Wine Intelligence del 2019 ha rivelato che il 53% delle bevitrici statunitensi preferisce le cantine che si impegnano nella sostenibilità ambientale e sociale.
In altre parole le donne pongono un’attenzione particolare all’etica come chiave per la sostenibilità e lo sviluppo. Un percorso a volte difficile e sempre faticoso rispetto a quello dei furbetti, ma sicuramente destinato a costruire il futuro possibile di figli e nipoti.

FESTA DELLE DONNE DEL VINO I° -18 MARZO

Il 2020 è l’anno dell’ambiente per le Donne del Vino. Tanti progetti il primo costruito come un evento diffuso dal I° al 14 marzo in cantine,

Sélections Mondiales des Vins Canada

Sélections-Mondiales-des-Vins-Canada-e-Donne-del-Vino

ristoranti, enoteche, agenzie … dove operano le socie. La “Festa delle Donne del Vino” celebra la festa della donna in versione enoica con una botte verde simbolo di sostenibilità.  Sulla botte sono scritti messaggi, massime e le azioni  che ogni azienda ha fatto per difendere il pianeta.  Alla fine le immagini con le Donne del Vino accanto alla loro “botte ambientalista” dovranno riempiranno la rete internet e rimarranno come una testimonianza del loro impegno.

VINO FUTURO: FRA OPPORTUNITA’ E MINACCE

Il vino futuro è minacciato da calo dei consumi e tasse mentre le opportunità sono mercati emergenti, vendita on line e enoturismo ma occhio al packaging

Fabio Piccoli lavini Furlan Nicola D'Auria Donatella Cinelli Colombini

Fabio Piccoli lavini Furlan Nicola D’Auria Donatella Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini

Riprendo un bellissimo articolo di Fabio Piccoli a conclusione della sua partecipazione al “Global Wine Industry Outlook 2025” di Wine Intelligence. La super agenzia inglese di analisi sul vino, ha chiamato 300 professionisti di tutta la filiera produttiva (produttori, esperti di marketing, importatori, distributori tradizionali e online, operatori della GDO e dell’HORECA, associazioni del trade e rappresentanti istituzionali), provenienti da 52 Paesi del mondo per tracciare la roadmap dell’enologia nei prossimi cinque anni. Gli esiti sono solo in parte prevedibili perché, come in ogni grande forum che si rispetti, la conferma dei dati noti si associa a qualcosa di nuovo e a una nuova interpretazione delle informazioni vecchie.

CHI NON SI DISTINGUE SI ESTINGUE, NEL FUTURO DEL VINO CRESCE LA NECESSITA’ DI COMUNICARE

Sia Wine Intelligence che Fabio Piccoli di WineMeridian sottolineano l’importanza del contributo di un marketing manager australiano che sintetizza in parole semplici un nuovo

Global-Trade-Report-2019

Global-Trade-Report-2019

orizzonte molto complicato <<Vi sono sempre più persone coinvolte nel vino, non si tratta però più di lealtà verso un determinato marchio; invece, c’è la tendenza a provare molti stili diversi. Ciò rende difficile per le cantine distinguersi, data l’impressionante quantità di varietà che i consumatori possono scegliere>>. Come è ormai ben noto, vino e cibo hanno sostituito l’abbigliamento come strumenti usati dal consumatore per rappresentare se stesso e comunicarlo alla propria community. La scelta di una determinata bottiglia dipende dunque dai valori che porta dentro: lusso, attenzione agli abbinamenti, capacità di rappresentare determinate culture, rispetto ambientale, scelte etiche in favore delle persone, del territorio, degli animali … Di fronte a clienti sempre meno fidelizzati e più sperimentalisti, diventa ancora più indispensabile far percepire le scelte del produttore, quelle che distinguono le sue bottiglie nell’immensa offerta internazionale e le fanno preferire dai consumatori che condividono gli stessi valori.
Il commento di Fabio Piccoli è lapidario e pienamente condivisibile<< le imprese sono e saranno sempre più obbligate ad individuare strumenti per distinguersi>>.

LE MINACCE AL FUTURO DEL VINO

Ovviamente questa è la punta dell’iceberg costituito dalle minacce future. La parte più voluminosa è ben nota:
– calo dei consumi (con il 59%), allo stato attuale il vino rappresenta il 15% di tutte le bevande alcoliche
– tasse che con le recenti esternazioni di Trump e la scelta della Brexit dura sono sempre più probabili e prossime (53%).
– Fanno paura le bevande alcoliche concorrenti il vino (44%) come la grande moda delle birre artigianali;
– aumento di regole nella vendita di bevande alcoliche (44%);

Tendenze del vino nel 2016

Una nuova generazione diventa protagonista dei consumi: i millennials e le tendenze del vino 2016 rispecchiano il suo carattere multietnico e ambientalista

tendenze vino 2016 e i millennials wine lovers

tendenze vino 2016 e i millennials wine lovers

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Secondo il report di Wine intelligence le parole chiave 2016 sono: fidelizzazione, fiducia, piccolo, adesso, trasparenza, fusion, interazione, personalizzazione, benessere.
MILLENNIALS Determinanti nelle tendenza del vino 2016. Le loro preferenze vanno ai vini che raccontano una storia vera (e si accorgono subito di quelle false) e rispettano l’ambiente. Piace l’autenticità e la manualità. Ma anche il vino come scoperta e come esperienza di luoghi e civiltà diverse, quindi meno attaccamento alla marca e più esplorazione. I giovani vogliono interagire, capire, condividere.

Sempre più su vigneti castello lebenberg

Sempre più su vigneti castello lebenberg

SEMPRE PIU’SU Vigneti ad alta quota per combattere il caldo. C’è chi ha piantato viti oltre i mille metri in Argentina e a 2.000 metri in Cile
PROSECCO La bolla si sta sgonfiando. In Gran Bretagna il 36% dei bevitori abituali consuma Prosecco. La domanda ha superato l’offerta ma c’è una nuova richiesta di qualità e la ricerca di alternative … specialmente nel cava spagnolo.

Il vino ha più successo con un nome facile

Sapevamo che i consumatori preferiscono comprare vini con nomi facili da pronunciare ma la nuova scoperta è che si aspettano anche una maggiore qualità

 

Wine intelligence sperimentazione suil nome del vino

Wine intelligence sperimentazione sul nome del vino

Di Donatella Cinelli Colombini

Provate a dire Agiorghitiko oppure Kékfrankos, come fate a chiedere al Sommelier un vino senza neanche sapere come si legge? Anche se ci riuscite, quanti giorni vi ricorderete una parola così difficile? Ecco perché Malbec, Pinot, Merlot hanno più successo.
Le denominazioni o i vini con nomi facili da pronunciare almeno agli anglofoni, sono avvantaggiati ed hanno oltre il doppio delle probabilità di essere acquistati rispetto a quelli con nomi complicati. In pratica questi ultimi perdono una enorme fetta di compratori potenziali ancora prima di cominciare.

 

UNA VERA NOVITA’ SUL SUCCESSO DEL VINO

Cenerentola2012OrciaDoc

Cenerentola 2012 Orcia Doc

Ma la vera novità è la correlazione psicologica fra la semplicità del nome del vino e la qualità attesa. In pratica tanto più un nome è facile da pronunciare e familiare tanto maggiore è l’aspettativa e ovviamente la propensione ad acquistarlo. La scoperta è stata pubblicata recentemente da Wine Intelligence che ha condotto una sperimentazione su 900 consumatori di diversi stati USA. Per effettuarla sono state usate bottiglie con nomi di fantasia: Jiofrax, Miresa, Vallume e Kiranic.

Il messaggio dei colori nelle etichette del vino

Rosso, viola, blu, giallo, nero, verde e grigio ecco i colori delle etichette del vino che fanno preferire, vendere e persino alzare il prezzo delle bottiglie in USA.

 

Bottle-colours Wine Intelligence

Bottle-colours Wine Intelligence

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne 

 

I colori hanno un ruolo fondamentale nel packaging del vino e qualche volta persino del suo successo commerciale. Non dimentichiamo che il 92,6% degli acquisti sono influenzati da fattori visivi. I colori giocano un ruolo decisivo in queste decisioni, provocano sensazioni diverse nel consumatore – eleganza, esclusivi­­­tà, artigianalità … – e quindi vanno scelti in base al produttore e al vino cercando di rappresentare, nel modo più fedele, il contenuto della bottiglia. Solo così avremo un cliente appagato che trova nel bicchiere ciò che gli occhi gli hanno promesso.

Brunello 2010 Donatella Cinelli Colombini

Brunello 2010 Donatella Cinelli Colombini

I colori hanno significati diversi in ogni cultura ma almeno quelli comuni alle civiltà occidentale vanno conosciuti e utilizzati. Infatti comunicano anche quando sono messi in etichetta del tutto inconsapevolmente e dunque tanto vale sapere quale significato hanno.

 

I consumi futuri fra esclusività, naturalezza e tecnologia

Wine Intelligence ha presentato le Global Consumer Trends & Category rispecchiano un mondo frenetico che oscilla fra localismo ed etica, benessere e esclusività

Mandarin Hotel propone selfie tour a Parigi

Mandarin Hotel propone selfie tour a Parigi

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

9 tendenze sicuramente in forte crescita nel mondo rispecchiano uno stile di vita in rapida evoluzione dove la tecnologia gioca un ruolo sempre più grande.
Istant – immediatezza gli esempi vanno dal vino contenuto in bicchieri di plastica tipo vasetto da yogurt all’app degli Starbucks per ordinare il caffè e pagarlo dal telefonino.
Active – coinvolgimento. Ricordate il secchio di acqua gelata Ice Bucket Challenge?

Coca-Cola personalizzata

Coca-Cola personalizzata

Fra le buone pratiche di coinvolgimenti quelle della cantina inglese Chapel Down che offre ai consumatori la possibilità di avere una vite oppure creare un vino. Più attraente la proposta dei francesi di Mon Potager che offrono la possibilità di avere un orto a distanza decidendo quali verdure piantare, come coltivarle per poi riceverle a casa quando sono pronte per essere mangiate
Sensory – multisensorialità si va dalla scossa elettrica che permette ai futuri padri di sentire i dolori del parto della compagna, all’apparecchio che trasmette suoni e odori. Molto meglio il “sonic wine bar” della Nuova Zelanda che abbina musiche e degustazioni.

I Millennials UK come quelli USA bevono solo buon vino

Carpe vinum fotografa il giovane consumatore inglese attratto più dalla storia delle bottiglie che dagli sconti e incuriosito dal  nuovo come i coetanei USA 

Violante e Donatella da Harrods

Violante e Donatella da Harrods

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Il Regno Unito è il << principale Paese di importazione al mondo in termini di volumi (760 milioni di litri nel 2013) e il secondo, dopo gli Usa, in termini di valore (circa 3,5 miliardi di dollari nel 2013) >> scrive Fabio Piccoli nel blog “Wine Meridien”. Si tratta dunque di un mercato enorme che compra per se ma anche per rivendere, soprattutto in Asia. La London Wine Fair rispecchia questo orientamento al trade e quest’anno ha presentato con un’indagine sul più giovane segmento dei consumatori, quello sotto i 35 anni – la così detta generazione Y o millennials – scoprendoli infedeli, curiosi e propensi a spendere. L’analisi è stata realizzata da “Wine Intelligence” su un campione di 4.000 utenti e si intitola “Carpe vinum”.
Il 56% dei sudditi di Sua Maestà consuma vino almeno una volta al mese ma con delle differenze nette fra le persone sopra e sotto i 35 anni. Gli adulti si orientano su bottiglie fra le 5 e le 6 Sterline mentre i più giovani arrivano a 8 “prezzo scaffale”. E’ una differenza sostanziale e sostanziosa visto che, nota sempre Fabio Piccoli, in UK il valore medio del vino importato dall’Italia, nel 2013 << è stato di 2,05 Euro/litro, il prezzo più basso per i nostri vini tra i primi 15 mercati mondiali>>.