VINO FUTURO: FRA OPPORTUNITA’ E MINACCE

Fabio Piccoli lavini Furlan Nicola D'Auria Donatella Cinelli Colombini

VINO FUTURO: FRA OPPORTUNITA’ E MINACCE

Il vino futuro è minacciato da calo dei consumi e tasse mentre le opportunità sono mercati emergenti, vendita on line e enoturismo ma occhio al packaging

Fabio Piccoli lavini Furlan Nicola D'Auria Donatella Cinelli Colombini

Fabio Piccoli lavini Furlan Nicola D’Auria Donatella Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini

Riprendo un bellissimo articolo di Fabio Piccoli a conclusione della sua partecipazione al “Global Wine Industry Outlook 2025” di Wine Intelligence. La super agenzia inglese di analisi sul vino, ha chiamato 300 professionisti di tutta la filiera produttiva (produttori, esperti di marketing, importatori, distributori tradizionali e online, operatori della GDO e dell’HORECA, associazioni del trade e rappresentanti istituzionali), provenienti da 52 Paesi del mondo per tracciare la roadmap dell’enologia nei prossimi cinque anni. Gli esiti sono solo in parte prevedibili perché, come in ogni grande forum che si rispetti, la conferma dei dati noti si associa a qualcosa di nuovo e a una nuova interpretazione delle informazioni vecchie.

CHI NON SI DISTINGUE SI ESTINGUE, NEL FUTURO DEL VINO CRESCE LA NECESSITA’ DI COMUNICARE

Sia Wine Intelligence che Fabio Piccoli di WineMeridian sottolineano l’importanza del contributo di un marketing manager australiano che sintetizza in parole semplici un nuovo

Global-Trade-Report-2019

Global-Trade-Report-2019

orizzonte molto complicato <<Vi sono sempre più persone coinvolte nel vino, non si tratta però più di lealtà verso un determinato marchio; invece, c’è la tendenza a provare molti stili diversi. Ciò rende difficile per le cantine distinguersi, data l’impressionante quantità di varietà che i consumatori possono scegliere>>. Come è ormai ben noto, vino e cibo hanno sostituito l’abbigliamento come strumenti usati dal consumatore per rappresentare se stesso e comunicarlo alla propria community. La scelta di una determinata bottiglia dipende dunque dai valori che porta dentro: lusso, attenzione agli abbinamenti, capacità di rappresentare determinate culture, rispetto ambientale, scelte etiche in favore delle persone, del territorio, degli animali … Di fronte a clienti sempre meno fidelizzati e più sperimentalisti, diventa ancora più indispensabile far percepire le scelte del produttore, quelle che distinguono le sue bottiglie nell’immensa offerta internazionale e le fanno preferire dai consumatori che condividono gli stessi valori.
Il commento di Fabio Piccoli è lapidario e pienamente condivisibile<< le imprese sono e saranno sempre più obbligate ad individuare strumenti per distinguersi>>.

LE MINACCE AL FUTURO DEL VINO

Ovviamente questa è la punta dell’iceberg costituito dalle minacce future. La parte più voluminosa è ben nota:
– calo dei consumi (con il 59%), allo stato attuale il vino rappresenta il 15% di tutte le bevande alcoliche
– tasse che con le recenti esternazioni di Trump e la scelta della Brexit dura sono sempre più probabili e prossime (53%).
– Fanno paura le bevande alcoliche concorrenti il vino (44%) come la grande moda delle birre artigianali;
– aumento di regole nella vendita di bevande alcoliche (44%);
– aumento dei costi di produzione (42%);
– carenze idriche (40%) a cui si aggiunge il global warming che invece accresce gli stress idrici. La scarsa attenzione al cambiamento del clima, con la maggiore incidenza di eventi estremi che si è portata dietro, dipende dall’esiguo numero di produttori presenti al forum i cui esiti sono quindi più focalizzati sul mercato e meno sulla produzione, come ha giustamente notato Piccoli.
-millennials che diventano meno coinvolti nel vino (40%);
– dispute nel trade internazionale (34%);
– aumento dell’obbligo dei “warning” nell’etichettatura del vino (31%) come la famosa etichetta a punti per le calorie;
– aumento concorrenza altre bevande non alcoliche con la diffusione dei succhi addizionati con cannabis di effetto euforizzante (26%);
– invecchiamento della popolazione (25%);
– riduzioni dei margini dei distributori, retailers (22%).

IL PACKAGING DEL VINO IN PRIMA FILA NELLE SFIDE DA AFFRONTARE

Tra le sfide future indicate dal Global Wine Industry Outlook 2025 forum il packaging del vino è in pole position. In effetti il vino ha forse il packaging più vecchio e scomodo fra tutti i prodotti alimentari in commercio e per migliorare la sua comunicazione e il mercato dovrà lavorarci seriamente.

LE OPPORTUNUTA’ NEL FUTURO DEL VINO

La lista delle opportunità inizia con l’aumento del numero di consumatori di vino sui mercati emergenti (64%) e la vendite online (64%);
enoturismo (60%) e vendita diretta delle cantine (33%);
nuova comunicazione (55%);
mercati emergenti come l’Africa e alcune zone dell’Asia (55%);
millennials wine lovers (44%);
nuovi packaging (42%);
consumi nel canale horeca (31%);
miglioramenti nelle cantine (22%) e nelle vigne (21%)
accordi commerciali internazionali (21%)

COMUNICAZIONE CROCE E DELIZIA DEL FUTURO DEL VINO

La presenza delle stesse voci fra le minacce e nella lista delle opportunità ci ricorda che <<ogni moneta ha il suo rovescio>> cioè che ogni insidia contiene anche dei lati positivi.
Per capire di più vi invito a aprire Wine Meridian dove Fabio Piccoli ha sviscerato l’argomento in numerosi post evidenziando come la comunicazione, unanimamente riconosciuta come un must del futuro è invece poco praticata dalle cantine italiane.

wine-destination

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