ADDIO AD ARNALDO CAPRAI
DOPO MARIA GRAZIA LUNGAROTTI L’UMBRIA PERDE UN’ALTRA FIGURA GIGANTE: ARNALDO CAPRAI CHE HA AVUTO UN RUOLO CHIAVE NEL SUCCESSO DEL SAGRANTINO

Arnaldo Caprai spiega il sagrantino
Ho incontrato più volte Arnaldo Caprai ma un incontro è stato determinante per la mia vita. Era il 1998 o l’anno prima, a Bevagna, poco distante da Foligno e c’erano le Gaite una spettacolare rievocazione storica di antichi mestieri e mercati. Alla sera la festa si trasformava in banchetto in stile medioevale e li incontrai Arnaldo Caprai. Conoscevo suo figlio Marco che, con l’aiuto del padre, aveva creato una straordinaria cantina portando al successo internazionale il Sagrantino. Di Arnaldo conoscevo la fama di geniale imprenditoriale del settore tessile ma niente di più. C’era poca luce, tanto rumore e avevamo bevuto parecchio tutti e due. Non so come mai, perché io non mi apro con gli sconosciuti; invece, gli raccontai cose molto personali come la paura di creare un’azienda partendo dalle proprietà che i miei genitori mi avevano dato e che avevano bisogno di enormi investimenti. Lui mi disse una frase che mi è rimasta stampata nel cervello ed ha guidato i miei passi da quel momento in poi <<se un imprenditore non ha il coraggio di fare il passo più lungo della gamba, non ce la può fare>>. Una sferzata che mi servì moltissimo e di cui gli sono tutt’ora grata.
Per questo oggi penso a lui con rimpianto e affetto, grazie Arnaldo
Donatella Cinelli Colombini






